La stanza della domenica
30.11.2025 - 11:00
Una panoramica di Frosinone
Un richiamo forte alle nuove sfide del mondo del lavoro. Lo ha fatto Luigi Sbarra, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al Sud, intervenendo al convegno che si è tenuto nei giorni scorsi nel capoluogo ciociaro, promosso dal gruppo Ucid Giovani della sezione di Frosinone “Emilio Iaboni”. Dal titolo “Radici forti, visione comune”. Sbarra ha parlato di trasformazione tecnologica, di innovazione, di formazione di qualità e di competenze. Sottolineando le «positive dinamiche di sviluppo che stanno interessando il nostro Paese e, in particolare, il Mezzogiorno grazie alle politiche mirate e strategiche messe in campo dal Governo Meloni». Luigi Sbarra ha sviluppato il suo intervento argomentando, con toni pacati ma decisi. Richiamando esplicitamente il messaggio (sempre attuale) della Rerum Novarum di Leone XIII°, enciclica promulgata il 15 maggio 1891, con la quale per la prima volta la Chiesa cattolica prese posizione in ordine alle questioni sociali e fondò quella che sarebbe diventata la dottrina sociale della Chiesa. Evidente come Sbarra abbia voluto sottolineare altresì il ruolo dell’attuale Pontefice Leone XIV°, che non per caso ha scelto quel nome. Il fulcro del ragionamento è che “la dignità del lavoratore è fondamento di ogni sviluppo autentico”. E infatti Luigi Sbarra ha affrontato le tematiche del valore della famiglia, della qualità e della stabilità del lavoro, della centralità della persona, di una crescita economica che metta al centro «istituzioni e corpi intermedi, giovani e comunità territoriali». Un intervento, quello del sottosegretario Sbarra, che ha nobilitato un convegno di altissimo livello e di grande attualità.
Concentrarsi sul quadro reale dell’economia
Un recente studio della Cgia di Mestre ha confermato che in Italia le piccole e medie imprese continuano a rappresentare il motore dell’economia nazionale. Una vera e propria eccellenza riconosciuta a livello europeo. Le piccole e medie aziende italiane impiegano 14.242.347 lavoratori su un totale di 18.644.421 in tutto il mondo delle imprese. Il 76,4%. La provincia di Frosinone è diciannovesima in questa speciale classifica: 91.695 gli addetti nelle pmi, su un totale di 96.155 lavoratori delle imprese. La percentuale è del 95,4%. Altissima. Si può discutere sull’interpretazione e sulle considerazioni. Nel senso, per esempio, che c’è un arretramento della grande industria. Ma la fotografia della realtà è quella scattata dalla Cgia di Mestre. E forse sarebbe il caso che l’intera classe dirigente del territorio ne prendesse atto. Evitando di continuare a rincorrere scenari che non ci sono più. Da decenni. Il riferimento è alle multinazionali e alla grande industria.
Le piccole e medie imprese hanno bisogno di provvedimenti e di situazioni che ne favoriscano la crescita. Pensiamo all’accesso a regimi fiscali e contributivi agevolati, oltre a finanziamenti per innovazione e digitalizzazione. Ma pensiamo anche alle strategie di sostenibilità, determinanti per rispondere alle esigenze di mercato. Così come le piccole e medie imprese vanno messe nelle condizioni di poter investire sulla formazione e sul personale. Per valorizzare il talento all’interno dell’azienda. Quindi l’elemento chiave: avere minore burocrazia, in modo da diminuire i tempi e restare al passo. Su tutto questo è necessario ragionare (in fretta) e lavorare. Poi, relativamente alla provincia di Frosinone, vanno ribadite due cose. La prima: l’attivazione della Zona Logistica Semplificata non è una novità di poco conto come più di qualcuno ha cercato di far passare per motivazioni politiche di parte. Spesso strumentali. La Zls prevede semplificazioni procedurali e burocratiche, agevolazioni fiscali e accesso al credito di imposta. Opportunità vere per le imprese, a cominciare da quelle piccole e medie. Per quanto riguarda le infrastrutture e i collegamenti, non ci sono novità. La Stazione Tav di Ferentino cambierebbe la narrazione. Ma il nodo è sempre lo stesso: si resta fermi ad uno studio di prefattibilità, non esistono certezze che verrà dato il via libera da Rfi e Ferrovie dello Stato. L’aeroporto civile aprirebbe prospettive nuove, anche per la Stazione Tav. Pensiamo all’effetto moltiplicatore sul potenziale bacino di utenza. Pure in tal caso, però, chiacchiere a volontà e nessun... decollo. Mai.
Comune capoluogo. Stavolta non scherza nessuno
Al Comune di Frosinone si è arrivati ad un bivio vero. Nel senso che Fratelli d’Italia, il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (indipendente) e Andrea Turriziani (Lista Marini), oltre ad aver lanciato dei messaggi forti e chiari, chiedono una seria verifica politica e amministrativa. Che passi da un azzeramento della giunta. Andare avanti per tirare a campare non ha più senso. Servirebbe la Politica. Scomparsa da decenni dai radar del capoluogo.
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