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Elezioni comunali, poche matricole e zero meteore

Tutte le sfide caratterizzate dal fattore “esperienza”, con gli uscenti che cercano l’ennesima conferma. Nessuna donna in corsa per la fascia tricolore. Liste inevitabilmente trasversali, ma non è una novità

Elezioni comunali, poche matricole e zero meteore

Nei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti le liste sono da sempre trasversali. Impossibile individuare dei confini politici netti e separati. La situazione nei nove centri alle urne il 24 e 25 maggio è esattamente questa. Anche se va aggiunta una considerazione: in provincia di Frosinone le coalizioni trasversali ci sono pure nei Comuni con più di 15.000 abitanti. Pensiamo a Veroli, Ferentino, Sora. Detto tutto questo, le elezioni provinciali dello scorso 8 marzo hanno fotografato una situazione molto cambiata in questi anni a livello di amministratori locali. Intanto il sorpasso di Fratelli d’Italia nei confronti del Pd, quindi la progressiva distanza che il centrodestra nel suo complesso ha messo nei confronti del centrosinistra.

Non si tratta di situazioni di poco conto. C’è stato un lungo periodo nel quale il Partito Democratico era largamente prevalente, specialmente negli anni dei “due Francesco”, De Angelis e Scalia. I Democrat vincevano nei Comuni e alla Provincia, spesso concedendosi perfino il lusso di potersi dividere. Poi, dal 2018 in poi, è iniziato il “ribaltone” ad ogni livello.
Contemporaneamente c’è stata la crescita di Fratelli d’Italia: nei Comuni, alla Provincia, nella governance degli enti intermedi. E questo vuole dire che alle comunali, perfino nelle liste trasversali, FdI cresce e il Pd scende. Peraltro a Fratelli d’Italia fanno riferimento sindaci come Lucio Fiordalisio (Patrica) e Piero Sementilli (Ripi). Nei nove Comuni al voto tra un mese la partita si deciderà subito e il 25 maggio si conosceranno sindaci e consiglieri. Intanto va sottolineato il fattore “uscenti”, che cercheranno la conferma (l’ennesima). Poi c’è un dato che va evidenziato: non ci sarà nessuna donna sindaco. I 22 candidati che si contenderanno il ruolo di primo cittadino sono tutti uomini. Un elemento sul quale riflettere. Inevitabilmente.

Saranno sfide molto sentite e accese. Dappertutto: Pontecorvo, Boville Ernica, Cervaro, Ripi, Patrica. Fra l’altro prevale l’elemento dell’esperienza, salvo rarissime eccezioni. Insomma, pochissime “matricole”. Magari per evitare il rischio di diventare “meteore”. Pure su tale versante una riflessione è d’obbligo, considerando che ciclicamente si parla (e basta) della necessità del ricambio della classe dirigente. Dicevamo che coalizioni e partiti in molti casi sono divisi e frammentati. Non si tratta di un elemento di novità, ma forse stavolta l’aspetto è maggiormente accentuato. A fare la differenza non sarà certamente il voto di opinione, ma quello organizzato. Con il “porta a porta” che rimane imprescindibile in realtà del genere. Oltre ad un “classico” che non passa mai di moda: vale a dire il voto “contro”. Più per far perdere l’avversario (o l’alleato) che per sostenere il proprio candidato.

In ogni caso la tornata amministrativa di maggio sarà un “antipasto” (leggero) di una stagione lunghissima, che terminerà nell’autunno 2027. Senza un attimo di tregua. Perché a marzo del prossimo anno gli “addetti ai lavori” (sindaci e consiglieri) dovranno eleggere il presidente della Provincia. Anche in questo caso probabilmente nel segno di un trasversalismo diffuso. Poi a maggio 2027 saranno 33 i Comuni della Ciociaria che andranno al rinnovo. Tra i quali Frosinone, Alatri e Sora. Nessun dorma quindi. E posta in palio altissima. Un particolare da non sottovalutare: contemporaneamente si voterà a Roma, Viterbo e Rieti. Difficilmente partiti e coalizioni potranno non tenere conto delle indicazioni dei leader regionali. Poi in autunno le politiche e quindi le candidature che contano davvero. Quelle per la Camera e per il Senato. Vietato distrarsi.

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