Politica
01.03.2026 - 14:40
Daniele Leodori e Claudio Mancini hanno chiuso il Congresso del Pd proiettando lo sguardo al futuro e lanciando messaggi importanti. Il segretario regionale Leodori ha subito rassicurato: «Comporremo le situazioni interne». Poi ha aggiunto: «Per l'unità dobbiamo lavorare tutti perché se lo facciamo soltanto in quattro e gli altri no, non può bastare». Un chiarissimo monito alle componenti interne. Quindi Leodori ha voluto ringraziare Sara Battisti e Luca Fantini e formulare gli auguri ad Achille Migliorelli. Evidente la sua proiezione al futuro prossimo. E infatti ha citato i prossimi appuntamenti da non fallire: nell'ordine le provinciali, il referendum e il contrasto alla proposta di legge elettorale avanzata dal centrodestra. Nel suo intervento, relativamente alla necessità di strutturare il partito e di destrutturare gli avversari, Leodori ha citato Massimo D'Alema.
Claudio Mancini, parlamentare e leader di Rete Democratica, ha preso la parola rivolgendosi a Francesco De Angelis e dicendo: «Caro Francesco, dopo che abbiamo sentito Leodori citare D'Alema, possiamo dire di aver sentito tutto». La frase va interpretata nel senso che Mancini e De Angelis sono stati (e forse lo sono ancora) "dalemiani" di ferro, mentre Leodori ha una provenienza democristiana. Mancini ha anche ricordato l'esperienza del 1995 quando il centrosinistra vinse le regionali del Lazio con Piero Badaloni "dando inizio a una incredibile stagione di successi e di governi". Ha affermato ancora Mancini: «In quell'occasione a più livelli Rifondazione Comunista non fece l'accordo con noi ma noi vincemmo lo stesso».
Che il riferimento fosse all'area della Schlein che aveva appena affermato di non entrare in segreteria qualora non fosse rispettato l'accordo della vicesegretaria? Come cantava Lucio Battisti... lo scopriremo solo vivendo. Infine Mancini ha spiegato che l'imperativo categorico del Pd deve essere quello "di fermare una destra che ha come obiettivo finale il cambiamento della Costituzione e l'elezione di un suo presidente della Repubblica in maggioranza". Poi ha concluso: «L'unità intorno non si costruisce ad excludendum, non si costruisce a discapito di pezzi di storia del nostro partito».
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