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L'intervista

Al servizio della città. L'impegno di Dino Padovani

Il punto con il comandante della polizia locale di Frosinone. «È stato un anno ricco di tanti impegni ma anche di grosse soddisfazioni»

Al servizio della città. L'impegno di Dino Padovani

Dino Padovani

Sfide e risultati dell’anno appena trascorso. Con una squadra sempre in prima linea. La polizia locale di Frosinone ha intensificato i controlli e ha implementato nuove tecnologie per migliorare la sicurezza dei cittadini. E lo ha fatto anche attraverso nuovi strumenti a disposizione e sotto la guida del dott. Dino Padovani, da circa un anno al comando della polizia locale di Frosinone. Si è insediato a gennaio 2025.

Il Corpo di polizia locale di Frosinone è costituito da unità operative e servizi importanti quali, polizia amministrativa, polizia giudiziaria-edilizia-ambientale, polizia stradale ed infortunistica, area comando e affari generali-ufficio contravvenzioni-videosorveglianza, e protezione civile.

La polizia locale ha saputo rinnovarsi, creando sinergie professionali che ben presto hanno dato i frutti sperati in favore di una città più sicura, aumentando, altresì, la percezione stessa di sicurezza nella cittadinanza. Sempre più importante, infatti, il ruolo degli agenti, come primo punto di contatto tra istituzione e cittadini, nelle strade, nelle scuole, nei quartieri. Ruolo, questo, che richiede competenza, equilibrio, capacità di ascolto, in un’ottica di comprensione dei bisogni della comunità e di prevenzione.
Ma cosa ha portato a questi risultati? E cosa riserva il futuro per la sicurezza nel capoluogo ciociaro. Ne abbiamo parlato proprio con il comandante della polizia locale di Frosione, dott. Dino Padovani.

È stato un anno impegnativo?

«È stato un anno ricco di tanti impegni ma anche di grosse soddisfazioni professionali. Ho visto un Corpo che pur nelle difficoltà quotidiane ha saputo ben inserirsi in un sistema di sicurezza integrata che oggi ci riconoscono tutti».

Quali sono state le maggiori criticità riscontrate?

«Diciamo che il vero problema è la carenza di personale. Con più personale riusciremmo a fare molte più cose, però devo dire che una riorganizzazione interna del Comando ha fatto sì che la presenza della polizia locale sul territorio si sia resa più incisiva e anche più visibile alla cittadinanza».

In termini di sanzioni c’è stato un incremento rispetto al 2024?

«Sì, c’è stato un netto incremento, dovuto a un grosso impegno degli uomini e delle donne della polizia locale del Corpo che colgo l’occasione ancora una volta per ringraziare per l’ottimo lavoro svolto. L’impegno e la dedizione del personale hanno consentito di raggiungere i risultati che forse all’inizio sembravano insperati».

Quali sono le contestazioni maggiormente elevate?

«Naturalmente la sosta abusiva la fa da padrone. Ma ho notato un certo incremento, forse dovuto anche a un input mio personale e dei miei collaboratori più stretti, verso quelle soste più odiose: la sosta sui posti riservati ai portatori di handicap, la sosta sugli attraversamenti pedonali, la sosta in prossimità delle intersezioni, la sosta sui marciapiedi. Si parla tanto dei problemi del traffico ma non si comprende che spesso sono proprio queste condotte che incidono sulla fluidità della circolazione, e aggiungerei anche alla coscienza dei cittadini in generale».

Da giugno 2025 gli agenti hanno in dotazione un etilometro di ultima generazione che consente senza dubbio una maggiore efficacia in termini di controlli...

«Sì, uno strumento importante. Oltre alle risorse umane l’efficienza di un Comando si misura anche sulle risorse strumentali. La guida alterata è sicuramente una piaga da sconfiggere e l’etilometro ci consente di agire direttamente sulla quantificazione del tasso alcolemico dei conducenti e di rispondere in maniera diretta ed efficace, con le sanzioni penali. Ma al di là di questo, il messaggio che deve arrivare all’utenza è che una guida alterata moltiplica, ingigantisce, la possibilità di sinistri stradali a volte anche gravi con conseguenze sui titoli abilitativi alla guida. Quindi è una nostra priorità quella di agire proprio su queste situazioni e l’efficienza del Comando di polizia locale parte pure da queste dotazioni, come un etilometro di ultima generazione omologato e tenuto in perfetta efficienza che utilizziamo in maniera continua».

Un altro strumento importante che avete in dotazione è il Targa System...

