«Un percorso durato quasi 3 mesi, dopo un incidente stradale, mio figlio 17 anni, è arrivato in fin di vita al pronto soccorso dell'ospedale Spaziani, dove ha subito una craniectomia». Inizia così il racconto di una mamma che ringrazia i medici dello Spaziani. «Anche se trasferito al San Camillo di Roma - prosegue la lettera - il primario di Neurochirurgia Giancarlo D'Andrea, non ha mai smesso di apprendere notizie sul ragazzo. Aspetta il suo ritorno da Roma e l'equipe formata da: dottor Bambina, Costagliola, La Valle, Maiola affronta un re-impianto della calotta cranica. Arriva però il bisogno di un terzo intervento.

Tutti, primario, neurochirurghi, medici, infermieri si sono presi cura di mio figlio, con dolcezza e alta professionalità».
E ancora: «Nonostante i molteplici reparti degli ospedali, diventati Covid, il reparto di neurochirurgia continua ad essere il fiore all'occhiello. Un reparto essenziale per tutti coloro che hanno la vita appesa ad un filo. Ad oggi però si sente mormorare di un dimezzamento della sala operatoria, per affrontare l'emergenza Covid. Con questa lettera, vorrei semplicemente mettere in evidenza la grande premura, l'amore dei dottori per tutto quello che hanno fatto e di come ci hanno fatto sentire, tranquilli e speranzosi».