Comune
13.01.2026 - 08:36
Il segnale è arrivato. Forte e chiaro. Nella mattinata di ieri. Come anticipato da Ciociaria Oggi. Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, «a seguito dei chiarimenti intercorsi» (come si legge in una nota), ha restituito le deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia: cultura, musei e biblioteche, rapporti con enti e associazioni culturali, turismo e pari opportunità a Simona Geralico; welfare, politiche sociali, fragilità sociali ad Alessia Turriziani, che ricopre altresì il ruolo di segretario della sezione frusinate del partito. Era quello che aveva chiesto Paolo Trancassini, parlamentare e coordinatore regionale di FdI. Nel vertice di lunedì 5 gennaio a Roma. Dopo aver definito “inaccettabile” la decisione di Mastrangeli di aver revocato le deleghe a Turriziani e Geralico al termine della seduta consiliare del 30 dicembre scorso. Quella che ha fatto precipitare la crisi all’interno della maggioranza. Trancassini era stato chiarissimo: «Se Mastrangeli ritiene di poter governare da solo, faccia pure. FdI continuerà a difendere con serietà e coerenza il proprio ruolo e i propri rappresentanti, nel rispetto degli elettori e degli accordi politici che stanno alla base dell’unità del centrodestra, valore di fondamentale rilevanza per il nostro partito». Traduzione: senza la restituzione delle deleghe ai due assessori si andrà, al massimo, all’appoggio esterno. Perché per Paolo Trancassini la questione era e resta politica. Non di poltrone, non di deleghe. «Non siamo qui per chiedere nulla», aveva sottolineato al summit. Perciò la riassegnazione delle deleghe ad Alessia Turriziani e Simona Geralico rappresenta una risposta politica significativa in questa fase. Domenica scorsa sia Paolo Trancassini (telefonicamente) che il deputato e presidente provinciale di FdI Massimo Ruspandini (di persona) avevano ribadito al primo cittadino che lo “step” necessario era quello della riassegnazione delle deleghe.
Per il resto, la situazione è estremamente fluida. Il terzo assessorato non era e non è nell’agenda di Paolo Trancassini. Infatti la proposta è arrivata da Mastrangeli il giorno dopo il summit romano. Ma la composizione del “puzzle” rischia di diventare la trama del prossimo film della serie “Mission Impossible”. Quello che è successo è noto: sul tavolo c’era il nome di Sergio Crescenzi, che fa riferimento al parlamentare Aldo Mattia. Il quale da tempo sollecita una rappresentanza in giunta per la sua componente, richiamandosi ad accordi raggiunti in sede di congresso cittadino. Ma sul tavolo c’erano altresì le strategie per le provinciali del prossimo 8 marzo. Il capogruppo Franco Carfagna (fedelissimo di Fabio Tagliaferri, presidente e ad di Ales) è in prima fila per una candidatura. L’obiettivo era quello di arrivare ad un patto di ferro dell’intero gruppo per sostenerlo. Il “punto di caduta” sembrava ad un passo, ma la situazione è precipitata quando Marco Ferrara (anche lui politicamente vicino a Mattia) ha chiesto di poter ricoprire in tempi rapidi il ruolo di capogruppo al Comune. Lo “sparigliamento delle carte” è avvenuto in un attimo. Impossibile prevedere cosa potrà succedere ora. Secondo alcuni il terzo assessorato a FdI avrebbe comportato l’automatico sostegno del partito alla ricandidatura a sindaco di Mastrangeli. Uno scenario che evidentemente non tutti condividono. Anche se va detto che in questa consiliatura sono saltate tante di quelle regole non scritte che è complicato fissare dei punti fermi. Perfino sul piano comportamentale. Aldo Mattia sta cercando di riannodare i fili della questione (in un contesto unitario e proiettato a garantire la fine della consiliatura) e ieri ha avuto diversi incontri a Roma. E sembra che ci sia stato pure un contatto telefonico con Paolo Trancassini. Tornando alla crisi, tra le domande sullo sfondo c’è pure questa: cosa farebbero Marco Ferrara e Sergio Crescenzi se la possibilità del terzo assessorato a Fratelli d’Italia dovesse sfumare definitivamente? Potrebbero uscire dal gruppo, porsi in maniera autonoma e rivendicare comunque una rappresentanza in giunta? In ogni caso la sensazione è che le prossime ore saranno decisive per quanto riguarda il tema del terzo assessorato a Fratelli d’Italia.
Per il resto, sul versante della Lista per Frosinone, per la fine di questa settimana o per l’inizio della prossima potrebbe essere ufficializzato il nome del secondo assessore. Antonio Scaccia, vicesindaco e leader della civica, dovrebbe rientrare in città sabato. E ha già in programma sia un confronto con il gruppo che con l’esecutivo della lista. Gli era stato chiesto di designare una donna (per il rispetto delle quote rosa), ma a questo punto potrebbe non essere più necessario. Specialmente se dovesse tramontare la terza “casella” di Fratelli d’Italia. Rimane l’argomento... della maggioranza. Che dovrà dimostrare di garantire il numero legale e soprattutto di poter votare il bilancio. Sulla carta i voti sono 18 (su 33). Però con le fibrillazioni in Fratelli d’Italia, con il no all’assessorato al Polo Civico e con tutto il resto, nulla può essere dato per scontato. Neppure la prospettiva del voto anticipato. Perché c’è un elemento oggettivo: nessuno si fida più di nessuno.
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