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Sora

Ex Serapide, «un luogo di degrado e morte»

Il padre di Andrea Polsinelli denuncia le condizioni dell’ex “Tomassi” otto anni dopo la tragica fine del figlio. «Bisogna avere un progetto preciso sul futuro dell’area, non si può lasciarla abbandonata tra rifiuti ed erbacce»

Ex Serapide, «un luogo di degrado e morte»

Sirene, macchina dei soccorsi e un corpo a terra ai piedi dell’ex “Serapide”. La famiglia di Andrea Polsinelli ricorda quel tragico 3 marzo di otto anni fa. Papà Pio porta un dolore senza fine nel cuore. Furono sconcertati i residenti del quartiere, attraversato da via Città di Castello, quando videro quella morte consumata vicino alle loro case, tra degrado e abbandono. «Andrea manca a tutti noi - dice Pio Polsinelli - Lungo il perimetro dell’ex “Tomassi” ci sono una sua foto, un mazzo di fiori e un cancelletto. Per anni ho segnalato alle forze dell’ordine, di giorno e di notte, la sua apertura incontrollata. Centinaia i lucchetti cambiati, eppure il tempo è passato. Sono otto anni che Andrea non c’è più, ma il mio appello resta lo stesso. Da luogo di degrado e di morte a luogo di vita. È una mia battaglia personale. Non voglio vedere più famiglie piangere un figlio. Troppo dolore e tanto degrado. È indispensabile avere un progetto preciso sul futuro di quell’area, qualsiasi esso sia, Non è giusto lasciarla così abbandonata, nel centro della città, tra spazzatura ed erbacce, con una recinzione che viene giù. Si tratta di rispetto e civiltà. Questo lo dico ancora oggi». Indignati continuano a essere i residenti di quell’angolo di città, che aspettavano una riqualificazione, una bonifica annunciata lo scorso anno ma che ancora si fa attendere. «Abito in via Città di Castello e non pagò più la Tari - sbotta una signora che ci invita a salire a casa sua - Sotto le mie finestre c’è la spazzatura da sempre. Che servizio ho in questo modo? Non pago per protesta e ho tutto documentato».

Anche i residenti di via Buozzi sono stanchi. «Incivili passano con le auto e perfino a piedi, abbandonano qui le buste di spazzatura. Ora in questa area si è anche formato un “laghetto”, l’odore è forte e non si possono aprire le finestre. Ad aprile scenderemo nuovamente in strada per protestare: chiediamo che venga tolta l’acqua stagnante, portati in discarica i rifiuti che continuano a essere abbandonati. Inoltre, è necessaria l’installazione delle telecamere, per individuare e multare chi inquina». Le famiglie si dicono pronte a interpellare la Asl e presentare denunce alle autorità competenti per questi problemi igienico-sanitari. «Non vogliamo più parole, ma fatti, altrimenti ad aprile ci muoveremo ancora una volta. Non vogliamo essere presi in giro». Dalla casa comunale il sindaco Luca Di Stefano rassicura che sono pronti i finanziamenti per effettuare la bonifica e che tra le sue idee per quello spazio comunale, ci sono la realizzazione di un parcheggio e un’area verde.

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