29.03.2026 - 04:09
Mentre calcio, tennis e basket monopolizzano l'attenzione mediatica, nel cuore di Roma esiste una realtà parallela dove il tempo sembra essersi fermato. Bastano otto gradini da scendere in via Tommaso Campanella, a pochi passi dal Vaticano, per entrare in un mondo dove ferro, ruggine e passione sono ancora i protagonisti assoluti. È la palestra Borgo Prati, fondata nel 1899, uno dei templi più antichi dello sport italiano.
La palestra nasce dall'intuizione di San Giovanni Bosco e dai Ricreatori popolari, fioriti in Italia tra il 1885 e il 1925. Per oltre 120 anni ha educato generazioni di ragazzi del quartiere Borgo, offrendo educazione morale, fisica e intellettuale. Oggi 250 iscritti si dividono tre materassine per praticare discipline poco note al grande pubblico e che certamente non si trovano sulle prime pagine dedicate allo sport, né sulle piattaforme di scommesse sportive, persino quelle più popolari. Qualche esempio? Lotta libera, greco-romana, judo, pesistica e kung-fu. L'ingresso al numero 7 di via Tommaso Campanella nasconde un seminterrato tappezzato di foto in bianco e nero, testimonianze di un secolo di sudore.
L'atmosfera è familiare: bambini, genitori, insegnanti e dirigenti formano una vera comunità. Il presidente Orfeo Bentivoglio, ex insegnante d'arte, porta avanti con il fratello e altri dirigenti un'attività sempre più di nicchia. Filippo Gargaglia, direttore tecnico della lotta, ammette: "È difficile che un ragazzino sogni di diventare Andrea Minguzzi, nemmeno sanno chi sia".
Tra le foto storiche spunta un'immagine iconica: Sylvester Stallone con la felpa della Borgo Prati. L'attore si allenò qui per una decina di giorni prima di girare Rocky II. E il Rocky di casa è Luca Svaicari, protagonista di un'impresa storica: poche settimane fa ha guidato la Borgo Prati alla vittoria del titolo nazionale di club nella lotta greco-romana, battendo i gruppi sportivi militari. Nel 2018 Svaicari conquistò il bronzo agli Europei juniores, proprio a Roma.
"Sono arrivato qui per caso a 14 anni, seguendo mio fratello Marco", racconta Luca. "Quando sali sul podio pensi che stai rappresentando una squadra con oltre 100 anni di storia". Un risultato incredibile se si pensa che judo e lotta hanno la materassina solo tre volte a settimana.
Anche la pesistica sforna talenti. Ginevra, campionessa italiana under 14, ha scelto questo sport poco glamour per una ragione precisa: "Quando mi alleno mi sfogo. Sei da sola, tu e il bilanciere, un avversario che non sbaglia mai". Suo padre Marco è maestro di judo alla Borgo Prati.
Alicia Meille, responsabile del settore giovanile della lotta, sottolinea l'importanza dei più piccoli: "Con il corso gioco-sport dai 3 ai 5 anni i bambini imparano a muoversi, a stare alle regole, a relazionarsi. La lotta è un istinto primordiale". Antonio Cerroni, 95 anni e pluricampione italiano, seduto su una sedia a rotelle, non si perde una festa della palestra.
Impianto sportivo di Roma Capitale con tariffe comunali, la Borgo Prati dedica il 90% delle attività allo sport agonistico. La promozione avviene tramite passaparola, tra la gente del quartiere che conosce e rispetta questa storia. Come dice Filippo Gargaglia: "Restiamo una palestra dallo stile romantico, ma cerchiamo di trasmettere ai ragazzi il senso del gruppo e della squadra". In un seminterrato vicino al Vaticano, ferro e passione continuano a forgiare campioni lontani dai riflettori.
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