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[Il progetto] Il "Salva comuni" adesso è legge: occasione ghiotta

Nascerà il fondo dedicato ai piccoli enti: previsti cento milioni in sei anni. E la Ciociaria scalpita

L'hanno chiamata legge "salva comuni", quella approvata definitivamente giovedì in Senato, a firma Ermete Realacci e Patrizia Terzoni, che dà il via allo stanziamento di denaro per il sostegno e lo sviluppo dei territori fino a cinquemila abitanti. Per il 2017 le risorse dedicate ammonteranno a dieci milioni di euro, poi 15 milioni dal 2018 al 2023, fino ad arrivare a cento milioni. Gli obiettivi sono espliciti e molti importanti. Si va in primis dalla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, fino alla banda larga, alla promozione dei prodotti tipici e alla creazione di poli funzionali. Il ddl definisce anche altri fini per beneficiare dei finanziamenti, quali il recupero dei centri storici, la distribuzione della stampa quotidiana, la produzione di prodotti a chilometro zero, la promozione cinematografica, i trasporti e le istruzioni per le aree montane e i centri ambientali.

Un altro punto fondamentale è la tassazione semplificata: potranno essere stipulate convenzioni per pagare le imposte comunali negli esercizi commerciali, laddove non ci sia servizio postale. Un programma che non poteva essere eluso, considerata la grande ricchezza e strategicità dei prodotti agroalimentari. Dai piccoli comuni viene fuori il 93% di Dope Igp, oltre al 79% dei vini più pregiati della penisola.

La grande portata
Il provvedimento coinvolge numerosi enti, sono infatti 5.591 i piccoli comuni al di sotto dei cinquemila abitanti, rappresentando il 69,9% delle amministrazioni italiane. È il 54% la percentuale del territorio italiano occupato dai piccoli comuni, ancora abitati da milioni di cittadini, anche se il 20% in meno rispetto al 1971. Per l'utilizzo delle risorse, è prevista la predisposizione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e un elenco di interventi prioritari assicurati dal Piano nazionale. Tra i tanti obiettivi, inoltre, spicca la riqualificazione dei vecchi immobili, e incentivi per contrastare lo spopolamento.

Un bene per il territorio
Nell'insieme, figurano ovviamente tanti paesini ciociari, sessantotto sul totale dei novantuno. Parecchi presentano criticità idrogeologiche, come in particolare quelli della Val Comino e del cassinate.

Parola ai sindaci
Il sindaco di Vallerotonda Gianfranco Verallo ha commentato.

«Il problema non è tanto cosa fare con i soldi, ma averli. Per anni è stato molto difficile accedere ai fondi, e spesso abbiamo visto bandi non tarati su misura per il territorio. Di sicuro utilizzeremo le risorse per una messa in sicurezza dal rischio idrogeologico e per migliorare i collegamenti in città. Noi abbiamo punti in cui il rischio è R4, con inondazioni stagionali molto rischiose in cui a volte abbiamo dovuto soccorrere le persone all'interno delle loro case. Anche i collegamenti sono stati spesso una nota dolente, considerando che abbiamo strade molto estese ma che vanno integrate meglio. Mi auguro che non sia solo un proclama e che si possa davvero realizzare qualcosa di importante».

Il primo cittadino di Colfelice Bernardo Donfrancesco ha giudicato il ddl un buon segnale, ma ritiene che i complessivi 100 milioni non siano sufficienti a soddisfare tutte le esigenze dei piccoli comuni.

«In ottica della salvaguardia si può fare tanto - ha detto - In primis io penserei alla rivitalizzazione delle strutture sociali e culturali, nonché a un aiuto economico concreto alle famiglie che vivono qui. I piccoli comuni sono infatti, a mio avviso, quelli più vicini alle esigenze della comunità, qui i cittadini conoscono il loro comune e noi conosciamo loro».

Il sindaco di Vico Claudio Guerriero vorrebbe utilizzare il denaro per aiuti alle famiglie.

«Gli anziani hanno bisogno di essere accompagnati alle visite mediche, tanta gente ha bisogno di noi».

Il primo cittadino di Supino Gianfranco Barletta reputa importante questo provvedimento.

«Cercheremo sicuramente di accedere ai fondi, che tuttavia sono esigui. Interverremmo soprattutto sulle strutture dei centri storici».

Silvio Mancini, primo cittadino di Atina, ha esclamato.

«Una legge che aspettavamo e che apprezziamo molto. Essendo noi "Area interna" stiamo già effettuando interventi, ora bisogna riuscire a fare ancora di più considerando la potenziale aggiunta di tali risorse».

Il primo cittadino di Vicalvi Gabriele Ricciardi è interessato ma resta cauto.

«C'è da capire se noi vi rientriamo, e in tal caso va chiarito se l'iva sui progetti è a carico nostro oppure no. Ma sarebbe una buona possibilità per riqualificare il centro storico e migliorare il paese in vari aspetti».

Chi vi rientra
Possono beneficiare dei finanziamenti comuni collocati in aree caratterizzate da fenomeni di dissesto idrogeologico o, comunque, da criticità dal punto di vista ambientale; comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica e basso livello di benessere;comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto a quanto risultante dal censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; comuni caratterizzati da specifici parametri di disagio insediativo, definiti in base all'indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all'indice di ruralità; comuni caratterizzati da scarsità dei flussi turistici o da inadeguatezza dei servizi sociali essenziali; comuni collocati in aree caratterizzate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza da grandi centri urbani; comuni che presentano un territorio particolarmente ampio, ovvero caratterizzato dalla frammentazione degli insediamenti abitativi e industriali; comuni appartenenti ad unioni dei comuni montani di cui all'articolo 32 del testo unico sull'ordinamento degli enti locali, ad eccezionedi quelli dotati delle entratederivanti dall'imposta municipale propria superiore ad una media di 500 per abitante.

Nell'attribuzione dei benefici hanno la priorità i comuni che rientrano in più di una delle tipologie menzionate.

L'iter e tutti gli obiettivi
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e a seguito di un'intesa nella Conferenza unificata, si provvederà alla predisposizione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni. In particolare il Piano, come si legge nel testo di legge, assicura priorità ai seguenti interventi: riqualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero e riqualificazione di immobili esistenti e di aree dismesse, nonché interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico; messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai servizi per la prima infanzia, alle strutture pubbliche con funzioni socio-assistenziali e alle strutture di maggiore fruizione pubblica; riqualificazione e accrescimento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, nonché realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili; acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche al fine di sostenere l'imprenditoria giovanile per l'avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti; acquisizione di case cantoniere e del sedime ferroviario dismesso; recupero e riqualificazione urbana dei centri storici,anche ai fini della realizzazione di alberghi diffusi; recupero di beni culturali, storici, artistici e librari; recupero dei pascoli montani, anche al fine di favorire la produzione di carni e di formaggi di qualità.

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