Ceccano
04.03.2026 - 13:00
Una pattuglia della polizia sul luogo in cui è avvenuto il terribile schianto che ha distrutto la famiglia Ardovini
Per il pubblico ministero della Procura di Roma titolare dell’indagine, la dottoressa Giulia Guccione, non si è trattato di un semplice omicidio stradale. Ciò che hanno fatto domenica sera sulla via Collatina i tre sudamericani in fuga dalla polizia invadendo la corsia di marcia opposta e spazzando via tre quarti della famiglia Ardovini è molto più grave: sapevano che la Toyota Yaris presa a noleggio su cui viaggiavano zigzagando a tutta velocità avrebbe potuto uccidere. Proprio come ha fatto: tre vite spezzate in un istante, quelle di Giovanni Battista Ardovini, 70 anni, originario di Ceccano, di sua moglie Patrizia Capraro, 64 anni, e del figlio Alessio, 42 anni. Per questa ragione il pm ha ipotizzato il reato di omicidio con dolo eventuale, un reato che la legge punisce con una pena minima di 21 anni.
Intanto ieri è stato affidato l’incarico al medico legale di eseguire le autopsie sulle tre salme. Mentre i latinos, rimasti feriti nel terribile schianto, sono stati arrestati. Due di loro restano in ospedale, uno in condizioni più serie ma non in pericolo di vita, il terzo è a Regina Coeli. Si tratta di Ramiro Julian Romero, 24 anni, argentino, con precedenti per furti e maltrattamenti, alla guida della Yaris; al suo fianco c’era Marcelo Ignacio Vasquez Ancacura, 28 anni, cileno; dietro sedeva Alver Suniga, 32 anni, cubano. Oltre che di omicidio con dolo eventuale sono accusati anche di resistenza a pubblico ufficiale, del possesso di arnesi da scasso e di un jammer per disturbare le comunicazioni e di fuga all’alt della polizia.
Il quartiere di Casetta Mistica, a Torre Angela, dove la famiglia Ardovini viveva dagli anni Settanta, è ancora sconvolto da quanto accaduto. E arrabbiato. Come pure la comunità di Guidonia, dove la famiglia aveva la residenza. Sul luogo dello schianto qualcuno ha deposto fiori e affisso un cartello: “Il destino vi ha uniti anche nella più brutta svolta della vostra vita. Giustizia”.
L’altro figlio della coppia, Danilo, maestro di kickboxing e arti marziali, si è chiuso in un comprensibile silenzio. Attraverso una nota ha chiesto rispetto per la privacy “in questo momento di immenso dolore” e ringraziato tutti per la vicinanza e il cordoglio. In lutto anche il Mc Donald’s del centro commerciale “Roma Est” dove Alessio lavorava da 18 anni. Anche da qui, come dai vicini di casa della famiglia Ardovini, si leva forte la richiesta di giustizia. Tutti si aspettano pene esemplari per gli assassini della Collatina.
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