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Fiuggi/Colleferro

Incubo chiusura per i punti Coop. Il presidio dei dipendenti

Tra i ventiquattro punti vendita in dismissione anche quelli di Fiuggi, Colleferro e Valmontone. Ieri il presidio di dipendenti e sindacati. Unicoop Etruria rassicura: solo cessioni, personale tutelato

Incubo chiusura per i punti Coop. Il presidio dei dipendenti

Lavoratori e sindacalisti in presidio ieri mattina al supermercato Coop di Colleferro

Non sarà un Natale sereno né facile per i 520 dipendenti dei supermercati Coop che rischiano il posto di lavoro. Questo almeno è il loro timore. E le rassicurazioni del gruppo Unicoop Etruria non bastano. La cooperativa nata dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia ha annunciato la dismissione di 24 punti vendita, di cui 12 con l’insegna “Superconti”. Tra questi anche i supermercati di Colleferro, Valmontone e Fiuggi, l’ultimo rimasto in provincia di Frosinone con 15 dipendenti. I tagli escludono i negozi di Roma, mentre colpiscono duro in Umbria (10 sedi), Abruzzo (2), Marche (2), Toscana (1) e nel Lazio con 9 punti vendita: oltre a Fiuggi, Colleferro e Valmontone anche Pomezia, Torrenuova e Fonte Nuova, e quelli “Superconti” di Orte, Capena e Impruneta.

Ieri mattina, in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di categoria, circa duecento dipendenti, insieme ai rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno formato un presidio davanti al supermercato di Colleferro, chiedendo chiarezza sul destino dei punti vendita e dei lavoratori. A solidarizzare con loro c’erano il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna con l’assessore al commercio Marco Gabrielli e la sindaca di Valmontone Veronica Bernabei.

«Siamo qui con i lavoratori e i sindacati per affermare la nostra contrarietà alla chiusura - ha spiegato Sanna - Si può fare un miglioramento, un investimento, se necessario anche un taglio, ma non sulla pelle dei lavoratori e all’interno di un quadro di dismissione. Abbiamo chiesto di essere ricevuti dai vertici Coop per ribadire la nostra posizione».

Proprio in vista dello sciopero di ieri, Unicoop Etruria ha tentato di rasserenare il clima. In un comunicato ha garantito che “le persone saranno tutelate e l’obiettivo è salvare i livelli occupazionali”. Ha confermato di avere in programma investimenti e nuove aperture, ma di dover riorganizzare necessariamente la sua rete. “Nessuna cessione è affrontata con leggerezza o automatismi - assicura la cooperativa - Quando si rende necessario intervenire su un punto vendita, ciò avviene solo dopo un’attenta valutazione delle condizioni economiche e sociali del contesto, dell’evoluzione della domanda e della sostenibilità futura. Non si parla di chiusure dei punti vendita ma di cessioni e ogni caso sarà trattato con attenzione ai lavoratori e massima trasparenza. Nei territori dove è prevista una riorganizzazione, la Cooperativa lavorerà affinché vi sia continuità occupazionale. La Cooperativa ribadisce la volontà della salvaguardia complessiva dei posti di lavoro”.

Rassicurazioni che non convincono affatto i sindacati di categoria: “Si tratta di un piano irricevibile che mette a rischio l'occupazione di 520 persone e scarica sulle lavoratrici e i lavoratori gli errori di gestione e le inefficienze delle dirigenze che si sono alternate negli anni senza riuscire a rilanciare davvero le cooperative - scrivono in una nota congiunta Filcams, Fisascat e Uiltucs - La narrazione delle scelte dolorose ma necessarie non regge, pretendiamo rispetto per le persone che da anni si sacrificano e che oggi vengono trattate come numeri da aggiustare per far quadrare i conti con banche e finanziatori. Senza un vero rilancio commerciale, fatto anche di investimenti sulla rete e valorizzazione delle professionalità, il futuro di Unicoop Etruria è segnato in partenza e le dismissioni e gli esuberi di oggi saranno solo l'inizio”.
«A Fiuggi è già successo otto anni fa con la cessione attraverso l’affitto del ramo d’azienda - ricorda Fabiola Agostini della Uiltucs - Poi siamo riusciti a rientrare in Coop con grandi difficoltà. Per questo siamo preoccupati, rischiamo di ricadere nel baratro. Eppure da luglio a oggi abbiamo fatto cento nuove tessere di soci. Quindi il punto vendita di Fiuggi funziona benissimo. Ci aspettiamo quanto meno che sia fatta chiarezza».

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