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Frosinone

Comune, il Pd prova a scuotersi

Nel corso dell’assemblea cittadina i Democrat attaccano frontalmente la maggioranza di centrodestra. «Hanno affondato il capoluogo. Noi dobbiamo dire basta alle divisioni e lavorare sulle alleanze»

«Chiediamo al segretario Migliorelli, dal minuto successivo al congresso, ma direi anche da ora, di riprendere in mano la questione Frosinone». Così Stefano Pizzutelli nel corso del dibattito del circolo del Pd del capoluogo nell’ambito del congresso provinciale. Achille Migliorelli, candidato unico alla segreteria, era naturalmente presente. L’appuntamento di ieri, svoltosi presso il ristorante Memmina, ha rappresentato l’occasione per rilanciare la sfida politica al Comune di Frosinone, dove il centrosinistra ha inanellato tre sconfitte consecutive. E tutti gli intervenuti hanno evidenziato il ruolo dei tre consiglieri comunali, Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi.

È stata Elsa De Angelis a rompere il ghiaccio e a suonare la sveglia, con una frase forte. Questa: «Al Comune di Frosinone, nel momento in cui la maggioranza di centrodestra affonda, noi siamo invisibili».

Anche Armando Mirabella ha insistito sulla necessità di uno scatto del partito. E riferendosi simpaticamente ad Achille Migliorelli, ha spiegato: «Sappiamo che per svolgere il ruolo di segretario provinciale occorre una sorta di “vocazione al martirio”, ma dobbiamo rimetterci in moto». Amedeo Di Sora ha richiamato «i valori della lealtà e della militanza». Affermando: «Il centrodestra ha affondato il capoluogo. Noi dobbiamo mettere in campo una nostra proposta e riflettere bene sulla scelta del candidato sindaco. Guardando a chi “vive” il partito e condivide la nostra visione». Per Stefania Martini, «il richiamo alla lealtà va benissimo, ma è necessario tenerlo presente anche nelle dinamiche interne». Il segretario del circolo Marco Tallini ha affermato: «Siamo soddisfatti di portare a compimento questo percorso congressuale, che risulta fondamentale per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti rispetto ai quali ci sono davanti a noi obiettivi importantissimi da centrare, in primis le elezioni provinciali e le prossime elezioni comunali di Frosinone del 2027».

Tutti hanno salutato Angelo Pizzutelli nel momento dell’ingresso di quest’ultimo. La sensazione che il suo nome resti in pole per la candidatura a sindaco è molto forte. A marzo ci sarà invece il congresso del circolo cittadino del Partito Democratico. C’è l’opzione di Stefano Pizzutelli segretario. Ha argomentato nella sua presa di posizione: «In questo ultimo anno e mezzo, in questa disgraziata città, il nostro gruppo consiliare è rimasto solo, senza copertura politica. Mentre una maggioranza farsesca gestiva il governo cittadino senza nessuna altra guida che un equilibrio di poltrone in piedi su tre gambe. In cosa ci siamo differenziati rispetto al partito di maggioranza relativa che diserta i consigli comunali, a quattro consigli comunali saltati per mancanza del numero legale? In cosa? Quando al bar si sente il classico “i politici so’ tutti uguali”, abbiamo davvero argomenti per smentire la regina delle banalità? Beh, ora basta. A un anno e spiccioli dalle elezioni, basta. Le correnti hanno litigato come se fosse la Dc degli anni ‘80. Ma la Dc degli anni ‘80 a Frosinone stava sopra al 40%, non aveva il 12%». Poi Pizzutelli ha tracciato la rotta delle alleanze: «Immediato contatto con il Partito Socialista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle». Ma pure «con le liste civiche e le associazioni del territorio».

Programma e candidato sindaco? «Devono essere il frutto di un accordo tra i partiti». Ha aggiunto: «E poi, immediato, il recupero del rapporto con la città: manifestazioni contro la distruzione dell’idea di progresso ambientale, frutto amarissimo della gestione di una iniziativa condivisibile come il Brt, ma declinata come imposizione calata dall’alto senza in realtà nessun altro scopo che non sia quello di non perdere i soldi del Pnrr. Frosinone ha perso il 10% della popolazione negli ultimi dieci anni: la vera risposta, la vera opposizione alla destra non è più in città, è a Milano, a Roma, in Europa, dove molti dei nostri figli, delle nostre sorelle e dei nostri fratelli sono andati, perché qui il futuro non esiste».

Per quanto riguarda la maggioranza di centrodestra, siamo in una fase cruciale. Ma difficilmente succederà qualcosa prima del confronto in consiglio comunale sul bilancio. Peraltro in questi giorni il sindaco Riccardo Mastrangeli è impegnato nella “tre giorni” della Lega a Roccaraso. L’altro giorno ha detto: «Frosinone parla con i fatti: 69,5% di raccolta differenziata, il dato più alto tra tutti capoluoghi del Lazio. Risultati costruiti con scelte serie, coinvolgimento dei cittadini e attenzione quotidiana al territorio.️ L’ambiente non è uno slogan: è buona amministrazione». Sul piano strettamente politico la situazione è nota. Ci sono due situazioni aperte sul tavolo. Intanto il tema del secondo assessorato alla Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che lo ha rivendicato. Quindi, relativamente a Fratelli d’Italia, la questione della rappresentanza in giunta all’area del parlamentare Aldo Mattia. Al quale fanno riferimento i consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara. Di tutto quanto però si parlerà soltanto dopo l’approvazione del bilancio. Se invece il documento contabile dovesse essere bocciato, si aprirebbe la strada dell’interruzione della consiliatura. A questa seconda ipotesi, però, non crede nessuno.

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