La Lega? Da sempre convinta a mandare a casa il governo D'Alessandro. Lo ha ribadito anche ieri pomeriggio. Qualche "dissidente" interno? Neanche a pensarlo! Semmai, dopo un percorso di coerenza  avuto fino a questo momento, dovesse esserci uno svarione nella puntualità alla "convocazione" di domani (anticipata) alle 10.30 per apporre le storiche firme, allora sì che si passerebbe all'estromissione dal partito. 

Giornata convulsa quella di oggi. Le telefonate, le promesse, gli ammiccamenti hanno fatto salire la temperatura: troppo alta la posta in gioco. Al Comune non stanno saltando solo gli schemi e le alleanze ma sta per essere spazzata via un'intera classe dirigente. 

Ecco allora che ci pensa anche il coordinatore del Lazio a far sentire il peso della scelta. Sono circa le 20.30 quando Zicchieri compone il numero del coordinatore provinciale Palombo. E' al ristorante 116 a Terracina dove è riunito lo stato maggiore della Lega della cittadina.  Presente anche Claudio Durigon. I "fattacci" di Cassino non possono non irrompere alla serata come pure non può aleggiare neanche un dubbio sulla tavola del partito che tanto si è battuto, dapprima per la discontinuità amministrativa, poi  - ottenuto dal sindaco un pugno di mosche  - per i due tentativi di sfiducia, in consiglio e dal notaio.

Ora che i 4 dissidenti sono pronti a valicare il Rubicone, gli uomini della prima ora del Carroccio devono essere coerenti e compatti. Così la telefonata con Palombo è stata chiara: chi non vota la fiducia - rimbombava nel ristorante  - è fuori dal partito. Chiaro? Chi non vota, non fa parte più della Lega.

Impossibile avere tentennamenti proprio ora che la "tavola" è davvero imbandita. E per bene! Bisogna solo sedersi e impiattare il "tutti a casa", che suona anche con "votazioni a maggio".