La storia
22.06.2018 - 18:00
Una pena di otto anni e quattro mesi di reclusione in abbreviato per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. La sentenza pronunciata ieri per A. I. di Sant'Elia Fiumerapido è stata (di poco) più severa della pena richiesta dal pm, che aveva avanzato una richiesta pari a otto anni. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni.
La ricostruzione
In base a quanto ricostruito dai carabinieri della locale Stazione della Compagnia di Cassino, agli ordini del capitano Mastromanno la donna (rappresentata dall'avvocato Carlo Risi) nell'ottobre dello scorso anno venne trovata a terra in casa dal figlio che rincasando vide sua madre priva di sensi. In prima battuta, pensò a una rapina finita male o a una disgrazia. Ma, una volta soccorsa, la vittima raccontò di essere stata aggredita dal marito che avrebbe tentato anche di strangolarla. Lei svenne e il marito sempre secondo la versione della vittima credendola morta fuggì. L'arrivo improvviso del figlio, che stava facendo ritorno a casa, mise in moto la macchina degli inquirenti.
La ricostruzione fornita dal racconto della donna, in relazione a quanto avvenne in ottobre all'interno dell'abitazione di Sant'Elia Fiumerapido è molto complessa: in quelle parole l'aggressione e la violenza fino allo strangolamento. Poi l'arrivo del figlio che rincasando l'avrebbe trovata a terra, priva di sensi. Il cinquantottenne resterà in carcere, mentre l'avvocato Coletta che ha sostenuto ben altra tesi per il suo assistito dopo i 90 giorni per le motivazioni, proporrà appello.
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