Frosinone
04.02.2026 - 10:36
Cinque giorni all’appuntamento decisivo. Vale a dire alla seduta consiliare con all’ordine del giorno il Documento unico di programmazione e il bilancio di previsione. Dopo la riunione di maggioranza di domenica sera i confini sono stati tracciati. Il sindaco Riccardo Mastrangeli si aspetta 18 voti favorevoli. E di conseguenza il via libera in prima convocazione. Oltre al fatto che nessun gruppo della coalizione presenti emendamenti.
L’assetto attuale della maggioranza è il seguente: Lista per Frosinone (4), Fratelli d’Italia (3) Identità Frusinate (3), Lista Ottaviani (2), Lega (2), Polo Civico (2). Più Mastrangeli e il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (indipendente). Questa la composizione della giunta: 2 assessori per la Lista Ottaviani (Angelo Retrosi e Mario Grieco), 2 per Fratelli d’Italia (Simona Geralico e Alessia Turriziani), 1 della Lista per Frosinone (il vicesindaco Antonio Scaccia), 1 della Lega (Rossella Testa), 1 della Lista Vicano (Laura Vicano). Più Adriano Piacentini, che nell’esecutivo siede come tecnico di fiducia del sindaco Riccardo Mastrangeli.
Sul tavolo c’è un’ipotesi di riassetto dell’esecutivo. La Lista per Frosinone ha rivendicato il secondo assessorato, sulla base del fatto di essere passata da 3 a 4 consiglieri. Potrebbe esserci l’indicazione di una donna, per via del rispetto delle percentuali delle “quote rosa”. Questo significherebbe chiedere un passo indietro a Laura Vicano. Nell’ambito di una “exit strategy” naturalmente. Sul piano politico, però, la Lista Vicano non è più rappresentata in aula. Il consigliere Marco Sordi ha aderito alla Lega, della quale farà il capogruppo.
C’è quindi Identità Frusinate, che con l’ingresso di Sergio Crescenzi e Marco Ferrara è arrivata a quota 3. Il terzo esponente è Christian Alviani, il capogruppo. La civica potrebbe decidere di chiedere rappresentanza in giunta. Il nome che circola è quello di Sergio Crescenzi. Da valutare però la possibile reazione politica di Fratelli d’Italia, che difficilmente accetterebbe la nomina in giunta di un esponente che ha lasciato il partito.
Nel caso di approvazione del bilancio ci sarebbero le condizioni per arrivare alla fine della consiliatura, prevista per giugno 2027. Tuttavia Riccardo Mastrangeli potrebbe comunque valutare l’opzione di dimettersi entro il 24 febbraio. Soprattutto se all’interno della maggioranza dovessero riaccendersi le polemiche. E se le stesse diventassero ingestibili politicamente. Perché entro il 24 febbraio? Perché in questo modo le elezioni anticipate ci sarebbero subito, nella tornata di primavera. Anche se uno scenario del genere vorrebbe dire che il Comune di Frosinone non parteciperebbe alle provinciali dell’8 marzo.
Però Riccardo Mastrangeli su questo tema rifletterà e deciderà da solo. Il motivo è semplice: le variabili cominciano ad essere troppe. Anche e soprattutto con riferimento alla coalizione di centrodestra. Forza Italia è all’opposizione da quasi due anni. Fratelli d’Italia valuterà l’intera situazione sulla base di quello che accadrà nel caso di rimpasto di giunta. Oltre che su un confronto programmatico che non è scontato. Quanto all’ormai ex “galassia della Lega”, è evidente che lo strappo del generale Roberto Vannacci avrà effetti e conseguenze. Il riferimento è alle scelte del vicesindaco Antonio Scaccia e della Lista per Frosinone.
Infine, un ulteriore elemento. Le opposizioni, in particolare il centrosinistra, non avrebbe il tempo di organizzarsi. Il Psi ha già scelto candidato sindaco (Vincenzo Iacovissi) e coalizione. Il Partito Democratico invece no.
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