La storia
07.02.2026 - 10:11
Un grande talento, in grado di incantare il mondo. Poi una promessa al Papa a cambiare tutto. Era il 1948 quando Ines Orsini fu scelta per girare il suo primo film, dedicato alla vita di Santa Maria Goretti. Un talento scoperto all’improvviso, per le strade di Roma, e un volto diventato in poco tempo popolare. «Nel 1948 avevo tredici anni. Cercavano, a Roma, una bambina che potesse interpretare Santa Maria Goretti. I miei genitori mi avevano mandato a comprare il pane e quando sono tornata, le mie sorelle mi hanno detto che saremmo dovute andare ad Acilia perché cercavano un’attrice. Io non volevo andare, ero timida, più mi fotografavano, più mi tiravo indietro. Ma loro mi hanno convinta e quando sono arrivata, mi hanno fatto diverse foto sul set, per poi scegliermi come protagonista del film di Santa Maria Goretti» ha raccontato. L’abbiamo intervistata.
Come si è trovata con la recitazione?
«Loro non mi dicevano la scena che dovevo fare l’indomani. Imparavo al momento. Augusto Genina, il regista, rimaneva incantato per come recitavo. La scena della morte è stata la più sentita. In punto di morte, infatti, Maria Goretti perdona Alessandro. E io riuscivo a interpretare al meglio soprattutto questa scena, cambiando il tono di voce».
Quando si è rivista sullo schermo, che emozione ha provato?
«Ho ancora la cassetta, la riguardo molto spesso. È sempre un’emozione. Per la prima volta lo vidi al Festival del Cinema di Venezia e scoppiai a piangere».
I suoi genitori come hanno preso la sua avventura nel mondo del cinema?
«Noi eravamo nove figli, sei femmine e tre maschi. Papà era gelosissimo, non c’era ovviamente la libertà che c’è oggi. Nonostante questo mio padre, che faceva la guardia comunale a Roma, ha preso l’aspettativa per portarmi tutti i giorni sul set, per ben sette mesi. Io sono molto fedele e ho assistito alla santificazione di Santa Maria Goretti. Ero a San Pietro e sono stata anche intervistata. Ho avuto anche il piacere di conoscere la mamma di Maria Goretti: mi disse che sembravo proprio la figlia. Ho conosciuto anche Alessandro, l’assassino. Mi chiesero se volessi conoscerlo e mi hanno portato ad Ancona, in carcere. Dopo questa esperienza con Santa Maria Goretti, ho recitato anche a Madrid».
E che esperienza è stata?
«Nel 1951 mi hanno chiamata per girare “Il segreto di Fatima”. Io facevo la parte di Lucia, la più grande dei tre cuginetti. È stato straordinario. Una bellissima esperienza. Sono stata via per tre mesi e in quel periodo doveva nascere la mia prima nipote. Per questo, una volta finite le riprese, non ho voluto visitare Madrid. Volevo tornare a Roma per conoscere la mia nipotina».
Non ha proseguito, però, con la strada della recitazione. Come mai?
«I miei genitori non si sono ingolositi con i soldi. Per questa ragione non ho continuato. Inoltre ho fatto una promessa al Papa Pio XII. Gli ho promesso che non avrei fatto altri film se non a scopo religioso».
Ha un legame stretto con la religione…
«Sì. Vado sempre a messa, a Frosinone, a Santa Maria Goretti».
Ha visitato invece Fatima?
«Sì, assolutamente. Mi è sempre piaciuto girare il mondo».
Non le è dispiaciuto, invece, lasciare la recitazione?
«No, assolutamente, ho fatto una promessa al Papa Pio XII e volevo rispettarla. Avrei voluto incontrare anche Papa Francesco ma purtroppo non è stato possibile. È un grande rimpianto».
Dopo queste esperienze, lei si è sposata…
«Ho sposato a 25 anni e mezzo il mio primo marito e purtroppo a 28 ero già vedova. Poi ho conosciuto il mio secondo marito, ad Alatri. E mi sono trasferita in Ciociaria. Purtroppo è venuto a mancare sette anni fa».
La fede è stata la sua forza?
«Sì. Ho sofferto molto. Ho perso anche due figli. La fede mi ha aiutata ed è cresciuta sempre più nonostante i dolori. O credi, o non credi».
A cosa si è dedicata dopo il cinema?
«Sono andata a lavorare. Prima, però, ho ripreso gli studi. Mi sono diplomata e dopo ancora sono stata impiegata presso un’azienda farmaceutica».
Quali sono le sue passioni?
«Mi piace cucinare ma soprattutto sono una grande amante della campagna. Amo curare il mio giardino. E poi spesso riguardo i miei film. Li guardo e penso: “Ma davvero sono stata così brava?”».
È felice di come sia andata la sua vita?
«Tutto sommato sì. Ho fatto cose che non avrei mai immaginato di fare».
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