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Cassino

Charles Yeboah Baffour morto dopo le dimissioni dal pronto soccorso, fissata l'udienza

A poco più di un anno dalla scomparsa dello studente Unicas arriva la fissazione dell’udienza preliminare. Il camice bianco dell’ospedale Santa Scolastica sarà dal gup il 7 luglio, data in cui si deciderà per il processo

Charles Yeboah Baffour morto dopo le dimissioni dal pronto soccorso, fissata l'udienza

Charles Yeboah Baffour

A terra in viale Bonomi, con graffi ed escoriazioni sul volto, sulle mani e su altre parti del corpo poco dopo l’una di notte. Ad allertare i soccorsi alcuni passanti. In prima battuta non sembra grave. I soccorsi, l’ingresso al Santa Scolastica dopo una quarantina di minuti dall’incidente, poi le prime visite e le dimissioni con una prognosi di “zero giorni”. Charles, invece, resta su una barella in uno dei corridoi lamentando ancora dolori. Quindi, una nuova valutazione e il tentativo di salvarlo in sala operatoria. Ma Charles Yeboah Baffour, 24 anni, originario del Ghana, brillante studente universitario a Cassino, muore il 5 aprile del 2025. Un dolore senza fine.

A poco più di un anno dalla sua scomparsa, è stata fissata l’udienza preliminare per il prossimo 7 luglio, data in cui si deciderà se rinviare a giudizio il medico indagato - che, dunque, potrebbe essere chiamato ad affrontare il processo - oppure decidere per il suo proscioglimento.

Inizialmente erano stati sette i camici bianchi finiti nell’inchiesta: attento è stato lo studio delle posizioni, dei ruoli, delle attività svolte. Ma anche delle scelte eseguite e dei tempi.

Il pm titolare dell’indagine, il dottor Corvino, aveva analizzato le risultanze delle attività svolte dagli uomini della Squadra di Polizia giudiziaria del Commissariato, prima della notifica degli avvisi di garanzia. Attraverso l’autopsia e tutti gli altri accertamenti si è cercato di stabilire l’esatta causa della morte ma anche se Charles si sarebbe potuto salvare: sotto la lente, infatti, pure l’applicazione dei protocolli sanitari. Poi la notifica della chiusura delle indagini nei confronti di un solo medico (rappresentato dagli avvocati Eleonora Rea e Carlo Perna), il professionista che per primo aveva preso in carico il ventiquattrenne. Sotto la lente degli inquirenti il percorso diagnostico e assistenziale adottati che, secondo l’accusa, sarebbero risultati non corretti o non sufficienti. Charles, dalle prime indiscrezioni trapelate a margine dell’autopsia, sarebbe morto per un trauma addominale che avrebbe causato una frattura del rene e della milza. Dopo l’ingresso in ospedale lo studente - che presentava lesioni al volto - sarebbe stato sottoposto a una tac cranica ma non totale: restano i dubbi sulla corretta applicazione dei protocolli e sul percorso valutativo. Si va in aula a luglio.

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