È morta nella notte Maria Trentini, la donna di ottantasette anni residente ad Ardea dove viveva dal 2015 insieme al suo unico figlio ma originaria di Esperia, dove era nata il 27 febbraio del 1934.
Da cinque anni era ospite della struttura di via Bertonia a Sezze. Proprio qui venerdì pomeriggio, intorno alle 15.30, è stata colpita a morte con un bastone da passeggio da un suo coetaneo, un ottantanovenne, anch'egli ospite della stessa struttura, Villa Karol.

La triste vicenda che vede coinvolti Maria Trentini e Silvio Maurizi, assistiti rispettivamente da cinque e da un anno all'interno della casa di riposo di Sezze, lascia dietro di sé una lunga scia di interrogativi. Si è trattato di una tragica fatalità? Cosa poteva essere evitato? La donna era stata colpita al capo e al torace con il bastone da passeggio che Silvio era solito portare con sé.

Mentre quella furia cieca si accaniva contro di lei, qualcuno ha tentato di salvarla, di sottrarla all'aggressore. C'è uno spazio temporale da valutare: quel frangente che intercorre tra la prima aggressione – quella nei confronti di un'operatrice della struttura – e la successiva, consumata contro l'anziana donna, seduta su un divano. In quel lasso temporale, mentre l'operatrice cercava di togliersi il sangue dal volto, in bagno, Silvio si è accanito con furia cieca su Maria Trentini. Forse nessuno ha pensato che avrebbe continuato a picchiare con il bastone chiunque gli fosse venuto a tiro? Il tempo di fermarlo e di soccorrere l'anziana non deve essere stato lunghissimo, ma è in quel frangente che le percosse devono aver scritto l'esito del trauma e le ferite. Un'emorragia profonda che pur essendosi arrestata non ha cambiato il quadro clinico della donna che da venerdì era ricoverata in prognosi riservata, anche se due giorni fa aveva dato cenni di ripresa. La sua condizione sembrava stabile, pur non migliorando. Ma Maria, che ha lottato per tre lunghi giorni, non ce l'ha fatta.

Il pubblico ministero, che nella prima fase dell'indagine affidata ai carabinieri di Sezze, aveva ritenuto di procedere nei confronti dell'aggressore alla contestazione del reato per lesioni gravissime, potrebbe già aver modificato il capo d'imputazione in omicidio volontario. Dopo l'esame autoptico si tratterà di capire se dalla difesa dell'uomo si riterrà opportuno chiedere la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale.
Anche in considerazione dello stato di senilità avanzata dell'aggressore e in considerazione di futuri ed eventuali accertamenti diagnostici sullo stato di reale salute mentale dell'uomo, originario di Sezze.

L'anziano era in cura da un anno con un piano di assistenza sanitaria farmacologica a base di cardioaspirina, gastroprotettore e diuretico.
I responsabili della casa di riposo Villa Karol assicurano che prima di quel fatidico venerdì non aveva mai dato segni di escandescenza.