Frosinone
28.02.2026 - 09:00
A febbraio del 2023 era stato arrestato dalla polizia per maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della compagna aggredita anche durante la gravidanza e dopo il parto. L’uomo, un cinquantatreenne della parte bassa del capoluogo ciociaro, era finito così a processo e condannato in primo grado a due anni e sei mesi. Sentenza confermata nei giorni scorsi in Appello. Per le motivazioni si dovranno attendere 90 giorni.
La ricostruzione
A febbraio di tre anni fa l’uomo è stato arrestato dalla polizia. Stando alle accuse, il cinquantatreenne, ha colpito con pugni e schiaffi la donna e brandendo una bottiglia di vetro l’ha minacciata di morte. Bottiglia, mandata in frantumi, e con cui ha colpito a una braccio la compagna. Pugni e schiaffi anche mentre teneva il figlio in braccio. Quanto accaduto nell’appartamento della coppia è stato avvertito da alcuni vicini. Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia. La vittima è stata portata in ospedale per le cure del caso. I medici dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” le hanno riscontrato una prognosi di circa dieci giorni.
La donna è stata picchiata anche quando era incinta e dopo il parto, mentre allattava il loro figlio o lo teneva in braccio. Comportamenti violenti che hanno provocato nella vittima continue sofferenze, umiliazioni e privazioni. Alcune volte l’avrebbe inseguita e strappato dalle mani il telefono cellulare per controllare con chi fosse in contatto. Nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di giudizio immediato al cinquantatreenne. La parte offesa si è rivolta all’avvocato Antonio Ceccani. Per il frusinate, dunque, la Corte d’Appello ha confermato la sentenza a due anni e sei mesi di reclusione.
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