27.09.2017 - 20:00
Li chiamano "giovani adulti", "illusi", "disagiati". È lagenerazione dei cosiddetti "Millenials", i giovani tra i 25 e i 34 anni, quelli che non trovano lavoro, che non possono diventare adulti e devono rinunciare a una propria casa e a una propria famiglia. Sono circa 7 milioni e hanno visto raddoppiare i tassi di disoccupazione negli ultimi dieci anni, da quando avevano 15 anni e confidavano in un futuro di successo. Rispetto ai coetanei europei, questa generazione in Italia comprende ragazzi tra i meno occupati del Continente e rassegnati all'idea che per loro non ci sia spazio nel mercato del lavoro.
«Stabilizzare il lavoro dei giovani è da sempre l'obiettivo della Cisl - dichiara il segretario di Cisl Frosinone Enrico Coppotelli - ma è necessario che i contratti a tempo determinato costino di più e si incentivino le assunzioni stabili, con contratti a tempo indeterminato. Che si scoraggino le varie forme precarie e più flessibili di lavoro - dice Coppotelli - che si realizzino efficaci interventi di politiche attive, programmi di formazione e di alternanza scuola-lavoro».
Secondo il segretario «Questa è la strada che bisogna perseguire, anche per rispondere alle sollecitazioni del Presidente della Bce Mario Draghi, che ha esortato i Governi europei a rispondere con urgenza alle esigenze dei giovani».
Enrico Coppotelli si sofferma sul messaggio del numero uno della Bce: «Come ha sottolineato Draghi, i giovani non vogliono vivere di sussidi ma chiedono efficaci programmi di formazione professionale ed un lavoro stabile in modo da contribuire al futuro dell'Europa e al bene comune. Per questo speriamo che nella Legge di bilancio che il Governo predisporrà, si tenga conto delle proposte che il sindacato ha fatto nel tavolo sul lavoro; dalla realizzazione delle politiche attive, al tema della formazione per tutti i lavoratori, l'alternanza scuola-lavoro, l'incremento del lavoro femminile, insieme a politiche mirate di sostegno delle aree deboli dal punto di vista occupazionale». Una strategia a tutto tondo.
I dati in provincia
L'Istat ha pubblicato i dati ufficiali, aggiornati al 2016, degli indicatori territoriali per le politiche di sviluppo, il lavoro ed i tassi di disoccupazione nelle varie province italiane. Il frusinate fa registrare un tasso di disoccupazione del 16,8%. La situazione è chiaramente molto difficile. La disoccupazione giovanile in Ciociaria nel 2016 è addirittura al 47%. Anche qui in peggioramento rispetto all'anno precedente, il 2015, quando si attestava al 42%. Nel 2014 faceva registrare addirittura il 50,8%.
Negli altri territori
Situazione negativa, ma comunque migliore di quella ciociara, si ravvisa sui restanti territori laziali. A Latina il tasso di disoccupazione nel 2016 è al 15,5%, due anni fa si contava il 15,9%, nel 2015 il 16,5%. La disoccupazione giovanile è al 43,3%, due anni fa era il 45,8%, il 43,5 nel 2015. A Viterbo il 2016 si è caratterizzato per il 14,9% di disoccupazione, l'anno precedente era il 13,7%, nel 2014 il 15,6%. A livello giovanile, il tasso arriva al 46,7%, in aumento di circa dieci punti rispetto all'anno precedente (36,2), ma nel 2014 il numero era impressionante, ovvero 54,5%. Quindi Rieti, dove la disoccupazione nel 2016 è il 12%, lievemente meglio rispetto al 2015 (12,4%) e il 2014 (12,3%). I giovani reatini sono disoccupati per un 40,6%. Nel 2015 il dato indicava il 32,9% e il 47,3% nel 2014. In ultimo Roma, che nel 2016 ha avuto una disoccupazione del 9,8%, del 10,7% l'anno precedente e dell'11,3% due anni fa. Nella capitale la disoccupazione giovanile è al 40,2% nel 2016, era al 43,5% nel 2015 e al 48,9 nel 2014. I senza lavoro sono ovviamente troppi.
I dati in Europa
Nella fascia tra i 25 e i 29 anni, i disoccupati in Italia sono il 23,1%,in Spagna il 24,8%, in Francia il 13,9%, in Germania il 5,2%. La relativa media europea si attesta al 13,3% (Fonte Eurostat). Poi il gruppo tra i 30 e i 34 anni: in Italia l'11,2% è senza lavoro, in Spagna il 15,8%, i francesi sono al 9,1%, i tedeschi sono al 4,1%. La media europea in questa categoria è del 9%.
Edizione digitale
I più recenti