Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana. È la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti e il rito essenziale consiste nell'immergere nell'acqua il candidato o nel versargli dell'acqua sul capo. È un bagno d'acqua con il quale veniamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventando membra di Cristo, incorporati alla Chiesa e così resi partecipi della sua missione. Primo dei sette sacramenti della chiesa cattolica, il Battesimo, costituisce, dunque, l'iniziazione a Cristo il cui rito ha assunto, nel corso dei secoli e secondo le circostanze, forme molto diverse.

Giovanna Ferri, vincitrice del premio "Il Segnalibro 2022", nel suo studio "Gli apparati decorativi dei battisteri paleocristiani in Italia. Materiali e trame iconografiche" ci descrive che a partire dall'età costantiniana, per rispondere alle esigenze liturgiche legate all'amministrazione del rito del battesimo, vengono elaborati, nell'ambito dei complessi episcopali, ambienti dedicati proprio ad esso che, talvolta, si configurano come edifici indipendenti ma con assetti architettonici e con caratteristiche decorative assolutamente peculiari.

Il volume, che verrà presentato venerdì 9 settembre a Roma, alle ore 17.15, nella Sala Conferenze "Giovanni Paolo II" dell'Istituto Maria Bambina in San Pietro, Città del Vaticano, costituisce una rielaborazione della sua tesi di dottorato in Culture della Trasformazione della Città e del Territorio. Sezione Storia e Conservazione dell'Oggetto d'Arte e d'Architettura, discussa presso l'Università degli Studi Roma Tre, sotto la guida dell'illustre e compianto Prof. Fabrizio Bisconti.

«Giovanna Ferri con questo studio sugli apparati decorativi dei battisteri paleocristiani in Italia» ha dichiarato il presidente della Banca Popolare del Frusinate Domenico Polselli «entra, con maestria, precisione e linguaggio raffinato, nel merito degli edifici battesimali più eminenti del nostro paese, primi fra tutti quelli di Roma, Ravenna e Milano, autorevoli modelli ai quali si legano, attraverso vivaci intrecci formali e stilistici, i battisteri di Napoli, Aquileia, Grado, Nocera Superiore, come anche quelli legati a realtà più piccole, ma non meno significative. E di questo lavoro siamo particolarmente orgogliosi perché nel trentennale della nostra fondazione, per rispondere alle esigenze di un territorio in continua evoluzione, siamo intervenuti a supporto di una giovane ricercatrice come Giovanna, figlia della nostra terra».

Giovanna Ferri, è infatti originaria di Sora, laureata in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Roma Tre e specializzata in Iconografia Cristiana presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Successivamente consegue il Dottorato di Ricerca presso l'Università degli Studi di Roma Tre. Dal 2010 collabora con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ai progetti di studio e indagine nelle catacombe di Roma e d'Italia, con particolare attenzione al loro patrimonio decorativo.

È curatrice di diversi lavori miscellanei, autrice di due monografie e di vari contributi scientifici editi in riviste, volumi e atti di convegno. Il Premio Il Segnalibro si aggiunge al Premio Nazionale Cimitile, conseguito nel 2014 con il volume I mosaici del battistero di San Giovanni in Fonte a Napoli, per la migliore opera edita di archeologia e cultura artistica in età paleocristiana e altomedievale che nasce con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e archeologico delle Basiliche Paleocristiane nel nostro Paese.

La necessità iniziale di circoscrivere il campo di ricerca ha portato Giovanna Ferri a selezionare un campione composto quasi esclusivamente da battisteri collocati in ambito urbano e legati alle basiliche episcopali, edificati per iniziativa di una committenza di spicco, composta dalla più alta gerarchia ecclesiastica e/o dalla classe imperiale, per i quali si conservassero almeno in parte gli apparati decorativi. «Questi spazi» testimonia l'Autrice «all'interno dei quali si svolgeva l'azione liturgica, risultano come esito di profonde riflessioni da parte di un patronato multiforme e composito. Per questo motivo, si è rivelato fin da subito necessario portare avanti un'indagine di tipo interdisciplinare, che facesse dialogare la decorazione dei monumenti con le forme dell'architettura, osservandole alla luce del rito che si svolgeva al loro interno, talvolta ricostruibile dall'analisi delle fonti scritte».

Ecco anche definita la particolarità del premio "Il Segnalibro" che è data proprio da questo essere un viaggio esperienziale, di cui parla Giovanna Ferri, nel mondo della cultura che è un elemento trasversale nella vita delle persone, delle organizzazioni e delle istituzioni. Viaggio e cultura che sono indispensabili perché, in una società in continua e rapida evoluzione, ci offrono un punto di vista diverso delle cose e dei fatti che possono fare la differenza e a marcarla sono proprio loro, i giovani talenti.

«Un viaggio esperienziale che ci ha anche consentito di conoscere luoghi e location tra le più belle ed esclusive come la sala della Regina a Palazzo Montecitorio sede della Camera dei Deputati, la sala del cinema sperimentale nello spazio Trevi - Cremonini di Fontana di Trevi, la sala Zuccari del palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica e la sala Zuccari dei Musei capitolini, il Museo ebraico di Roma, l'anfiteatro di Adriano» ha continuato Polselli.

«Abbiamo in comune un obiettivo con l'Associazione Culturale Arkés, offrire un'opportunità in più ai ricercatori, a quelli giovani, ai talenti, offrendo loro visibilità, diffusione delle ricerche e premiando i più meritevoli. La Banca Popolare del Frusinate, in questi trent'anni dal suo inizio, ha sempre sostenuto le iniziative culturali dotate di valore per la comunità, ponendosi come strumento utile a creare un legame fecondo tra la cultura e il mondo reale. Nella nostra provincia da sempre svolgiamo un'opera di mecenatismo sostenendo finanziariamente il restauro di beni architettonici, pittorici e artistici. Opere e capolavori di livello mondiale che rischiavano di essere cancellati dalla memoria storica. Il recupero di un bene conferisce al luogo in cui si trova, al paese, alla comunità tutta di sottrarsi al degrado, all'incuria, alla distruzione. Noi abbiamo a cuore tutto questo e anche in tempi difficili non ci sottraiamo a questo dovere che ritengo anche un valore morale».

«A questo proposito, sono da ricordare, fra gli altri interventi» chiosa l'amministratore delegato della Banca Popolare del Frusinate Rinaldo Scaccia «il restauro dell'albero della vita presente nella chiesa di Santa Maria Salome in Veroli risalente al XVI secolo, realizzato da Giovanni Giacomo Sementi dopo i fatti di Lepanto per devozione alla Madonna del Rosario. Il restauro del dipinto di san Bartolomeo nella chiesa abbaziale di san Benedetto a Frosinone, la più antica della città risalente al 1134.

Il restauro dell'affresco quattrocentesco raffigurante "la Visione di Santa Francesca" nella Chiesa di Santa Maria Assunta in località Santa Francesca di Veroli e quello conservativo della fontana Livio De Carolis a Frosinone opera del 1711 dell'architetto romano Alessandro Specchi. E ancora, la risistemazione dell'organo a canne della Cattedrale di Frosinone, la ricerca sul Medioevo in terra ciociara che ha già visto la pubblicazione di tre volumi e il quarto è in preparazione, la pubblicazione di un volume su Papa Ormisda Santo compatrono di Frosinone nonché la ristampa del codice cassinese della Divina Commedia che era stato per la prima volta messo a stampa per cura dei monaci benedettini della badia di Montecassino nella loro tipografia nel 1865».