È Francesco De Angelis il nome sul quale punta la federazione provinciale del Partito Democratico per una candidatura eleggibile nel collegio plurinominale del Basso Lazio, quello che comprende le province di Frosinone e Latina. Eleggibile vuol dire necessariamente primo o secondo posto nel listino nel quale figureranno quattro designazioni, con l'alternanza tra uomo e donna. O viceversa. Ieri mattina si è riunita la Direzione del partito. Naturalmente sono stati fatti anche altri nomi, che però hanno più un profilo di servizio. L'intera "rosa" è stata inviata all'attenzione del segretario regionale del partito Bruno Astorre. Sarà lui a comporre il "puzzle" nel Lazio, prima che lo stesso arrivi sul tavolo del leader nazionale Enrico Letta.

Il punto è sempre lo stesso: nel Lazio i big del partito sono tantissimi ed è impossibile blindarli tutti. Soprattutto dopo la riduzione dei seggi parlamentari. Anche nel 2018 De Angelis fu candidato nel proporzionale, ma in terza posizione, rivelatasi non eleggibile. In prima c'era Claudio Mancini, che resta uno dei leader da blindare. Come ha riportato ieri il quotidiano La Repubblica. Nel Lazio, al Senato, sarà in corsa il Governatore Nicola Zingaretti. E sempre in orbita regione circolano le opzioni degli assessori alla sanità Alessio D'Amato e di quello alla casa e all'urbanistica Massimiliano Valeriani. Anche se D'Amato ha fatto sapere che resterà al suo posto. Vuol dire che non ha rinunciato all'idea di provare a essere lui il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione.

Dicevamo dell'abbondanza di nomi forti nel Lazio per i Democrat: Bruno Astorre, Matteo Orfini, Cecilia D'Elia, Michela De Biase, Patrizia Prestipino, Roberto Morassut, Marco Vincenzi, Marianna Madia, Marta Leonori. Impossibile pensare che tutti possano essere candidati nei collegi della Camera del Lazio 1 o al Senato, che ha una dimensione regionale. Ecco perché i collegi del Lazio 2 (che comprende le province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti) vengono tenuti in considerazione. Ma anche qui bisogna distinguere: i quattro collegi (tre alla Camera, uno al Senato) maggioritari del Basso Lazio sono considerati blindati per il centrodestra dall'elaborazione dell'Istituto Cattaneo. Ergo, è il plurinominale ad essere ambito. Il nome di Francesco De Angelis, leader storico del Pd in Ciociaria e attuale presidente del Consorzio industriale regionale, è sul tavolo. Adesso però si apre la partita degli equilibri tra Roma e le province. Arbitra Bruno Astorre.

Sullo sfondo ci sono anche le elezioni regionali, che si terranno con ogni probabilità a gennaio. Nicola Zingaretti, infatti, si dimetterà da presidente dopo l'elezione a senatore. Probabilmente a ottobre: entro novanta giorni si andrà alle urne nel Lazio. Intanto c'è da sciogliere il nodo della candidatura a presidente. Le primarie sono state congelate, ma i nomi forti in campo restano tre: Daniele Leodori, Alessio D'Amato ed Enrico Gasbarra. E potrebbero inserirsi anche altri. Da qui al 22 agosto (termine ultimo per la presentazione dei candidati alle politiche) potrebbe intensificarsi il pressing su due dei tre "papabili" per convincerli a scendere in campo per Camera o Senato.

Una partita nella partita. Poi ci saranno le candidature nelle liste provinciali. I Democrat hanno due uscenti: Mauro Buschini e Sara Battisti. Alle regionali punta anche il presidente della Provincia Antonio Pompeo, vicinissimo politicamente a Daniele Leodori. Bisognerà vedere chi sarà candidato alla presidenza, per capire per esempio se ci saranno "civiche" di supporto. Va pure aggiunto però che da settimane Pompeo ha contatti con esponenti di Azione di Carlo Calenda. La prospettiva resta quella delle regionali.