Fiuggi/Colleferro
19.12.2025 - 11:27
Lavoratori e sindacalisti in presidio ieri mattina al supermercato Coop di Colleferro
Non sarà un Natale sereno né facile per i 520 dipendenti dei supermercati Coop che rischiano il posto di lavoro. Questo almeno è il loro timore. E le rassicurazioni del gruppo Unicoop Etruria non bastano. La cooperativa nata dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia ha annunciato la dismissione di 24 punti vendita, di cui 12 con l’insegna “Superconti”. Tra questi anche i supermercati di Colleferro, Valmontone e Fiuggi, l’ultimo rimasto in provincia di Frosinone con 15 dipendenti. I tagli escludono i negozi di Roma, mentre colpiscono duro in Umbria (10 sedi), Abruzzo (2), Marche (2), Toscana (1) e nel Lazio con 9 punti vendita: oltre a Fiuggi, Colleferro e Valmontone anche Pomezia, Torrenuova e Fonte Nuova, e quelli “Superconti” di Orte, Capena e Impruneta.
Ieri mattina, in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di categoria, circa duecento dipendenti, insieme ai rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno formato un presidio davanti al supermercato di Colleferro, chiedendo chiarezza sul destino dei punti vendita e dei lavoratori. A solidarizzare con loro c’erano il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna con l’assessore al commercio Marco Gabrielli e la sindaca di Valmontone Veronica Bernabei.
Proprio in vista dello sciopero di ieri, Unicoop Etruria ha tentato di rasserenare il clima. In un comunicato ha garantito che “le persone saranno tutelate e l’obiettivo è salvare i livelli occupazionali”. Ha confermato di avere in programma investimenti e nuove aperture, ma di dover riorganizzare necessariamente la sua rete. “Nessuna cessione è affrontata con leggerezza o automatismi - assicura la cooperativa - Quando si rende necessario intervenire su un punto vendita, ciò avviene solo dopo un’attenta valutazione delle condizioni economiche e sociali del contesto, dell’evoluzione della domanda e della sostenibilità futura. Non si parla di chiusure dei punti vendita ma di cessioni e ogni caso sarà trattato con attenzione ai lavoratori e massima trasparenza. Nei territori dove è prevista una riorganizzazione, la Cooperativa lavorerà affinché vi sia continuità occupazionale. La Cooperativa ribadisce la volontà della salvaguardia complessiva dei posti di lavoro”.
Rassicurazioni che non convincono affatto i sindacati di categoria: “Si tratta di un piano irricevibile che mette a rischio l'occupazione di 520 persone e scarica sulle lavoratrici e i lavoratori gli errori di gestione e le inefficienze delle dirigenze che si sono alternate negli anni senza riuscire a rilanciare davvero le cooperative - scrivono in una nota congiunta Filcams, Fisascat e Uiltucs - La narrazione delle scelte dolorose ma necessarie non regge, pretendiamo rispetto per le persone che da anni si sacrificano e che oggi vengono trattate come numeri da aggiustare per far quadrare i conti con banche e finanziatori. Senza un vero rilancio commerciale, fatto anche di investimenti sulla rete e valorizzazione delle professionalità, il futuro di Unicoop Etruria è segnato in partenza e le dismissioni e gli esuberi di oggi saranno solo l'inizio”.
«A Fiuggi è già successo otto anni fa con la cessione attraverso l’affitto del ramo d’azienda - ricorda Fabiola Agostini della Uiltucs - Poi siamo riusciti a rientrare in Coop con grandi difficoltà. Per questo siamo preoccupati, rischiamo di ricadere nel baratro. Eppure da luglio a oggi abbiamo fatto cento nuove tessere di soci. Quindi il punto vendita di Fiuggi funziona benissimo. Ci aspettiamo quanto meno che sia fatta chiarezza».
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