«Sì, è una delle altre strumentazioni di cui il nostro Comando è fornito così come altre relative alla verifica dei documenti esibiti. Abbiamo, infatti, strumenti per controllare la falsificazione di eventuali titoli di guida, spesso di soggetti stranieri e extracomunitari. Il Targa System è uno di questi strumenti e consente di intercettare veicoli non revisionati, non assicurati o rubati. Uno strumento, dunque, di fondamentale importanza perché ci permette in maniera massiva di controllare una serie di veicoli».

Parlando di giovani vengono in mente le stragi del sabato sera. Anche su questo fronte il vostro impegno è sempre più importante...

«Assolutamente sì, e in questo caso anche il legislatore ha fatto la sua parte. Però torniamo a parlare proprio della guida alterata, della guida sotto effetto di sostanze stupefacenti. Molto spesso le cause sono legate anche a una velocità eccessiva».

Siete spesso presenti nei controlli interforze?

«Sì, vero. Rivendico con un pizzico di orgoglio il fatto che il Comando di polizia locale di Frosinone sotto la mia guida ha intensificato questa collaborazione. Sotto l’egida della Prefettura e con il coordinamento insostituibile della Questura, la polizia locale è divenuta a pieno titolo pur nel rispetto delle peculiarità delle altre forze di polizia, una componente effettiva e concreta di questi servizi interforze. La polizia locale c’è, c’è sempre, vuole partecipare. Noi non possiamo come Comune, come amministrazione, delegare il raggiungimento di standard di sicurezza urbana esclusivamente alle forze di polizia statali. Doveva essere così ed è così a partire dal decreto Minniti in poi, il Comune deve fare la propria parte e naturalmente il primo soggetto istituzionale tramite il quale il sindaco deve raggiungere questi risultati è il potenziamento, l’efficientamento e l’utilizzo della polizia locale».

Siete stati impegnati anche durante i controlli congiunti con le altre forze dell’ordine durante l’istituzione della “zona rossa” allo Scalo...

«Sì, quella “zona rossa” è stata istituita in un periodo particolare, connesso ai lavori delle Ferrovie dello Stato e che aveva creato, anche a livello di sicurezza percepita, una sorta di allarme sociale. E anche in quel caso il Comune è intervenuto con un potenziamento massiccio della pubblica illuminazione. Non solo: è intervenuto anche sul sovrappasso di via Pergolesi, è intervenuto sul sottopasso di via Pasta, è intervenuto con la videosorveglianza in maniera forte, concreta e con una presenza degli agenti della polizia locale che in quel caso sono arrivati a costituire presidi fissi sul posto. A lungo ci siamo alternati con le altre forze di polizia stabilendo dei turni fissi in questa zona. E vedere le persone fermarsi, ragionare con noi, vederci così a portata di mano senza doversi far rincorrere tramite una richiesta alla centrale operativa o altri sistemi, è stata un’esperienza proficua da ripetere anche in altre zone. Un servizio appiedato in taluni momenti e in periodi particolari può essere una valida modalità di avvicinamento alla gente».

Parliamo dei controlli nei mercati settimanali: quali sono le maggiori criticità riscontrate?

«Il mercato settimanale di Frosinone ha alcune criticità legate alla viabilità e per questo, anche a seguito di una serie di revoche disposte dall’ufficio commercio, si sta disponendo una nuova riunificazione dei banchi e dei posteggi dei venditori. Fatta questa premessa sulle criticità legate alla vicinanza con fabbricati e questa interferenza con la viabilità, abbiamo messo in campo una serie di controlli legati alla regolarità contributiva, all’esposizione dei prezzi, all’esposizione di marchi contraffatti ma anche semplici controlli legati al rispetto degli orari o a quelle che sono le norme sull’igiene dei prodotti alimentari».

Nelle scorse settimane è stato siglato un protocollo sulla sicurezza tra il Comune di Frosinone, l’Arma dei carabinieri e la Questura. In campo ci sono anche i suoi agenti?

«Sì, in particolare il protocollo si riferisce all’utilizzo condiviso del nostro sistema di videosorveglianza comunale. Questo protocollo consentirà alla questura e al personale dell’Arma dei carabinieri di visualizzare i filmati del nostro sistema di videosorveglianza in diretta. E permetterà, quindi, di agire in maniera diretta in flagranza o in quasi flagranza senza agire a posteriori. Tutto questo moltiplica la capacità operativa delle forze di polizia soprattutto in orari in cui purtroppo la polizia locale non c’è».

A proposito di videosorveglianza, nel capoluogo è stato incrementato il numero di telecamere. Di che numeri parliamo?

