La città di Pontecorvo si prepara a ricordare le vittime delle marocchinate. Martedì prossimo, in occasione della giornata istituita per ricordare le vittime di quelle barbarie, si svolgerà una cerimonia speciale. Intanto, però, affiorano nuovi documenti che raccontano le difficoltà per le vittime di quelle violenze hanno vissuto nel corso degli anni.

La cerimonia
Martedì prossimo l'amministrazione ha organizzato, in collaborazione con l'associazione nazionale "Vittime delle Marocchinate", un momento di ricordo. Il presidente del consiglio Katiuscia Mulattieri ha organizzato in occasione della "Giornata in memoria delle vittime delle marocchinate" uno speciale appuntamento. Alle 11, infatti, ci sarà la deposizione di una corona di fiori sul sacrario della basilica cattedrale di San Bartolomeo. Una cerimonia solenne che verrà realizzata nel pieno rispetto di tutte le norme anti-Covid.
Un'iniziativa che permetterà di ricordare quelle persone che si trovarono a vivere sulla propria pelle quelle atroci violenze. Ferite mai rimarginate in una comunità che ancora oggi piange al pensiero di quello che accadde.

I documenti
E il racconto di quei momenti riaffiora anche in nuovi documenti contenuti negli archivi dell'associazione nazionale. Il 5 gennaio del 1949 si tenne un incontro a San Giorgio a Liri alla presenza di Comuni, parroci, partiti politici e stampa. In quell'occasione si evidenziò come «quel maggio 1944 vide barbare e inaudite violenze alle donne di tutte le età non escluse suore, uomini e sacerdoti, ferimenti e uccisioni nei confronti di quegli uomini – padri, mariti, figli, fratelli - che avessero osato opporre resistenza: sevizie, depredamenti, razzie, devastazioni e incendi, a partire dalle chiese e altri luoghi sacri».

Al termine dell'incontro fu redatto un documento unico e condiviso destinato alle massime autorità dello Stato italiano. Un appello accorato per accogliere il «grido di dolore e di giustizia di migliaia di vittime, e provvedano, rimovendo con sollecitudine ogni artificiosa difficoltà, a far sì che, finalmente, entro il corrente mese di gennaio al più tardi, sia fatto luogo, con precedenza per i comuni di questa zona, epicentro dei danni, e gravemente danneggiati, al pagamento al cento per cento delle liquidazioni predisposte dagli organi francesi, senza distinzioni di sorta, analogamente a quanto è già avvenuto da molti mesi per i numerosi comuni siti al di là del Liri e del Garigliano».