Si è riacceso in questi giorni il dibattito politico sul reddito di cittadinanza tra i partiti di governo e di opposizione. Se il Movimento 5 Stelle continua a considerarlo una misura di sostegno essenziale per le fasce deboli della società, le forze del Centrodestra lo ritengono, al contrario, un rimedio improduttivo e costoso per le casse dello Stato, che non favorisce l'occupazione, anzi la scoraggia nei beneficiari. Al di là delle posizioni politiche, è importante dare uno sguardo ai numeri del reddito di cittadinanza in Italia e, di conseguenza, in provincia di Frosinone.

Se nel Paese ad agosto erano 3 milioni e 81mila le persone che usufruiscono del sussidio, con un aumento del 25% rispetto al 2019, in Ciociaria sono quasi 27.000 i cittadini che percepiscono il Rdc, per un importo medio mensile che si aggira intorno ai 600 euro. Questo importante dato viene diffuso dai consiglieri regionali del movimento pentastellato, che hanno stilato uno specifico report sull'attuale situazione del beneficio nella nostra provincia.

Il rapporto del M5S
«Ad oggi  - spiega il gruppo regionale dei 5 Stelle - molte Amministrazioni locali hanno attivato i Progetti di Utilità Collettiva, con i quali si potranno utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza in lavori per la collettività. Ci auguriamo che anche gli altri Comuni, purtroppo sottoposti a ostacoli di natura burocratica e non, possano superare i ritardi dei Centri dell'Impiego e attivare convenzioni per le diverse attività, che vanno dalla manutenzione del verde e degli spazi comuni al sostegno degli anziani; dalla tutela del territorio ai servizi nelle biblioteche. Così il Reddito diventa una risorsa per la collettività, oltre che per i beneficiari».

 Ma vediamo quali Comuni hanno attivato i Progetti di Utilità Collettiva in provincia di Frosinone.
Il report dei pentastellati elenca: Acquafondata, Acuto, Anagni, Aquino, Arpino, Ausonia, Cassino, Castelliri, Castelnuovo Parano, Castrocielo, Cervaro, Colle San Magno, Collepardo, Coreno Ausonio, Esperia, Fiuggi, Guarcino, Paliano, Pico, Piedimonte San Germano, Piglio, Pignataro Interamna, Roccasecca, San Biagio Saracinisco, San Giorgio a Liri, San Vittore del Lazio, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, Santopadre, Serrone, Terelle, Trevi nel Lazio, Vallemaio, Vallerotonda, Vico nel Lazio, Villa Santa Lucia, Viticuso. In totale, nella nostra regione sono più di 260.000 i cittadini che percepiscono il contributo mensile e la maggior parte dei quali ancora aspetta di essere impiegato nei servizi di pubblica utilità.

I dati regionali e nazionali
Gli oltre 260.000 beneficiari del reddito di cittadinanza nel Lazio sono così distribuiti nelle altre province: quasi 185.000 a Roma, oltre 30.000 a Latina, oltre 14.000 a Viterbo, più di 7.000 a Rieti. «In Italia - prosegue il rapporto del gruppo regionale M5S - secondo i dati aggiornati al 25 settembre, su 8.000 Comuni sono 735 quelli che hanno attivato i regolamenti per 1.422 Progetti di Utilità Collettiva previsti dalla legge. È di qualche giorno fa l'annuncio del Presidente del Consiglio Conte di avere incaricato il ministro dell'Innovazione Pisano di creare una App per incrociare i dati tra percettori del reddito e offerte di lavoro, in modo da aumentare in maniera esponenziale il loro reinserimento occupazionale e rafforzare i controlli. Ad oggi, nonostante il lockdown e la crisi economica, sono 200.000 su 1,2 milioni i percettori del reddito tenuti a sottoscrivere il "Patto per il lavoro".
Facciamo in modo  - concludono i consiglieri pentastellati - che queste persone, in attesa di formarsi e trovare un lavoro, possano dare il proprio contributo per la collettività».