Lo vedevano sempre davanti al solito bar. Loro prima di andare a lavorare entravano nel locale per la colazione, lui era fuori, sotto la pioggia, sotto il sole, al freddo, al caldo. Sempre lì. Non dava fastidio a nessuno. Parlavano i suoi occhi, sinceri. Parlava il suo sorriso, sempre e comunque. Anche quando nelle sue mani non arrivavano quegli "spiccioli" che per lui potevano sembrare tanti per poter riuscire a racimolare qualcosa durante la giornata. Avrebbe voluto lavorare, invece, di chiedere l'elemosina "ma nessuno lo voleva".
E così senza mai rassegnarsi e soprattutto senza mai spegnere il suo sorriso ha continuato a chiedere l'elemosina, fino a quando un "angelo" che incontrava sempre al mattino non gli ha regalato un sogno, anzi, un lavoro.

È la storia di Courage, e lui di coraggio ne ha avuto davvero tanto in questi anni in cui, come tanti suoi connazionali, ha dovuto affrontare tante difficoltà, lontano dalla sua terra, dalla sua famiglia. Vive a Ferentino e ogni mattina, prende il treno e arriva a Frosinone, a Corso Lazio dove l'attende Giuliana Guiso, la stilista che lo ha "tolto" dalla strada e gli ha dato l'opportunità di lavorare nella sua azienda dove vengono realizzate borse. La storia è stata raccontata ieri mattina in collegamento dallo studio della trasmissione "I fatti vostri" con Giancarlo Magalli. Courage e Giuliana in collegamento da Frosinone hanno dato voce al grande gesto di umanità. Tutto nasce a gennaio, come ha raccontato la stilista.

«Come ogni mattina con mio marito andavo a prendere il caffè al bar e davanti al locale incontravamo sempre un giovane che chiedeva l'elemosina - racconta la stilista - Un ragazzo educato. Era sempre lì con il suo sorriso, i suoi occhi dolci, sinceri. Gli davamo sempre qualche "spicciolo". Un giorno, però, è successo che sia io sia mio marito non avevamo soldi dietro. E così non abbiamo potuto dargli nulla. Ci siamo guardati in faccia con mio marito, c'eravamo rimasti davvero male. Ma lui no, era sempre lì sorridente e ci ha salutato come sempre. Siamo tornati in macchina, stavamo per andare via, ma appena mio marito ha acceso l'auto gli ho detto di non partire e di aspettarmi. Sono scesa, ho raggiunto il giovane nigeriano e gli ho chiesto che lingua parlasse, per fargli capire il mio messaggio.

E in inglese gli ho chiesto il motivo per cui chiedeva l'elemosina e non lavorava. Lui mi ha risposto "nessuno mi vuole". Allora gli ho dato il mio cellulare e gli ho detto che lo avrei aspettato il lunedì successivo nella mia azienda. È stato puntuale, alle 9 era da noi. E da lì non l'abbiamo più mandato via. Ora lavora con noi, è diventato bravissimo, è davvero in gamba. I colleghi lo hanno accolto con grande affetto e stima. È il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare vi. Sono stata fortunata nella sua "sfortuna" che nessuno gli abbia dato un lavoro e ora fa parte del mio gruppo. È bravo e preciso, ha cominciato incollando ed ora sa fare tante cose. Con gli altri colleghi e con me ci scambiamo anche "lezioni di italiano-inglese"».

E alla domanda del conduttore Giancarlo Magalli se la famiglia ha saputo del lavoro trovato Courage con il suo sorriso sulle labbra ha detto: «Sono felici per me e speravano quello che è accaduto, che trovassi un lavoro». E il lavoro nell'azienda di borse di Giuliana è diventato realtà.