Pestato per un debito in pieno centro, condannati ieri sera padre e figlio ritenuti gli autori della violenta aggressione avvenuta ai danni di un avvocato del Foro di Cassino. Paolo Rossano Capone di 55 anni e suo figlio Alessandro, di 26, sono stati condannati in primo grado rispettivamente a cinque anni e nove mesi di reclusione e a 2 anni e 9 mesi oltre all'i nterdizione dai pubblici uffici. Per tutte le ipotesi a loro carico.

I fatti
I fatti risalgono all'agosto del 2019, quando un avvocato di Cassino di 80 anni venne aggredito brutalmente per un recupero crediti: secondo quanto ricostruito nell'immediatezza, il legale si sarebbe presentato in via Tichy per riscuotere 8.000 euro per affitti non versati. Poi, in seconda battuta, si disse circa 15.000. Ma invece dei soldi venne picchiato, finendo in ospedale con ferite importanti. All'arrivo, seppure immediato, dei carabinieri però nessun aggressore. Ci sono voluti quattro mesi intensi di indagine dei carabinieri per chiudere il cerchio: a inchiodare i due cassinati, alcuni testimoni oculari che successivamente avrebbero riconosciuto nei soggetti mostrati loro dagli investigatori gli autori del pestaggio.

La procura, concordando con le ipotesi investigative, non tardò ad emettere due misure cautelari per tentata estorsione aggravata, lesioni personali e rapina in relazione al cellulare (solo nei confronti del padre).
Quindi la remissione in libertà del figlio e una misura meno afflittiva per il padre e l'apertura del processo con la costituzione di parte civile del Consiglio dell'Ordine rappresentato dall'avvocato Giuseppe Di Mascio che aveva sancito un principio fondamentale: l'Ordine ha il compito di tutelare la libertà dell'esercizio del diritto di difesa e questo compito non viene meno anche quando l'avvocato difende se stesso.

La decisione
Nella tarda serata di ieri la sentenza di primo grado nei confronti di padre e figlio, oltre al riconoscimento di un risarcimento da liquidarsi in separata sede, nei confronti della parte offesa, assistita dallo studio Ranaldi (alla quale è spettato intanto una provvisionale) e dello stesso Consiglio dell'O rdine, da liquidarsi in separata sede.