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Economia

Il Lazio cresce più dell’Italia

Biazzo (Unindustria): «Pil regionale sopra la media nazionale, il traino di industria e investimenti. Latina e Frosinone centrali per export e manifattura. Grandi attese dall’introduzione della Zls»

Giuseppe Biazzo

Giuseppe Biazzo

Il Lazio corre più veloce della media nazionale e consolida il proprio ruolo tra le regioni trainanti dell’economia italiana. È il quadro emerso dalla conferenza stampa tenuta a Roma dal presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, che ha illustrato i dati più recenti su Pil, occupazione e dinamiche industriali, tracciando allo stesso tempo le prospettive per il 2026. Secondo i numeri presentati, nel 2024 il Pil del Lazio è cresciuto del +1,2%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale ferma allo +0,7%, con stime 2025 e previsioni 2026 che indicano una prosecuzione del trend positivo, seppur con ritmi più contenuti. Un risultato che poggia soprattutto sull’industria, responsabile di circa il 60% della crescita complessiva. «Se l’industria avanza con un passo più deciso – ha sottolineato Biazzo – la crescita è più solida. È questo il messaggio di fondo del Piano Industriale del Lazio». La struttura economica regionale si conferma competitiva e diversificata. I settori manifatturieri orientati all’export hanno registrato un incremento del +14% nei primi tre trimestri del 2025, contro il +3,6% del dato nazionale, contribuendo per oltre il 20% alla crescita complessiva dell’export italiano. A questo si affiancano i servizi avanzati, dal digitale all’audiovisivo, dalle telecomunicazioni alla sicurezza, che continuano a investire e crescere. In un solo anno, inoltre, le multinazionali presenti nel Lazio sono passate da 133 a 148, segnale di un territorio sempre più attrattivo per i capitali esteri.

Accanto alla Capitale, restano strategiche le province del Sud del Lazio. «Le province del Sud – ha spiegato Biazzo – hanno caratteristiche molto importanti per la nostra regione, perché concentrano settori industriali di eccellenza». In particolare, «la provincia di Latina è oggi quella con il maggior export nel comparto farmaceutico», mentre «Frosinone è da sempre un punto di riferimento non solo per la farmaceutica, ma anche per la produzione manifatturiera». Due territori che, secondo il presidente di Unindustria, «rappresentano un valore aggiunto per tutto il Lazio e che devono essere messi nelle condizioni di crescere ulteriormente». Guardando al futuro, Biazzo ha indicato nella Zona Logistica Semplificata uno degli strumenti chiave per rafforzare la competitività delle imprese. «Sulla ZLS abbiamo lavorato molto – ha ricordato – ed è stata sicuramente un’ottima notizia per il nostro sistema industriale». Ora, però, «bisogna andare agli aspetti conclusivi, perché restano alcuni aggiustamenti da fare sulle aree», passaggio indispensabile per rendere la misura pienamente operativa. «Noi puntiamo molto sulla ZLS – ha sottolineato – non soltanto per i capitali messi a disposizione dalla finanziaria, ma soprattutto per la semplificazione amministrativa che deve portare con sé, sul modello di quanto avvenuto con le ZES del Sud».

Sul fronte del lavoro, i dati sono incoraggianti: nei primi nove mesi del 2025 si contano +10mila occupati, soprattutto tra le donne, e +7mila addetti in più nell’industria. Il tasso di occupazione regionale è salito al 64,2%, mentre quello di disoccupazione è sceso al 5,8%, entrambi migliori della media italiana, anche se «c’è ancora strada da fare per garantire un’occupazione più diffusa e di qualità». Altro nodo centrale affrontato in conferenza stampa è stato quello del Consorzio industriale. «È una parte fondamentale della strategia di sviluppo – ha affermato Biazzo – perché può diventare uno strumento realmente al servizio delle imprese». L’annuncio dei 100 milioni di euro di finanziamenti statali rappresenta «un segnale importante», ma, secondo il presidente, «serve un Consorzio più unito e più forte». In questa direzione va «l’ingresso di nuove aree, come Civita Castellana e Viterbo, che hanno già deliberato», mentre «su Roma si sta andando avanti per arrivare a un accordo».

Grande spazio il presidente di Unindustria lo ha poi dedicato al turismo e: «Un settore in grande crescita, rispetto al quale è necessario sostenere gli investimenti. Si tratta di una voce fondamentale per il Pil regionale e le prospettive di sviluppo sono ancora enormi». Biazzo ha sottolineato come l’obiettivo di Unindustria per il 2026 sarà in particolare quello «di aiutare le aziende a crescere, perché più produttività significa più occupazione di qualità>. Un messaggio anche per il Mercosur, legato a doppio filo al discorso delle esportazioni: «va approvato e non possiamo ogni volta perdere tempo dietro ai bizantinismi. Il mondo corre e noi non possiamo rincorrere».

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