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Comune di Frosinone

Crisi, ennesima fumata nera

Slitta la comunicazione di Fratelli d’Italia al sindaco Mastrangeli sul via libera a Sergio Crescenzi assessore. Restano le fibrillazioni nel gruppo, anche per il mancato patto di ferro sul sostegno a Carfagna alle provinciali

La crisi al Comune non si chiude. Ieri è slittata la comunicazione ufficiale al sindaco Riccardo Mastrangeli, da parte di Fratelli d’Italia, del nome di Sergio Crescenzi come terzo assessore di un gruppo che conta 5 consiglieri. Il via libera doveva esserci, ma non c’è stata fumata bianca al termine di un vertice al quale hanno partecipato i consiglieri Franco Carfagna, Sergio Crescenzi, Marco Ferrara e Francesca Campagiorni, gli assessori Alessia Turriziani e Simona Geralico (che attendono la restituzione delle deleghe, operazione che potrà avvenire solo quando l’intera vicenda sarà conclusa), Franco Napoli (destinato a subentrare come consigliere in caso di nomina in giunta di Crescenzi). Presente pure Michele Meloni, esponente del direttivo cittadino del partito. E c’era naturalmente Fabio Tagliaferri, attuale presidente e ad di Ales ma anche esponente di riferimento di FdI nel capoluogo, dove ha ricoperto i ruoli di vicesindaco e assessore. Oltre che di responsabile politico di Fratelli d’Italia. Sergio Crescenzi fa riferimento alla componente del parlamentare Aldo Mattia. C’è però un altro tema sul tavolo, vale a dire la candidatura al consiglio provinciale del capogruppo Franco Carfagna, fedelissimo di Fabio Tagliaferri. L’idea è quella di un patto di ferro sulla base del quale l’intero gruppo si impegna a votare per Carfagna alle provinciali. Magari con un documento politico condiviso. Ma l’intesa non c’è stata. Segno che le fibrillazioni interne non sono state superate. Anzi. Il fatto che si parli dell’ipotesi “appoggio esterno” nel caso di mancato accordo è assai significativo.

Difficile dire cosa potrà succedere a questo punto. Perché da un lato si continua a ripetere che il nome per il terzo assessorato è quello di Sergio Crescenzi. Dall’altro però non si chiude il passaggio fondamentale, quello della comunicazione ufficiale a Riccardo Mastrangeli. Il sindaco dal canto suo aspetta. Ma non può non registrare che nessuna delle due forze politiche alle quali è stato “riconosciuto” un ulteriore assessorato (Fratelli d’Italia e Lista per Frosinone) ha indicato un nome. E sono passati sei giorni dal summit delle delegazioni regionali e provinciali di Fratelli d’Italia e Lega. Il che significa che non è semplice sciogliere i nodi di una crisi complessa e profonda. Una crisi che inevitabilmente si riflette sui futuri scenari. A cominciare dalle candidature a sindaco del 2027. La “blindatura” di Riccardo Mastrangeli non c’è stata. Non da parte di FdI. Ma neppure dalla Lista per Frosinone, che ha chiesto le primarie. Insomma, ennesima fumata nera. Non solo: la sensazione di un ulteriore “avvitamento” della crisi è fortissima.

Gli altri “tasselli”

Per il resto la situazione è nota. Alla Lista per Frosinone è stata riconosciuta la possibilità di indicare il secondo assessore. La civica deciderà dopo il rientro in città del vicesindaco Antonio Scaccia, che intende confrontarsi con i quattro consiglieri e con l’esecutivo della lista. Ma c’è il nodo delle “quote rosa”. Nel senso che in un contesto di riassetto della giunta, la formazione di Scaccia dovrebbe indicare una donna. Su questa ipotesi non è d’accordo il consigliere Corrado Renzi. Mentre invece è possibilista l’altro consigliere, Sergio Verrelli. Non è una situazione semplice. Secondo alcuni, qualora non dovesse essere trovato un “punto di caduta”, non è escluso che la Lista per Frosinone possa rinunciare al secondo posto in giunta, che però aveva rivendicato dopo essere passata da 3 a 4 consiglieri. C’è perfino chi ritiene che si possa ragionare su un’opzione di intesa tra la civica di Antonio Scaccia e l’assessore Laura Vicano. Vedremo. A quest’ultima (Lista Vicano) potrebbe essere chiesto un passo indietro, nell’ambito però di una exit strategy: un ruolo diverso. La situazione è in evoluzione, ma per il momento Laura Vicano rimane in giunta. Per quanto riguarda la Lista Marzi, è stato sottoscritto un documento di natura programmatica (parametrato su alcune tematiche) tra Riccardo Mastrangeli e i consiglieri Domenico Marzi, Alessandra Mandarelli e Carlo Gagliardi. L’idea è quella di continuare come nell’ultimo anno. Senza un ingresso in maggioranza della civica dell’ex primo cittadino (per due mandati), che nel 2022 è stato il principale sfidante di Mastrangeli. Arrivando al ballottaggio. In ogni caso pare che Riccardo Mastrangeli stia comunque valutando la possibilità di attribuire la delega alla pianificazione territoriale al consigliere Carlo Gagliardi. Su base fiduciaria. Non alla lista civica quindi. Anche in tal caso non resta che attendere.

La posizione degli “azzurri”

In una nota congiunta i due consiglieri di Forza Italia, Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo, rilevano: «Uno spettacolo indecoroso, quello andato in scena a Frosinone: più simile al peggior mercato delle pulci che a un confronto politico maturo. Per Forza Italia il tema centrale resta quello della viabilità, su cui abbiamo chiesto – ancora una volta – la riapertura della piazzetta dello Scalo nei giorni feriali. Anche stavolta ci è stata chiusa la porta in faccia. Lo ribadiamo con forza: non esiste centrodestra senza Forza Italia. Chi pensa di farne a meno crea una coalizione zoppa, destinata a cadere. La strada maestra per noi è una sola: ricostruire il centrodestra su basi serie, con una sintesi programmatica chiara e condivisa, che metta al centro le esigenze reali dei cittadini. Basta con i trasversalismi e con le liste civetta. Occorre un confronto vero tra i partiti che hanno vinto le elezioni e le liste civiche autentiche, non incontri a porte chiuse tra chi ha governato male per due anni, ignorando i veri problemi della città. Forza Italia ha scelto, con coerenza, di uscire dalla giunta e rinunciare a incarichi e assessorati pur di non partecipare a questa deriva. Serve un azzeramento. Solo così si può ricostruire il centrodestra. E noi di Forza Italia, che ne siamo stati i padri fondatori, siamo pronti a farlo. Se invece prevarrà ancora l’arroganza, allora è giusto prepararsi al voto e costruire una nuova coalizione, forte, unita».

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