Camminando lungo le strade "Fabraterne" non è difficile imbattersi in costruzioni ed edifici storici, ai quali appartiene una storia più o meno conosciuta.

Stabili a volte esternamente diroccati o mal ridotti, usurati dal tempo e dalla poca manutenzione, che in passato hanno accolto una grande storia locale, ma anche strutture che ancora oggi nonostante il passare degli anni mantengono una magnifica architettura.

Come punto di partenza prendiamo in considerazione una delle poche strade percorribili da autoveicoli che ci portano nella Parte alta della Città ovvero Via Roma, facilmente visibile nella destra la Chiesa Abbaziale di San Nicola.

Non se ne conosce l'origine certa, viene citata per la prima volta in un documento del 1096, conosciuto come Cronaca di Fossanova. Originariamente si trovava al centro di un bosco, fuori le mura del borgo.

Nel XIII secolo venne restaurata in stile cistercense ed ulteriori modifiche si ebbero nel corso del XIX secolo quando venne ricostruito l'altare maggiore e realizzata la sagrestia. Negli anni ‘20 del secolo scorso è stata dichiarata Monumento d'Interesse Nazionale. L'edificio ha subito alcuni danni dai bombardamenti durante la seconda Guerra Mondiale nella zona della sacrestia e nella zona dell'altare maggiore spostando una colonna di 20 cm. Fra il portale e lo slanciato campanile si trova un'artistica nicchia con l'affresco della "Madonna della Foresta" (XV secolo) ed il pregevole portale gotico del XIII secolo, restaurato recentemente dall'Amministrazione Comunale.

L'interno è a tre navate coperte da grandi arcate. Su tre pilastri si leggono le iscrizioni che citano alcuni conti di Ceccano  (Berardo, Tommaso senior e junior) che favorirono il restauro della chiesa in epoca medievale. 
Dalla navata centrale sono visibili i tre rosoni dell'antica facciata tripartita.

All'interno una pregevole acquasantiera del XII secolo e un fonte battesimale del 1923. Degna di nota la tela del XVIII, fatto realizzare dall'Abate Parroco don Michelangelo de Nardis, con la Vergine Addolorata che abbraccia il Cristo appena deposto. Dietro l'altare maggiore si trova una tela del XVII secolo con S. Nicola, il Crocifisso e S. Caterina d'Alessandria e sulla navata una tela settecentesca con la scena biblica di Tobiolo con l'arcangelo Raffaele, realizzato da Giuseppe Bottani. Nella sagrestia è conservata la statua settecentesca dell'Addolorata, conservata in un'artistica teca e tirata fuori solo in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo.

Recenti studi hanno evidenziato alcuni simboli direttamente legati all'ordine Templare, come nell'Acquasantiera sulla quale sono scolpiti il fiore a quattro petali e il fleur-de-lis, comunemente conosciuto come giglio, caratteristico è l'Agnus Dei riscoperto nel 2001 e  posto nella parte superiore al rosone della navata centrale.

Entrando nella porta principale, posta in maniera inusuale, ovvero nella parte laterale corrispondente alla navata di destra, ci troviamo di fronte ad una finestra quadrata conosciuta meglio agli studiosi come losanga, altro simbolo caratteristico dell'Ordine Templare. Tutti questi simboli possono essere confrontati anche con i simboli delle più grandi chiese templari in Italia e nel mondo e poter notare delle concordanze visibili anche ad un occhio  inesperto.