Quattordici coltellate. Una fatale al cuore. La morte sarebbe avvenuta tra le 20 e le 24 del 2 maggio scorso. È morta dopo una lunga agonia Romina De Cesare, trentaseienne.
Al momento, in carcere si trova l'ex fidanzato Ialongo, 38 anni, di Cerro al Volturno, lo stesso paese della vittima, agli arresti dal giorno della scoperta del corpo senza vita di Romina da parte degli agenti della squadra mobile in un appartamento in via del Plebiscito a Frosinone. Ialongo, nel corso del primo drammatico interrogatorio, nella notte tra il 3 e il 4 maggio, ha confessato l'omicidio, anche se poi, nel secondo interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il prossimo 23 settembre saranno rese note le risultanze delle perizie sul traffico telefonico delle due utenze intestate a De Cesare e a Ialongo e sugli esami di estrapolazione del Dna, dai tessuti repertati sulla vittima e da alcuni oggetti rinvenuti nell'appartamento. Romina era stata fidanzata con Ialongo per 12 anni.
A dare l'allarme il 3 maggio scorso, il nuovo fidanzato di Romina. Non la sente da diverse ore, mentre Ialongo sosterrà di aver staccato i suoi telefonini già dal pomeriggio del giorno prima.

Così la polizia fa irruzione nell'appartamento della ragazza a Frosinone e fa la scoperta del cadavere. A trovare Ialongo, che racconterà nel primo interrogatorio (nel secondo si è avvalso della facoltà di non rispondere) di aver cercato di uccidersi dopo il delitto sono i carabinieri di Sabaudia dopo alcuni segnalazioni dei passanti. A quel punto per Ialongo è scattato il fermo poi convalidato con la conferma del carcere.
Subito dopo la scoperta del cadavere di Romina, è partita l'indagine condotta dalla squadra mobile di Frosinone. Sul luogo dell'omicidio era arrivata poi anche la polizia scientifica di Roma per i rilievi nell'appartamento.

Sul posto anche il procuratore Antonio Guerriero con il sostituto Barbara Trotta, titolare dell'indagine, il questore Domenico Condello e il dirigente della squadra mobile Flavio Genovesi. Nel frattempo, i carabinieri che avevano fermato in stato confusionale Ialongo, il quale dichiarava di aver tentato di uccidersi più volte quella notte, eseguivano la misura a carico dell'uomo. Sottoposto la notte stessa a un lungo interrogatorio, davanti ai pm di Latina e Frosinone, Ialongo ha confessato il delitto. La famiglia De Cesare è rappresentata dall'avvocato Danilo Leva, mentre Pietro Ialongo si è affidato per la difesa all'avvocato Vincenzo Mercolino.