Partito democratico
26.01.2026 - 14:01
Francesco De Angelis, presidente del Partito Democratico nel Lazio
Arrivare al congresso unitario non è stata una passeggiata, ma per Francesco De Angelis la politica viene prima di tutto. Ecco perché guarda già in prospettiva. Con diverse sfide sul tavolo. E al centro c’è il partito.
Congresso unitario dopo 13 mesi di scontro frontale. Quale la svolta? E quali le prospettive? Che effetto le ha fatto ritrovarsi di fronte (e non a fianco) Sara Battisti?
L’asse tra Leodori e Mancini guarda alle comunali di Roma e alle regionali. Ma intanto anche in provincia di Frosinone c'è bisogno di una svolta. Si torna al centrosinistra? Alleanze con “pezzi” di centrodestra, come è successo in alcune realtà, saranno ancora replicabili?
«L’unità che si è raggiunta e che guarda alle prossime elezioni è un risultato molto positivo, al quale anch'io ho dato un contributo. A questo punto ci sono tutte le condizioni politiche per lavorare insieme uniti e tornare a vincere. Primo obiettivo la rielezione di Roberto Gualtieri a sindaco di Roma e subito dopo la vittoria alla Regione. Ma dico di più, non c’è solo Roma. È necessario tornare a governare anche in provincia di Frosinone, a cominciare dalla città capoluogo. Certamente bisogna partire dal centrosinistra, anche se dobbiamo essere consapevoli del fatto che da soli... non basta. È cresciuta in provincia di Frosinone, soprattutto a livello amministrativo, una rete civica molto forte, radicata e capillare. È a questa che bisogna guardare e non ad alleanze con pezzi del centrodestra. Oggi il civismo può rappresentare davvero la terza gamba del centrosinistra, necessaria per tornare a governare e per dare forza al progetto politico. Per fare questo, però, c’è la necessità di avere un partito aperto, inclusivo e attrattivo. Del resto è stato questo il segreto dei nostri successi in tutti questi anni».
Quali sono le priorità per rilanciare il territorio della provincia di Frosinone? E cosa può fare il Pd dall’opposizione?
«Prima di tutto il lavoro e la difesa della sanità pubblica. Dobbiamo mettere in campo investimenti produttivi finalizzati allo sviluppo e all’occupazione, a partire dalle infrastrutture. Penso in primis alla Tav, ma anche ad esempio a una metropolitana leggera che colleghi Roma a Frosinone. Oppure alla Frosinone-Latina, per favorire il processo di integrazione delle due province del basso Lazio. Il nostro territorio deve tornare a essere competitivo e deve saper coniugare il tema della crescita alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente. Un percorso necessario per rendere più attrattiva una terra che negli ultimi anni ha visto andare via troppi giovani. Ma accanto alle opere e agli investimenti materiali, dobbiamo avere il coraggio di mettere al centro anche ciò che costruisce il futuro nel lungo periodo: università, scuola e cultura. Perché non esiste vera crescita economica senza una crescita culturale diffusa. Su tutte queste tematiche il Pd, dall'opposizione, deve costruire il suo progetto politico e una larga alleanza che consenta al centrosinistra di tornare a vincere. Un'opposizione costruttiva che parta dai problemi e dai bisogni della gente».
Comune di Frosinone: perché il Pd appare frenato nonostante le difficoltà del centrodestra? E per quanto riguarda il circolo locale, si arriverà anche in questo caso ad un congresso? Angelo Pizzutelli può essere il candidato sindaco? Sul tavolo c’è l'opzione di convergere su Vincenzo Iacovissi, del Psi?
«Non nascondo che ci siano delle difficoltà anche nel centrosinistra, che al momento rappresentano un freno ma che dobbiamo superare. Il problema non riguarda solo il Pd, ma l’intera coalizione. I partiti si stanno muovendo, ma hanno bisogno di incontrarsi trovando la giusta sintesi e la necessaria unità. Da soli non si vince e questo vale per tutti. Certamente il congresso del circolo di Frosinone, che si farà subito dopo quello provinciale, può rappresentare una spinta alla costruzione di un’alternativa forte e credibile. Il centrodestra è diviso e quella maggioranza che ha vinto le elezioni non esiste più. Per noi è una grande opportunità politica che non dobbiamo e non possiamo farci sfuggire. Partiamo dalle forze che sono all’opposizione in consiglio comunale, grazie anche al lavoro che stanno svolgendo i nostri consiglieri comunali, e rivolgiamo un appello alle energie migliori di questa città. Con grande apertura e senza steccati. E penso che il civismo possa diventare la chiave del nostro successo. Angelo Pizzutelli, per me, sarebbe un ottimo candidato sindaco, impegnato instancabilmente da anni su Frosinone. Il consenso che riceve, ne è la prova reale. So perfettamente che sul tavolo ci sono anche altre opzioni, a partire da quella di Vincenzo Iacovissi. Ai socialisti e a tutta la coalizione dico una cosa: apriamo un confronto, mettiamo in campo tutte le ipotesi e lavoriamo insieme per individuare la soluzione migliore. Non si può rompere sulla scelta del candidato sindaco, perché prima di quella viene l’unità. E noi, come più volte ha sottolineato la nostra segretaria nazionale, Elly Schlein, siamo testardamente unitari».
Alle provinciali che tipo di risultato si aspetta? Lei è favorevole al ritorno all’elezione diretta?
«Il mio obiettivo è chiaro. Mettere in campo una lista del Pd aperta e molto forte e farla diventare la prima lista e il primo partito in provincia di Frosinone. In questo senso la ritrovata unità ci può aiutare. Sono assolutamente favorevole al ritorno all'elezione diretta, perché trovo giusto restituire la parola ai cittadini rilanciando allo stesso tempo il ruolo e la funzione strategica e di coordinamento della Provincia».
Achille Migliorelli sarà il nuovo segretario di Federazione. È soddisfatto?
«Sono molto soddisfatto e penso che insieme ad Achille, su cui ho scommesso sin da subito, sarà necessario far crescere una nuova classe dirigente di giovani, sui quali da sempre ho puntato. Su Achille che dire. È un giovane colto, appassionato, equilibrato e con l'esperienza necessaria per governare al meglio il Partito Democratico in questa provincia. E poi, fatemelo dire, con una bella storia alle spalle. Con Achille Migliorelli, che porta il nome di suo nonno, che è stato un punto di riferimento e una presenza determinante della sinistra in questa provincia, sempre insieme dalla stessa parte».
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