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Il Pd non balla (più) da solo

Frosinone

Non c’è la coalizione al Comune di Frosinone. Divisi su tutto, i leader del centrosinistra che fu su questo tema sono d’accordo. Il primo a dirlo è stato Gianfranco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale dei Socialisti. Lo ha confermato indirettamente Francesco De Angelis, punto di riferimento indiscusso dell’area maggioritaria dei Democrat. E adesso, proprio in questi giorni, anche i livelli cittadini del Pd stanno facendo i conti con questo… dato di fatto. Ma la situazione non è determinata soltanto dal dualismo tra Domenico Marzi e Michele Marini. Sarebbe riduttivo limitare l’analisi a tale aspetto. Il fatto è che il Pd, a livello nazionale come sul piano locale, in questi anni ha definito intese con partiti e movimenti che affondano le loro radici altrove: il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, Ala di Denis Verdini, l’area di Mario Monti. Finendo con alzare un vero e proprio muro nei confronti della Sinistra, di Possibile, del Pci, ma anche del Partito Socialista. La stagione delle larghe intese alla Provincia e negli enti intermedi ha inevitabilmente lasciato il segno, perché in questi casi gli accordi hanno riguardato anche Forza Italia. Adesso, però, l’esito delle ultime elezioni amministrative ha fatto scattare l’allarme rosso. Le sconfitte di Roma e Torino, unite ad altri risultati, hanno detto non soltanto che i Cinque Stelle ai ballottaggi sono difficili da battere, ma anche che i Democrat da soli non possono fronteggiarli. Le elezioni comunali di Frosinone del prossimo anno saranno importanti, anche in un’ottica regionale. Il Pd è intenzionato a fare le primarie e i nomi che circolano sono quelli del segretario cittadino Norberto Venturi e del consigliere comunale Angelo Pizzutelli. Poi c’è Fabrizio Cristofari, presidente dell’ordine provinciale dei medici, il quale però va oltre i confini di un partito e si come come punto di aggregazione anche di liste civiche e di movimenti. Il punto politico sul quale però il Pd si sta interrogando è il seguente: serve una politica delle alleanze forte, con una coalizione riconosciuta e riconoscibile. Non sarà semplice, ma la sfida prioritaria è questa.

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