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Cassino

Isabella Mollicone: «Ospedali impreparati per l'autismo in emergenza»

Le dichiarazioni del presidente della Cooperativa sociale dedicata ai ragazzi diversamente abili, "Pietre Miliari".

ospedale cassino

L'ospedale di Cassino

"I nostri ospedali non sono ancora pronti per la gestione dell'autismo e delle neurodivergenze in situazioni di emergenza".

È quanto dichiara Isabella Mollicone, presidente della Cooperativa sociale dedicata ai ragazzi diversamente abili, "Pietre Miliari". Un appello che nasce da quanto accaduto nelle scorse settimane all'ospedale di Cassino. " Si tratta di un caso di emergenza segnalato dalla madre di uno dei nostri ragazzi - spiega Mollicone. Un ragazzo autistico, che i genitori hanno portato al pronto soccorso dell'ospedale di Cassino perché aveva iniziato a manifestare malessere e febbre persistenti . "Una volta giunta al Santa Scolastica - continua Mollicone - la famiglia è stata accolta da sguardi di smarrimento: non c'era personale adeguato e formato per la gestione delle neurodivergenze, con il serio rischio di scatenare crisi comportamentali nel ragazzo da soccorrere, già in condizioni di rischio per la sua salute. Il caso è stato affidato al reparto di Psichiatria e qui, solo attraverso la somministrazione di forti sedativi, è stato possibile eseguire una tac e diagnosticare una polmonite. Patologia che avrebbe richiesto, come è ovvio, il ricovero immediato".

Da Cassino la famiglia ha poi deciso di portare il ragazzo in un ospedale di Roma. "Anche qui però l'accoglienza riservata al nostro assistito è stata caratterizzata da completa impreparazione del personale. Ancora una volta il Pronto Soccorso ha rimesso tutto nelle mani del reparto di Psichiatria, dove l'indicazione dei medici è stata quella di curare il ragazzo con un calmante. E davanti alla prospettiva di ricoverarlo tenendolo perennemente sedato - conclude Mollicone - i genitori hanno deciso di proseguire la terapia per la polmonite a casa".
"Sappiamo che è stato attivato già da qualche anno dalla Regione Lazio, il Servizio Tobia: un percorso socio - sanitario riservato alle persone con disabilità complesse come l'autismo, che prevede la presenza negli ospedali di personale formato per gestire i soggetti autistici e disabili in caso di emergenza. L'obiettivo - spiega Mollicone - è quello di ridurre eventuali traumi e allo stesso tempo garantire l'accesso alle terapie come avviene per tutti gli altri pazienti".

Il servizio Tobia al momento è funzionante solo in un ristretto numero di nosocomi, non sempre facili da raggiungere in caso di emergenza e necessità. "A che punto siamo con l'attivazione del servizio su tutta la rete socio-sanitaria regionale? - chiede Mollicone - cosa deve fare la famiglia di un soggetto autistico in caso di bisogno? Non è sempre possibile seguire le terapie a domicilio e d'altro canto, ove fosse necessario il ricovero, è impensabile ritenere che si possa permetterlo solo attraverso la somministrazione di farmaci sedativi ai nostri ragazzi". "Siamo nel pieno del picco influenzale, ci sono tanti casi di persone che devono ricorrere alle cure del Pronto Soccorso per le conseguenze del virus. E tra queste potrebbero esserci anche molti ragazzi e soggetti disabili o con neurodivergenze. Bisogna attivare quanto prima un percorso di accoglienza mirato ed efficiente per loro, senza aumentare ulteriormente il carico di lavoro e preoccupazione che grava su famiglie già stremate dalla gestione quotidiana. Mi rivolgo alla Regione Lazio e alla Asl di Frosinone: abbiamo bisogno di un loro impegno concreto sulla questione, che sia tra i buoni propositi e i buoni progetti per l'anno appena iniziato!". Intanto dalla Asl fanno sapere che si sta lavorando per l'attivazione del progetto Tobia

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