Colleferro
24.03.2026 - 12:14
La voce dall'altro capo del telefono tremava, fingeva disperazione, chiedeva soldi. Era il copione collaudato della truffa del "finto nipote", rodato su centinaia di vittime anziane in tutta Italia. Questa volta, però, qualcosa è andato storto per i due protagonisti: la donna che avevano scelto come bersaglio non era la preda indifesa che si aspettavano. Ha capito che era una truffa e ha chiamato i carabinieri.
I fatti si sono consumati venerdì mattina a Colleferro, nella provincia romana. Due uomini di origini catanesi, uno di 40 anni, l'altro di 19, entrambi già noti alle forze dell'ordine, si erano spinti fin nel Lazio con un obiettivo preciso: mettere a segno l'ennesimo colpo ai danni di una persona anziana, sfruttando quella miscela di urgenza emotiva e fiducia familiare che è il cuore di questa truffa.
L'anziana ha mantenuto il sangue freddo che i due non si aspettavano. Anziché cedere al panico costruito ad arte dall'interlocutore, ha riagganciato e allertato immediatamente i carabinieri della compagnia di Colleferro, che stavano già tenendo alta la guardia sul fenomeno. I carabinieri del nucleo operativo sono intervenuti prima che il piano potesse compiersi. I due "trasfertisti" — termine con cui in gergo investigativo si indicano i malviventi che si spostano fuori dal proprio territorio per delinquere — sono stati intercettati e bloccati sul posto.
La perquisizione ha fatto emergere quello che serviva: due telefoni cellulari con messaggi e conversazioni che ricostruiscono nei dettagli l'impianto criminale. Prove digitali che, nelle mani degli inquirenti, valgono più di qualsiasi confessione.
Non solo. I due erano anche in possesso di hashish e marijuana, circostanza che ha aggravato ulteriormente la loro posizione.
Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno denunciato i due uomini alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Velletri per tentata truffa aggravata, mentre la detenzione delle sostanze stupefacenti ha fatto scattare nei loro confronti la segnalazione alla Prefettura di Roma. I militari hanno inoltre avviato anche le procedure per la proposta del rimpatrio con foglio di via obbligatorio, una misura di prevenzione che, se accolta, precluderà ai due l'accesso al comune di Colleferro per qualche anno, chiudendo loro la porta su un territorio che avevano scelto come terreno di caccia.
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