Quel che resta della settimana
26.04.2026 - 08:30
Un rendering della Stazione dell’Alta Velocità che era stata ipotizzata in un’area compresa tra Ferentino, Supino, Morolo e Sgurgola
Un hub produttivo per tutta Europa in provincia di Frosinone. Voleva realizzarlo Moderna, azienda biotecnologica statunitense. Lo ha rivelato in un’intervista a Ciociaria Oggi l’ex ministro Giovanni Tria. Parliamo di una realtà specializzata nello sviluppo di terapie e vaccini. Erano gli anni della pandemia da Covid 19. L’area industriale della Ciociaria era stata giudicata ottimale, anche sotto il profilo dei collegamenti (in questo caso autostradale). Tria ha spiegato che non si è andati a dama «per la complessità degli aspetti regolamentari delle norme italiane con riferimento ai contratti utilizzati da Moderna». Insomma, lacci, lacciuoli e “burocrazia matrigna” che conosciamo bene da queste parti. La fiera delle occasioni mancate cresce in progressione geometrica. Solo alcuni esempi: l’Ente Fiera, l’aeroporto civile, la Stazione Tav. Ma anche il polo logistico di Amazon (quello che poi è stato costruito a Passo Corese). Ci sono pure altre situazioni, di multinazionali che sono andate via dal territorio: pensiamo all’investimento della Catalent di qualche anno fa. L’elenco è lunghissimo. Sempre Giovanni Tria a Ciociaria Oggi: «Parliamoci chiaro: per potenziare gli investimenti internazionali, le produzioni avanzate e per attrarre “talenti” è necessario garantire servizi di eccellenza: scuola, università, sanità, impianti sportivi. Insomma, alzare il tasso della qualità della vita». Vero, ma come si fa ad invertire il trend? Facile mettere all’indice soltanto la classe politica, che ha comunque le sue responsabilità. L’ex Governatore di Bankitalia Ignazio Visco sottolineò (nel 2023) che «in Italia non siamo riusciti a creare una classe imprenditoriale come quella che ha consentito il miracolo economico del dopoguerra». Lo vediamo anche dalle nostre parti. Manca una visione di territorio, mancano politiche di innovazione e capacità di rischio. Le poche eccezioni non bastano a cambiare la narrazione.
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Relativamente alla Stazione Tav di Ferentino, continuano a non arrivare segnali. Giovanni Tria ha spiegato: «Sicuramente una Stazione Tav rappresenterebbe una svolta. Però diciamo la verità: i treni ad Alta Velocità non possono avere troppe stazioni. Altrimenti non sarebbero più... ad alta velocità». Vorremmo tanto essere smentiti, ma indubbiamente la considerazione di Tria è logica. E il fatto che non arrivino indicazioni precise e concrete è un elemento da tenere presente. La provincia di Frosinone da decenni ha un gap di rappresentanza di classe dirigente. Non solo sul piano politico, ma pure economico, imprenditoriale, associativo. Perfino a livello di Pubblica Amministrazione. Chi può essere un interlocutore riconosciuto e riconoscibile ad ogni livello? Chi può provare a farsi ascoltare nei contesti dove si fa la differenza? Chi può aggregare e condividere in un’ottica di gioco di squadra? Alzi la mano a chi viene in mente un profilo (anche collettivo) di questo genere.
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