Cassino
06.03.2026 - 10:00
Cassino scende in piazza per il futuro dello stabilimento Stellantis e si moltiplicano le adesioni al corteo che attraverserà le grandi aree del centro, da piazza De Gasperi a corso della Repubblica fino a piazza Diaz, per manifestare il malcontento crescente che attraversa il territorio a causa della grave situazione che sta attanagliando lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e tutto il sistema dell’indotto della componentistica. La mobilitazione, che si preannuncia tra le più partecipate degli ultimi anni, nasce dalla preoccupazione diffusa per un futuro industriale sempre più incerto e per le conseguenze sociali ed economiche che la crisi del settore automobilistico sta provocando nel Cassinate.
Le sigle sindacali, riunite in un attivo unitario, hanno deciso di promuovere un corteo congiunto alla presenza dei segretari nazionali, con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il grido di allarme che proviene dal territorio. Una mobilitazione che vuole essere allo stesso tempo un segnale di unità e di determinazione nel chiedere risposte chiare sul destino dello stabilimento e sulla tutela dei posti di lavoro.
Il grido di dolore dei lavoratori è stato raccolto anche dalla Consulta dei sindaci del Cassinate, che ha annunciato la propria piena adesione all’iniziativa. Gli amministratori locali hanno scelto di schierarsi accanto ai lavoratori e alle loro famiglie, consapevoli che il destino del sito non riguarda soltanto l’industria automobilistica ma l’intero equilibrio economico e sociale del territorio. Sindaci, rappresentanti delle istituzioni, sindacati e cittadini marceranno dunque fianco a fianco per chiedere alla multinazionale risposte precise e rassicurazioni sul futuro della fabbrica, sempre più segnata da fermi produttivi e da una programmazione industriale che appare fragile e incerta. Una situazione che tiene migliaia di lavoratori sospesi a un filo sempre più sottile di speranza e che alimenta preoccupazione anche tra le aziende dell’indotto, molte delle quali dipendono direttamente dalle commesse provenienti dallo stabilimento.
Tra i casi più evidenti emergono quelli di Trasnova, Teknoservice e Logitech, aziende coinvolte nell’avvio di procedure di licenziamento che stanno generando forte apprensione tra i lavoratori. Un momento cruciale sarà rappresentato dall’incontro fissato per l’11 di questo mese al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal quale si attendono indicazioni importanti sul futuro delle commesse e sulla possibilità di salvaguardare i livelli occupazionali.
Particolarmente preoccupante è la questione legata al rinnovo dell’appalto, in scadenza alla fine di aprile. Senza una proroga o una ridefinizione degli accordi, il destino di molti lavoratori potrebbe essere definitivamente compromesso. Si tratta di decine e decine di famiglie che rischiano di trovarsi improvvisamente senza un reddito e senza prospettive.
Ma la crisi non riguarda soltanto queste realtà industriali. Numerose aziende del territorio stanno affrontando difficoltà legate alla scadenza degli ammortizzatori sociali o alla riduzione delle commesse. Molte imprese della filiera produttiva vivono una condizione di incertezza permanente, con prospettive sempre più fragili e con il timore concreto di doversi ridimensionare.
Proprio per questo, accanto al mondo del lavoro e delle istituzioni, anche la politica ha iniziato a mostrare segnali di attenzione con diverse adesioni alla manifestazione. Il corteo rappresenta dunque l’alba di una stagione di mobilitazione che nasce nel cuore di un territorio attraversato da profonde inquietudini. In un momento in cui il settore industriale appare avvolto da un buio carico di interrogativi, la piazza diventa lo spazio in cui cittadini e lavoratori cercano di far sentire la propria voce. A rendere ancora più significativo il corteo sarà la partecipazione dei commercianti, che hanno deciso di unirsi alla protesta per esprimere la propria preoccupazione per le ripercussioni economiche della crisi industriale. Il legame tra la fabbrica e il tessuto commerciale della città è infatti stretto e profondo: quando diminuisce il potere d’acquisto dei lavoratori, ne risente immediatamente l’intera economia locale.
Con stipendi che spesso non superano i mille euro mensili, molte famiglie faticano ad affrontare le spese quotidiane. Tra bollette, mutui, costi per l’istruzione dei figli e necessità primarie, resta ben poco per sostenere i consumi. Non sono rari i casi in cui i lavoratori si rivolgono ai Comuni per chiedere forme di assistenza o sostegno.
In questo contesto, numerose attività commerciali si trovano a loro volta in difficoltà. Negli ultimi anni molte saracinesche si sono abbassate definitivamente, lasciando dietro di sé strade sempre più silenziose e segnali evidenti di un tessuto economico che rischia di indebolirsi ulteriormente.
È proprio per queste ragioni che anche i commercianti hanno scelto di scendere in piazza accanto ai lavoratori, convinti che la difesa dell’occupazione rappresenti una battaglia comune. La sopravvivenza dell’industria, delle imprese e del commercio locale è infatti strettamente legata, e soltanto un’azione condivisa tra istituzioni, aziende e cittadini potrà offrire prospettive concrete per il futuro del territorio.
Così le associazioni commercianti di Cassino, ConfimpreseItalia e Unione Commercianti, con Guido D’Amico e Florindo Buffardi comunicano la propria e piena solidarietà agli operai dello stabilimento Stellantis coinvolti nel processo di progressiva “chiusura” del sito produttivo. La crisi che colpisce centinaia di famiglie del territorio riguarda l’intera comunità; meno lavoro significa meno futuro per tutti, per le famiglie, per le imprese e per il tessuto economico locale. La presenza dello stabilimento ha rappresentato per decenni un pilastro dell’economia del territorio; la sua riduzione o chiusura avrebbe ripercussioni profonde e durature. «Con questo spirito, le nostre associazioni parteciperanno al corteo di protesta organizzato dai sindacati, convinti che la tutela dell’occupazione sia un obiettivo comune e imprescindibile. È fondamentale che istituzioni, imprese e cittadini facciano fronte comune per difendere il lavoro e favorire soluzioni che mantengano viva la produzione e lo sviluppo locale.
Le nostre associazioni rimangono a disposizione per ogni iniziativa condivisa volta alla salvaguardia del territorio e del suo futuro economico».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione