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Domenica 04 Dicembre 2016

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Pozzi d’acqua inquinati: Ispra mostra le carte

L’ingresso dello stabilimento Viscolube lungo la Monti Lepini

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Pozzi d’acqua inquinati: Ispra mostra le carte

Ceccano

Ora c’è l’ufficialità da parte della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque: mercoledì prossimo, alle 15, è indetto il nuovo tavolo tecnico sulla bonifica dell’area di proprietà della società Viscolube, convocata come sempre assieme al Comune di Ceccano e ai rappresentanti dell’Ispra, dell’Istituto superiore di sanità, della Regione Lazio, dell’Arpa, del gestore ambientale Ecotherm, dell’Unione petrolifera nonché a quelli di Provincia, Prefettura e Asl di Frosinone. La terza riunione del 2016 sarà incentrata sulla relazione finale dell’Ispra, che terrà conto della documentazione aggiuntiva dell’Arpa per dare un quadro completo sull’efficacia delle misure di prevenzione per le acque di falda; inoltre, la Viscolube presenterà un modello per la redazione della variante alla messa in sicurezza, che andrà trasmessa entro il20 luglio alla luce dell’analisi di rischio. Nei precedenti incontri, i responsabili dello stabilimento hanno ribadito che l’azienda è “soggetto non responsabile dell’inquinamento”, che il primo dei quattro cicli di bonifica mediante il trattamento biologico “landfar-ming” è stato completato nel 2008 e che il secondo, iniziato nel luglio del 2009, è pressoché in stallo; quanto alla barriera idraulica, costituita da dieci pozzi di emungimento ed ereditata nel 2001 dalla precedente gestione (Agip Petroli), è stato ricordato che il sistema è ora formato da ventinove punti di estrazione grazie alle migliorie apportate dal 2005 per impedire la migrazione delle acque. A fine aprile, però, l’Arpa aveva comunicato al Ministero che a dodici anni dall’approvazione del progetto di bonifica “ancora persiste una rilevante contaminazione di inquinanti nelle acque sotterranee sia all’interno del sito” che in otto piezometri “posti a valle idrogeologica della barriera idraulica, consentendo la diffusione della contaminazione all’esterno”.

La stessa comunicazione già trasmessa a febbraio al Comune di Ceccano e che aveva spinto il sindaco Caligiore a emettere l’ordinanza di divieto di consumo delle acque nel raggio di cinquecento metri, chiedendo poi al Palmer le analisi su cinque pozzi privati. I risultati dei primi controlli sono stati confortanti e il provvedimento, tuttora vigente, sarà revocato se i prossimi rilievi dell’Arpa in altri punti avranno lo stesso esito. Quello che sperano tutti.

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