Cassino
11.01.2026 - 10:11
L'ospedale di Cassino
"I nostri ospedali non sono ancora pronti per la gestione dell'autismo e delle neurodivergenze in situazioni di emergenza".
Da Cassino la famiglia ha poi deciso di portare il ragazzo in un ospedale di Roma. "Anche qui però l'accoglienza riservata al nostro assistito è stata caratterizzata da completa impreparazione del personale. Ancora una volta il Pronto Soccorso ha rimesso tutto nelle mani del reparto di Psichiatria, dove l'indicazione dei medici è stata quella di curare il ragazzo con un calmante. E davanti alla prospettiva di ricoverarlo tenendolo perennemente sedato - conclude Mollicone - i genitori hanno deciso di proseguire la terapia per la polmonite a casa".
"Sappiamo che è stato attivato già da qualche anno dalla Regione Lazio, il Servizio Tobia: un percorso socio - sanitario riservato alle persone con disabilità complesse come l'autismo, che prevede la presenza negli ospedali di personale formato per gestire i soggetti autistici e disabili in caso di emergenza. L'obiettivo - spiega Mollicone - è quello di ridurre eventuali traumi e allo stesso tempo garantire l'accesso alle terapie come avviene per tutti gli altri pazienti".
Il servizio Tobia al momento è funzionante solo in un ristretto numero di nosocomi, non sempre facili da raggiungere in caso di emergenza e necessità. "A che punto siamo con l'attivazione del servizio su tutta la rete socio-sanitaria regionale? - chiede Mollicone - cosa deve fare la famiglia di un soggetto autistico in caso di bisogno? Non è sempre possibile seguire le terapie a domicilio e d'altro canto, ove fosse necessario il ricovero, è impensabile ritenere che si possa permetterlo solo attraverso la somministrazione di farmaci sedativi ai nostri ragazzi". "Siamo nel pieno del picco influenzale, ci sono tanti casi di persone che devono ricorrere alle cure del Pronto Soccorso per le conseguenze del virus. E tra queste potrebbero esserci anche molti ragazzi e soggetti disabili o con neurodivergenze. Bisogna attivare quanto prima un percorso di accoglienza mirato ed efficiente per loro, senza aumentare ulteriormente il carico di lavoro e preoccupazione che grava su famiglie già stremate dalla gestione quotidiana. Mi rivolgo alla Regione Lazio e alla Asl di Frosinone: abbiamo bisogno di un loro impegno concreto sulla questione, che sia tra i buoni propositi e i buoni progetti per l'anno appena iniziato!". Intanto dalla Asl fanno sapere che si sta lavorando per l'attivazione del progetto Tobia
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