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La storia

Tra sabbia, neve e Castelliri: il viaggio di Valentino Guseli

È australiano, ma originario della Ciociaria. Sempre con lo snowboard ai piedi in giro per il mondo. E ora è il momento dei Giochi di Milano-Cortina

È nato e vive in Australia, ma le sue radici sono sempre state qua. Un piede nel nostro territorio, la Ciociaria, l'altro nella neve e nella sabbia delle coste australiane. È la storia di Valentino Guseli, snowboarder classe 2005 originario... di Castelliri. Ma aspettate, meglio fare un po' d'ordine. Per tracciare la linea della sua vita bisogna tornare indietro, di molto. Fino al 1958, anno in cui i suoi bisnonni, da Castelliri, emigrarono in Australia. Alvaro Guseli ed Emilia Belforte, con i loro sette figli, verso una nuova speranza. Tra questi c'era anche Guido, futuro nonno di Valentino. 

Da lì, uno spostamento di massa: dalla Ciociaria a Cooma, a poco più di cento chilometri da Canberra. Sbarcati, i membri della famiglia Guseli dovettero reinvetarsi: chi calzolaio, chi operaio, e chi all'interno della centrale idroelettrica dello Snowy. Tra l'altro considerata una delle più grandi opere ingegneristiche al mondo. Dopo trent'anni, nonno Guido si spostò nel Galles del Sud, stato a 700 chilometri da Cooma. Lì fondò una piscina e un vivaio con sua moglie Glenda. Il figlio Rick, Riccardo per gli italiani e futuro padre di Valentino, crebbe lì. Tra le montagne e le vette del Galles. Eppure molta neve non c'era. 

«Facevamo gite fino a Kiandra per andare a pescare - ricorda Rick con un sorriso -, e una volta su ci lasciavamo cadere giù dai pendii reggendoci forte sulla base di una pala quadrata». Lo snowboard ancora non esisteva, eppure il destino sembrava già scritto nel DNA. Lo stile "dalla sabbia alla neve" crebbe, sempre di più, quando Rick sposò Kristen. Suo padre era un pattugliatore di piste da sci. Da lì in avanti i weekend sulla neve divennero pane quotidiano.

La storia di Valentino nasce così. E soprattutto quella genuina passione coltivata ad alta quota. Suo padre il suo primo coach. «Cominciò quasi per gioco. Solo dopo ci accorgemmo della sua innata passione», ricorda lo zio Antonio. 

Papà 

Papà Rick ridusse il suo lavoro. Si accorse che forse, dietro a quei folti capelli ricci, si nascondeva qualcosa di grande. Decise così di mettere Valentino alla prova fuori dall'Australia. Ma dove andare senza allenarsi? La soluzione forse stava nella stessa pala quadrata da cui si buttavano giù in discesa dalle vette del Kiandra. Rick costruì un'imponente rampa in discesa nel giardino di casa, con un airbag di 50 metri alla base di un pendio, con lo scopo di fornire a Valentino tutto l'occorrente necessario per prepararsi al meglio. E i risultati sono arrivati. 

Nel 2022 il debutto alle Olimpiadi di Pechino, diventando il più giovane, a 16 anni, a gareggiare nel team australiano. E da allora è diventato un raro atleta polivalente, gareggiando ai massimi livelli in halfpipe, slopestyle e big air. Una rapida scalata, già scritta. Dall'Asia agli USA. E il futuro non può che sorridergli promettente. 

Italia, rieccomi 

Quattro anni dopo Pechino, il suo ritorno in Italia. Con una consapevolezza maggiore e con un'altra passione, quella per la chitarra e la musica rock-metal, che stava lentamente sbocciando. Ma non è questo il punto. Era sì tornato in Italia. Ma non ancora a Castelliri come potete immaginare, ma ai Giochi di Milano-Cortina. Un decimo posto già conquistato nel big air. Poi, l'halfpipe: quinto assoluto, e soprattutto alle spalle dei veterani del settore. 

 

Non parlerà bene l'italiano, ma lo sta imparando. Il sottile filo rosso che lo lega al nostro Paese è più vivo che mai e il suo destino forgiato sul ghiaccio ad alta quota. Ma una cosa è certa: Valentino non cerca fama. Attende solo l'angolazione giusta per scendere giù col suo snowboard. 

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