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Achille Migliorelli: «Ricominciamo dal partito»

Il prossimo segretario del Pd: «Rilanceremo i circoli. Ecco come. L’idea del Campo Largo non è una novità. Il civismo ha mantenuto viva l’attenzione»

Achille Migliorelli: «Ricominciamo dal partito»

Domenica prossima sarà ufficialmente eletto segretario della federazione provinciale del Pd. Achille Migliorelli è consapevole del compito che lo attende. Perché dopo tredici mesi di scontri, ricorsi e controricorsi tra le diverse “correnti”, la pacificazione post-congressuale non sarà semplice. I segnali però sono stati forti e chiari. Lui è stato indicato dalle componenti di Francesco De Angelis e Danilo Grossi, ma la svolta è avvenuta grazie all’accordo con le aree di Sara Battisti (che ricoprirà il ruolo di presidente del partito) e di Antonio Pompeo. Con il passo di lato di Luca Fantini, segretario uscente e per oltre un anno suo avversario per la segreteria. Alla fine il punto di ripartenza è stato proprio questo: la collaborazione tra Achille Migliorelli e Luca Fantini.

Allora Migliorelli, congresso unitario dopo tredici mesi di scontro. Quale la svolta?

«La svolta nasce dalla consapevolezza che non potevamo più permetterci una comunità politica ferma. Il confronto interno, per quanto necessario, ci aveva fatto distogliere l’attenzione dalle esigenze reali del territorio, che il centrodestra continua a ignorare, penalizzando crescita e occupazione».

Sono stati decisivi Daniele Leodori e Claudio Mancini?

«Sì e aggiungerei anche Marta Bonafoni. Leodori si è confermato un segretario regionale autorevole, capace di favorire il dialogo, superare steccati e aprire spazi di confronto, richiamando tutti al senso di responsabilità verso il partito. Mancini, con l’esperienza di un deputato di lungo corso, ha seguito la stessa direzione, contribuendo a disinnescare il rischio di una crisi profonda e rafforzando una cultura del dialogo. Bonafoni, nel suo ruolo di coordinatrice nazionale, ha garantito costantemente il sostegno della segreteria nazionale, dando impulso anche al dibattito interno e valorizzando un’area politica in sintonia con la linea di Elly Schlein. Rivolgo inoltre un sentito ringraziamento al capo delegazione del Pd al parlamento europeo Nicola Zingaretti, al quale mi lega una consolidata stima personale, per il sostegno e l’attenzione che non ha mai fatto mancare e all’europarlamentare Dario Nardella, con il quale abbiamo realizzato e realizzeremo iniziative importanti sul territorio».

Prospettive e alleanze: centrosinistra, Campo Largo e civismo. Sintesi possibile?

«È utile fare chiarezza. L’idea del Campo Largo, intesa come alleanza ampia del centrosinistra, non è una novità. L’Ulivo e l’Unione di Prodi erano già esperienze capaci di tenere insieme culture politiche diverse. Quando Elly Schlein parla di essere “testardamente unitari” indica una direzione chiara: stare insieme. Nei territori, soprattutto nei Comuni, questo significa valorizzare anche le esperienze civiche, spesso decisive laddove i partiti sono meno radicati. Il civismo ha mantenuto viva l’attenzione per la cosa pubblica in anni segnati da disillusione e disaffezione, colmando spazi lasciati vuoti dalla politica tradizionale. Il Partito Democratico ha il compito di tenere insieme la propria storia e l’apertura a queste energie. Possiamo farlo. Dobbiamo farlo».

Perché il Pd sembra sottovalutare la situazione al Comune di Frosinone, nonostante la crisi storica del centrodestra?

«Non credo affatto che il Partito Democratico stia sottovalutando quanto sta accadendo a Frosinone. Al contrario, l’attenzione è costante, così come il dialogo con i consiglieri comunali, il cui lavoro è stato determinante per arrivare a questo punto, e tutt’altro che scontato. Ora, dobbiamo accelerare: è il momento di ricomporre un’alleanza forte e coesa che coinvolga tutto il campo progressista, le realtà civiche e il mondo dell’associazionismo. In questo percorso è fondamentale riaprire, tra i primi, un dialogo costruttivo con il Partito Socialista: condividiamo lo stesso obiettivo e insieme abbiamo già dimostrato di poter essere competitivi. Non è un caso che il centrodestra guardi con preoccupazione alle esperienze di unità realizzate a Cassino o Ceccano. Dobbiamo avere l’intelligenza di guardare oltre il nostro perimetro e farlo per il bene del capoluogo».

Quali obiettivi alle elezioni provinciali?

«Abbiamo davanti a noi un mese decisivo. L’obiettivo, condiviso da tutti, è garantire un governo dell’Amministrazione provinciale all’altezza delle sfide del territorio: un governo capace di fare da perno, di unire i Comuni e costruire una squadra vera, capace di contenere e valorizzare tutte le anime del partito. Questo è possibile solo valorizzando il radicamento e la cultura amministrativa del nostro partito negli enti locali. Dove siamo chiamati a governare i bisogni delle comunità, dimostriamo di saperlo fare con serietà, competenza e visione. È da qui che dobbiamo ripartire».

Cosa intende per rilancio dei circoli?

«Lo stato di salute politica dei circoli non mi soddisfa. A differenza di altri partiti, possiamo contare su una presenza capillare in tutta la provincia: è un valore enorme e il punto da cui ripartire per ricostruire una comunità politica viva e partecipata. Tuttavia, alcune realtà hanno perso slancio e dinamicità. Per questo la mozione che abbiamo presentato si intitola “Per un cambio di passo”: al centro c’è una visione rinnovata del partito e dei circoli, che devono tornare a essere luoghi di partecipazione ed elaborazione, capaci di unire i moderni strumenti dell’innovazione politica alla tradizione storica del partito. Le iniziative politiche del partito, al di fuori delle scadenze elettorali o istituzionali, sono ormai troppo poche. Così facendo non orientiamo più il dibattito pubblico. Basta guardare a quanto accaduto negli ultimi anni sulle battaglie di opposizione alle politiche del governo regionale e nazionale o sulle campagne referendarie».Domenica prossima sarà ufficialmente eletto segretario della federazione provinciale del Pd. Achille Migliorelli è consapevole del compito che lo attende. Perché dopo tredici mesi di scontri, ricorsi e controricorsi tra le diverse “correnti”, la pacificazione post-congressuale non sarà semplice. I segnali però sono stati forti e chiari. Lui è stato indicato dalle componenti di Francesco De Angelis e Danilo Grossi, ma la svolta è avvenuta grazie all’accordo con le aree di Sara Battisti (che ricoprirà il ruolo di presidente del partito) e di Antonio Pompeo. Con il passo di lato di Luca Fantini, segretario uscente e per oltre un anno suo avversario per la segreteria. Alla fine il punto di ripartenza è stato proprio questo: la collaborazione tra Achille Migliorelli e Luca Fantini».

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