«Il Comune di Frosinone ha un sistema di videosorveglianza di circa seicento telecamere, è un numero importante. Però è un sistema che per funzionare ha bisogno di una capacità di mantenersi in efficienza attraverso una speciale manutenzione che necessariamente va affidata all’esterno. Con queste forze esterne dobbiamo sostituire le telecamere che non rispondono più a canoni di efficienza ottimale e stiamo seguendo questa linea. Su questo punto mi piacerebbe anche fare riferimento non solo a quello che è stato e a quello che è, ma a quello che sarà il sistema di videosorveglianza comunale. Abbiamo presentato nelle settimane scorse un progetto di matrice regionale denominato “Sentinel” che appunto cambierà radicalmente il sistema di videosorveglianza comunale. Sarà un sistema di ultima generazione fondato sull’intelligenza artificiale, sui sistemi di lettura targa e di riconoscimento facciale. Con tutti gli accorgimenti legati al rispetto della normativa in materia di privacy, avremo un sistema che ci consentirà veramente di raggiungere altissimi livelli di efficienza».

Il comando di Frosinone può contare su cinque agenti abilitati come piloti di droni, strumenti sicuramente sempre più preziosi per il controllo del territorio...

«Il Comune di Frosinone ha aderito a un percorso professionalizzante indetto dalla Regione Lazio che ha portato cinque agenti a superare l’esame finale di abilitazione. Pur nel rispetto della normativa, aprirà una nuova frontiera; facciamo riferimento, per esempio, alla ricerca di persone scomparse, all’utilizzo dei droni per gli incendi e in generale anche a verifiche di natura ambientale».

Telefonini, eccesso di velocità, auto in doppia fila. Quanto sono indisciplinati gli automobilisti?

«A giudicare dai numeri, purtroppo, verrebbe da dire tanto. E quello che stupisce è che non sempre viene compreso dall’autobilista il grado di pericolosità legato all’utilizzo dello smartphone. Guardare per dieci secondi o anche meno uno smartphone, significa guidare al buio. L’automobilista non si rende conto della distanza che percorre mentre sta parlando al telefono o addirittura scrivendo messaggi o guardare una serie televisiva. Per non parlare delle dirette social. Quindi sì, c’è un certo grado di indisciplina che non sempre l’inasprirsi delle sanzioni riesce a debellare. Quello che stupisce è appunto lo stupore dell’automobilista che viene sanzionato, che non ne percepisce la gravità. Pertanto la sospensione della patente, oggi anche sospensione breve, viene percepita come una reazione spropositata nostra e del legislatore di fronte a un comportamento che ritengono innocuo».

Un fenomeno in crescita è quello delle auto senza assicurazione. Com’è la situazione a Frosinone?

«È una situazione che desta preoccupazione perché è una violazione frequente e tra l’altro anche questa aggravata dal legislatore che prevede in alcuni casi una sanzione a carico del proprietario e non soltanto del conducente. Per questo i controlli più serrati hanno determinato un abbassamento del fenomeno. Sostanzialmente, la probabilità di essere fermati e sanzionati con il successivo sequestro del veicolo, porta la cittadinanza a non rischiare».

Nel corso del 2025 è stato presentato in Consiglio il nuovo piano di emergenza comunale. Molto importante anche l’attività che svolge il gruppo di protezione civile...

«Assolutamente sì. Il Comune di Frosinone e la struttura di protezione civile che dirigo hanno redatto unitamente a professionisti esterni, al geologo del Comune e al coordinatore del gruppo comunale dei volontari di protezione civile, un nuovo piano comunale di emergenza. Un piano che andrà in Consiglio nelle prossime settimane per l’approvazione. Un piano fondamentale che è distinto per rischi e il Comune di Frosinone li ha praticamente tutti. Un piano che una volta approvato, però, dovrà essere portato a conoscenza della cittadinanza. Non può rimanere nei cassetti, dovrà essere, quindi, veicolato e dovranno essere conosciute anche quelle che sono le procedure di intervento rispetto ad ogni singolo rischio».

Quali sono le priorità per la formazione e lo sviluppo della polizia locale?

«La formazione è la nostra arma migliore. Nei mesi e negli anni a seguire sicuramente vi dedicheremo grossa attenzione. È una formazione non solo giuridico-professionale, ma anche tecnica. Su queste strumentazioni mi viene solo da pensare, anche in questo caso, all’intelligenza artificiale che conosce una serie di applicazioni anche per la polizia locale. Sicuramente faremo un buon uso di queste nuove tecniche. Innovazione e tradizione riusciranno, pertanto, a conciliarsi avendo a disposizione un Corpo sempre più formato, sempre più efficiente, ma comunque al servizio del cittadino».

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