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Il caso

Suicidio dell'avvocato Andrea Dini: la famiglia si oppone all'archiviazione

Presentata opposizione alla richiesta di archiviazione della procura. Il 29 gennaio l’udienza. L’istanza per rivalutare gli elementi già raccolti e ricostruire gli ultimi giorni di vita dell’avvocato suicida

Suicidio dell'avvocato Andrea Dini: la famiglia si oppone all'archiviazione

Un suicidio avvolto da tanti misteri. Per questo la famiglia dell’avvocato Andrea Dini, morto precipitando dal balcone dello studio a luglio del 2023, ha chiesto ulteriori approfondimenti investigativi.

Così, tramite l’avvocato Nicola Ottaviani, i familiari del legale hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura di Frosinone che ha indagato per il reato di istigazione al suicidio. Un’indagine, contro ignoti, che però non ha portato a evidenziare profili di reato per cui la scelta dei pm è stata quella di chiederne l’archiviazione. All’epoca erano stati esaminati telefoni e computer per cercare di far luce sulla vicenda. A seguito dell’istanza dell’avvocato Ottaviani è stata fissata al 29 gennaio 2026 l’udienza davanti al giudice Antonio Ruscito per discutere la richiesta di archiviazione.

Le sollecitazioni che provengono dalla famiglia del professionista, a seguito del deposito di alcuni documenti, vanno nel senso di rileggere le ultime 48 ore di vita di Dini. La famiglia rimette all’autorità giudiziaria di effettuare un diverso apprezzamento degli elementi finora raccolti per valutare chi aveva un concreto interesse al suicidio dell’avvocato, sui suoi ultimi contatti e soprattutto sul fatto che il suicidio è avvenuto due giorni prima che lo stesso si incontrasse con un investigatore che si occupava della vicenda delle truffa assicurative. L’inchiesta, infatti, ruota in gran parte su quel mondo. È emerso che il professionista era a conoscenza di un’inchiesta che lo coinvolgeva e che, anche dopo la sua morte, è andata avanti.

Al punto che, proprio all’indomani dell’udienza per discutere dell’opposizione all’archiviazione, davanti al gup di Frosinone è fissata l’udienza preliminare a carico dei restanti imputati coinvolti in quel filone d’indagine. In questo caso sono interessate undici persone, di cui sette per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere allo scopo «di commettere più delitti di falsità materiale ed ideologica, e di frode ai danni delle compagnie assicurative, finalizzati alla percezione di indennizzi» per quindici sinistri finiti all’attenzione della polizia stradale di Frosinone.

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