Sora
02.03.2026 - 16:30
Canale Mancini
Canale Mancini e sicurezza: le famiglie chiedono di essere ascoltate. In periferia sta montando una protesta dopo che è stato posto l’accento su un tema chiaro e sotto gli occhi di tutti. Il parapetto che costeggia il canale Mancini è troppo basso, non arriva neppure a un metro di altezza, è sotto i limiti della norma. I pedoni e chi ama le due ruote rischiano, perchè troppo spesso lungo le vie Tofaro e Ponte Olmo e San Domenico le auto corrono troppo. Si tratta di circa un chilometro di strada che i sorani vorrebbero vedere in sicurezza. Alcuni residenti si sono fatti portavoce della preoccupazione, manifestandola a diversi politici ma anche a tecnici comunali. Nessuna azione, però. è stata realizzata. I cittadini sono pronti a scendere in piazza e ad avviare una raccolta firme costituendosi anche in comitato, per nominare un portavoce che difenda le istanze delle oltre cinquanta famiglie che vivono in quell’area. «Abito nella zona che costeggia il canale Mancini - dice un residente che ha sollevato il problema - Lo sappiamo tutti che il parapetto così non ci protegge, ma se è così da sempre questo non significa che non si debba intervenire. È necessario innanzitutto un sopralluogo, quindi bisogna verificare che quanto diciamo noi residenti sia vero. Posso dire a gran voce che certamente rischiamo ogni giorno, non siamo al sicuro.
Spesso vengono qui i vigili del fuoco per salvare animali che cadono nel canale, ma se a cadere fosse una persona, o peggio un bambino? Vogliamo portare all’attenzione del Comune questa nostra esigenza. Chiediamo di vedere rispettati gli standard di sicurezza perchè l’altezza del parapetto è insufficiente e non c’è altra protezione che blocchi una caduta nel canale. È un intervento che aspettiamo da tempo, si tratta di un chilometro di strada - conclude il residente - Non ci fermeremo, perché la legge è dalla nostra parte e vogliamo sicurezza anche se siamo alla periferia della città. Non siamo cittadini di serie B perché non abitiamo in centro. Di parole ne sono state già dette tante. Ora aspettiamo i fatti, altrimenti porteremo la nostra istanza nelle sedi opportune».
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