Quattro volte su sei le comunali di Frosinone sono state decise al ballottaggio. Sempre chi è passato in testa al giro di boa ha conquistato la fascia tricolore. Situazioni molto diverse, ma in ogni caso ci sono alcuni punti fermi. Uno soprattutto: o c'è immediatamente un sostanziale equilibrio tra due candidati forti oppure la presenza di terze designazioni risulta decisiva per evitare che la partita si definisca subito. In ogni caso è anche evidente che la spaccatura di uno schieramento finisce con l'avvantaggiare quello avversario. Infine, tra il primo e il secondo turno si registra costantemente una diminuzione del numero dei votanti. In due occasioni, invece, c'è stata una vittoria al primo turno: Michele Marini nel 2007 e Nicola Ottaviani nel 2017. Pareggio complessivo tra gli schieramenti principali: tre volte ha vinto il centrodestra (una con Paolo Fanelli, due con Nicola Ottaviani), tre il centrosinistra (due con Domenico Marzi, una con Michele Marini).

La vittoria di Fanelli
Il primo turno ci fu il 23 maggio 1995. Paolo Fanelli (centrodestra) ottenne 13.750 voti, il 43,51%. Gian Franco Schietroma (centrosinistra) 10.274 preferenze, il 32,51%. Poi Sandro Lunghi con 3.064 preferenze, il 9,70%. Mentre Nicola Ottaviani toccò quota 2.100 voti, il 6,65%. Per Antonio Chiappini 1.211 voti, il 3,83%. Per Paolo Pilozzi 1.067 voti, il 3,38%. Quindi Laura Franconetti: 136 voti, lo 0,43%. Al secondo turno Gian Franco Schietroma fece il pieno di accordi con le liste civiche: con quella di Sandro Lunghi e Franco Celani, ma pure con quella di Antonio Chiappini. E naturalmente Rifondazione di Paolo Pilozzi non poté che guardare nella direzione del centrosinistra. Paolo Fanelli, invece, riuscì a concludere un'intesa con il Movimento Costituente di Nicola Ottaviani.

I quindici giorni successivi di campagna elettorale furono al calor bianco tra Fanelli e Schietroma, con lo scontro politico che diventò incandescente. Si votò il 7 maggio: partita secca. Paolo Fanelli vinse e diventò sindaco con 15.888 voti, il 52,17%. Ne guadagnò più di 2.000 rispetto al primo turno. Gian Franco Schietroma fece una rimonta notevole, crescendo di più di 4.000 consensi rispetto a quindici giorni prima. Toccò quota 14.568 voti, il 47,83%. Per larghi tratti dello spoglio delle schede il risultato fu incerto. Quindi lo scatto decisivo di Fanelli.

La prima volta di Marzi
Nel 1998 il centrosinistra scelse Domenico Marzi. Nel centrodestra c'è Italico Perlini. Ma il campo della coalizione era diviso. Esponenti del calibro di Adriano Piacentini e Nicola Ottaviani andarono ognuno per conto proprio. Il 24 maggio 1998 si svolse il primo turno. Domenico Marzi (centrosinistra) arrivò al 38,33%, in virtù di 12.310 voti. Italico Perlini (centrodestra) si attestò al 31,55%, grazie a 10.131 voti. Adriano Piacentini, alla guida di un fronte centrista, prese 5.947 preferenze, il 18,52%. Con lui c'era anche l'allora senatore Romano Misserville, in rotta con An. Nicola Ottaviani (Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini) ottenne 2.590 consensi, l'8,06%. Poi Francesco Notarcola (Rifondazione Comunista): 719 voti, il 2,24%. Quindi Franco Villa (Fiamma Tricolore): 355 voti, l'1,19%. Al ballottaggio il centrodestra non riuscì a ricompattarsi. Anzi, si registrò quello che è passato alla storia politica cittadina come il "patto di Valmontone", perché raggiunto a cena in un ristorante di quella zona. Tra Domenico Marzi e Adriano Piacentini. Al ballottaggio del 7 giugno 1998 Domenico Marzi diventò sindaco di Frosinone con il 54,75%, grazie a 14.717 voti. Italico Perlini raggiunse il 45,25%, con 12.162 voti.

L'anno dell'anatra zoppa
Il primo turno si svolse il 26 maggio 2002. Altissima l'affluenza: si recarono alle urne 34.170 dei 40.431 aventi diritto, l'84,51%. Il sindaco in carica Domenico Marzi, che guidava la coalizione di centrosinistra, ottenne 16.087 voti, il 48,53%. Nicola Ottaviani, candidato sindaco della coalizione di centrodestra, rispose con 15.580 voti, il 47%. Meglio di lui fecero le liste della coalizione: 15.999 voti, il 51,12%. Ossia la maggioranza assoluta. Gli altri candidati a sindaco erano Gennarino Scaccia (Lista per Frosinone: 979 voti, il 2,95%), Paolo Iafrate (Rifondazione Comunista: 440 voti, l'1,33%), Mario Ruggeri (Lega Nord: 61 voti, lo 0,18%).

Le liste a sostegno di Domenico Marzi erano 7. E 7 anche per Nicola Ottaviani. Il ballottaggio si celebrò il 10 giugno 2002. Domenico Marzi aumentò i voti rispetto a quindici giorni prima: 16.841 (il 26 maggio ne aveva ottenuti 16.087), il 54,38% (il 48,53% due settimane prima). E firmò il bis alla guida del Comune di Frosinone. Nicola Ottaviani passò da 15.580 voti (47%) a 14.128 (45,62%). Nel quartier generale di Marzi si festeggiò fino a tarda notte, in quello di Ottaviani iniziò una drammatica resa dei conti, l'ennesima nel centrodestra. L'anatra zoppa (sindaco di centrosinistra e maggioranza consiliare di centrodestra) spiccò il volo alla prima seduta del consiglio comunale, quando bisognava eleggere il presidente. La scelta ricadde su Marilena La Marra, eletta nel centrodestra. Al termine di una seduta incandescente (celebre lo scontro verbale tra Francesco Storace e Biagio Cacciola), Marilena La Marra venne eletta alla guida del consiglio comunale di Frosinone. Domenico Marzi e Maurizio Ferrante, che erano in vacanza all'estero, tornarono in tempo per la seduta consiliare, prendendo l'aereo.

Il successo di Ottaviani
Dieci anni fa andò così. L'allora sindaco in carica, Michele Marini, al primo turno arrivò al 24,18% (6.921 voti). Mentre la coalizione che lo sosteneva, composta da 5 liste, ottenne il 23,07% (6.357 voti). Il Partito Democratico al 10,46% (2.882 consensi). La lista Michele Marini Sindaco al 5,21% (1.436 voti). Ma anche l'Udc al 4,56% (1.256 preferenze). Mentre Domenico Marzi si fermò al 22,85% (6.541 voti). Con la coalizione a sostegno (3 liste) che di preferenze ne contò 6.385 (23,17%). Il Psi mise in fila 2.596 voti, il 9,42%. Mentre la lista Marzi Sindaco raggiunse il 10,37% (2.856 voti). Al ballottaggio arrivò per un soffio Michele Marini. Nicola Ottaviani (centrodestra) al primo turno raggiunse il 44,38% (12.706 voti). Poi diventò sindaco al secondo turno con il 53,12% (12.577 preferenze). Tornando al primo turno, il centrodestra (9 liste) ottenne 13.140 voti (47,69%). Al ballottaggio Michele Marini di voti ne prese 11.099, il 46,88%.