La mozione degli affetti e l'analisi politica: il "ritorno a casa" di Fabio Tagliaferri (che ha citato il leggendario Lassie) è stato sottolineato da Fratelli d'Italia con un profilo da partito che si candida a governare ad ogni livello. Rassicurante. Al tavolo con l'assessore ai lavori pubblici c'erano il senatore e commissario provinciale Massimo Ruspandini e il vicecoordinatore regionale Antonio Abbate. In sala Daniele Maura, Stefania Furtivo, Riccardo Del Brocco, Daniele Colasanti, Sergio Arduini, Fernando Incitti e tanti altri. Fabio Tagliaferri è assessore da nove anni, è stato vicesindaco, entrò in An nel 1998.

Poi lo strappo, che però non gli ha impedito di continuare a fare politica. Mette subito in chiaro Fabio Tagliaferri: «La mia è una scelta sui valori, voglio servire il partito. Non c'entrano nulla gli scenari al Comune. Per quelli si vedrà. Forse potrei anche aver esaurito la presenza al Comune». Messaggio sibillino. Potrebbe candidarsi alle regionali? Parafrasando Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo. Antonio Abbate ha notato: «Il partito ha bisogno di gente capace. Coltiviamo l'ambizione di poter essere il primo partito anche a Frosinone. Sinceramente in questo momento non vedo altri partiti che abbiano il nostro stesso entusiasmo». Il senatore Massimo Ruspandini non si è nascosto.

Ha premesso che il passaggio di Fabio Tagliaferri inevitabilmente si presta a tutta una serie di considerazioni, che però in questo momento rimangono sullo sfondo. Anche se, ha sottolineato Ruspandini, Fratelli d'Italia non farà mancare il sostegno a Fabio Tagliaferri. «Faremo da scudo», ha sillabato. La traduzione dal politichese è chiara: se a Fabio Tagliaferri (entrato in giunta come rappresentante del Polo Civico) dovessero essere tolte le deleghe da assessore dopo l'adesione a FdI, il partito di Giorgia Meloni si farebbe sentire. Ruspandini ha parlato della «riunificazione di un mondo», aggiungendo che a Frosinone «manca una Destra movimentista».

Ha rilevato: «Nel capoluogo noto troppo tatticismo politico. Per quanto riguarda la candidatura a sindaco, alcune cose vorrei dirle. Non mi appassionano le riunioni segrete. Per quanto riguarda le primarie, non so, non mi sembra che possano essere viste come un bagno di folla. In ogni caso a Frosinone veniamo da dieci anni di buon governo: credo che tutto può accadere meno che impostare la "successione" su un trauma. Nel centrodestra noi faremo la destra». Insomma, Fratelli d'Italia intende dire la sua, ma nella coalizione. «Non stanno nel nostro partito gli scienziati delle pugnalate alle spalle», ha chiosato Ruspandini. Il quale ha voluto sgombrare il campo da qualunque «ricostruzione ardita e fantasiosa» di una contrapposizione con Nicola Ottaviani.

Che non è soltanto il sindaco di Frosinone, ma pure il coordinatore provinciale della Lega. Ha rilevato Ruspandini: «Lui è un nostro alleato, forte. E abbiamo dimostrato a Sora di come siamo tutti interessati alla coalizione. Nicola Ottaviani è un ottimo sindaco e un politico intelligente. Non avrà problemi da noi, forse qualche problema potrebbe venirgli dall'interno del suo partito. Fratelli d'Italia è la prima realtà politica del Paese nei sondaggi, noi stiamo nei confini di un centrodestra nel quale Ottaviani è una risorsa. Per quale motivo si dovrebbe sfasciare la coalizione? Con Ottaviani vado d'accordo e non ho nostalgie di altre leadership di partiti alleati. O di situazioni paradossali che succedono anche nella Lega, dove c'è una vicinanza politica forte tra un consigliere regionale e un dirigente di un altro partito. Da noi certe situazioni sono impensabili».

Fabio Tagliaferri ha dichiarato: «Credo che il mio ingresso in Fratelli d'Italia dia perfino maggiore solidità politica alla giunta Ottaviani. Perché il peso dei partiti è più forte. Il mio obiettivo in questi dieci mesi sarà quello di continuare a contribuire al raggiungimenti di obiettivi che stiamo raggiungendo da nove anni a questa parte». Fin qui le dichiarazioni dei protagonisti.

È chiaro a tutti però che Fabio Tagliaferri ha come obiettivo quello di candidarsi a sindaco. Da mesi stava sondando il terreno per la costituzione di due liste civiche. Adesso la prospettiva cambia completamente. Ed è anche inutile girarci intorno: il primo punto di discrimine sarà quello del metodo della scelta del candidato sindaco. Nicola Ottaviani, che ricordiamo è anche il coordinatore provinciale della Lega, vuole le primarie. Per Fratelli d'Italia non sono invece la prima scelta.