Per il secondo giorno consecutivo la Ciociaria va oltre i 330 contagiati. Si registra, tuttavia, un altro decesso. Mercoledì i casi erano stati 343, ieri sono stati 337. Prima d'ora era già successo una sola volta, tra il 5 e il 6 novembre, con 394 e 349 casi. Al conto vanno aggiunti i 187 negativizzati annunciati ieri.
La situazione
La vittima di ieri è un uomo di 76 anni di Frosinone. Si tratta del decesso numero 120 dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Sono 56 le persone che non sono sopravvissute al virus negli ultimi 23 giorni. 39 di queste sono morte negli ultimi undici giorni.
Il maggior numero di contagi si ha, come l'altro ieri, a Sora dove la situazione viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie. Sora registra 25 nuovi casi. Seguono Cassino con 20, Alatri con 14 e Isola del Liri con 13. Quindi Anagni e Ferentino appaiate a 12, Frosinone a 11, Pontecorvo e Veroli a 9. In questi comuni si segnala un buon numero di negativizzati, nell'ordine delle 16 unità ad Alatri, delle 16 a Sora, delle 12 a Frosinone e delle 10 a Cassino. Segnalati pure 7 negativi a Veroli, 6 ad Anagni e uno ciascuno a Ferentino, Isola del Liri e Pontecorvo. In totale i nagativizzati sono 187, molto meno rispetto ai 410 certificati mercoledì.

Nel frattempo è stata superata quota 9.500 contagiati dall'inizio dell'emergenza, il valore a ieri era di 9.602. In questa settimana si è a un passo da quota 1.000: ora sono 974, per una media di 243,5. A novembre, invece, i contagi hanno raggiunto la media di 262,5 per un totale di 4.987, molti di più dei 3.528, media 113,8, con cui si era chiuso il mese di ottobre, fino a quel momento il peggiore.

Facendo un paragone con le ultime settimane i 974 fino a ieri sono superiori agli 835 del periodo 9-12 novembre per una media 208,7. Sempre a giovedì, la prima settimana del mese presentava 1.092 contagi con una media giornaliera di 273. Non a caso, la prima settimana di novembre è quella del picco con 2.044 positivi. Prima ancora, dal 26 al 29 ottobre i contagi erano stati 717 per una media di 179,2. E dunque questa settimana, al momento, è la seconda peggiore delle ultime quattro. Quelle dell'esplosione dei contagi.

Il bollettino
L'assessore regionale Alessio D'Amato fa così il punto della situazione: «Su oltre 27.000 tamponi nel Lazio (+650) si registrano 2.697 casi positivi (-169), 61 i decessi (-19) e +586 i guariti. Torna sotto al 10% il rapporto tra i positivi e i tamponi, sale il numero dei ricoveri (+47) e le terapie intensive (+11). Il valore Rt scende sotto a 1 e si attesta a 0,9. Diminuisce il tempo mediano tra la data di inizio sintomi e la data di diagnosi da 4 a 2 giorni. Bene l'indicatore del totale risorse umane dedicate all'attività di tracciamento. Il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva è al 32% e quello di area medica per pazienti Covid al 49%. Non bisogna abbassare la guardia occorre ancora tempo».

Nelle Asl di Roma, nelle ultime 24 ore, i casi sono 1.989 con 48 decessi. Nelle province si registrano 708 casi e tredici decessi. Nella Asl di Latina sono 183 i nuovi casi e tre i decessi di persone di 66, 83 e 88 anni con patologie. Nella Asl di Frosinone, dunque, 337 tra casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Nella Asl di Viterbo si registrano 92 nuovi casi e cinque decessi di età tra 62, 84, 84, 85 e 100 anni. Nella Asl di Rieti si registrano 96 casi e cinque decessi di 74, 75, 88, 91 e 91 anni con patologie.

Secondo l'Agenzia nazionale pe ri servizi sanitari regionali il tasso di occupazione delle terapie intensive era del 23% nel Lazio e del 30% in Italia il 3 novembre. Da lì si è assistito a un incremento progressivo in Italia al 34% l'8 novembre, mentre il Lazio si manteneva al 24%. Nel resto del Paese si è passati così a 39% per poi superare la soglia del quaranta ed attestarsi al 43% del 18 novembre. Nella nostra regione, invece, per diversi giorni si è oscillato tra il 26% e il 29% per fermarsi al 33% di mercoledì.

Meno marcata la differenza per quanto riguarda l'occupazione dei posti Covid in area non critica: il 3 novembre il dato era di 36% in Italia e del 39% nel Lazio, anche se subito c'è stato il sorpasso con la media nazionale che, prima, si è mantenuta tra il 43% e il 53%, a fronte di un 41-47% del Lazio. Quindi il valore nazionale si è riposizionato tra il 49% e il 51% di mercoledì: nello stesso periodo il Lazio è stato tra il 47% e il 49%, con una punta del 51% il 15 novembre, giorno in cui i due dati sono stati appaiati.