Assolto per rimessione di querela e per non aver commesso il fatto. Si è chiusa così con un'assoluzione pronunciata dal giudice monocratico Daniela Possenti, una delle vicende per il quale era chiamato a difendersi in tribunale Fabrizio Pignalberi.

Il leader del partito Più Italia venne denunciato per truffa, perché secondo l'accusa avrebbe manomesso un assegno, al fine di trarre un guadagno. Alla precedente udienza il denunciante aveva manifestato la volontà di rimettere la querela nei confronti di Pignalberi e di fatto aveva provveduto. Ma la querela sporta nonostante la remissione era perseguibile d'ufficio. Ragion per cui sono stati sentiti il beneficiario del titolo e lo stesso imputato che si è discolpato, negando ogni modifica sull'assegno contestato.

Il presidente di Più Italia spiega: «La verità viene sempre a galla, sono stato sereno dal primo giorno, tale serenità proviene dall'estraneità ai fatti contestati, non può e non deve essere una trasmissione ad emettere una sentenza, questo è l'unico errore grande, perché è inspiegabile tutto ciò, ma con il sorriso continuerò a difendermi dalle accuse infondate», conclude Pignalberi.