Il caso
30.11.2025 - 13:00
Un suicidio avvolto da tanti misteri. Per questo la famiglia dell’avvocato Andrea Dini, morto precipitando dal balcone dello studio a luglio del 2023, ha chiesto ulteriori approfondimenti investigativi.
Le sollecitazioni che provengono dalla famiglia del professionista, a seguito del deposito di alcuni documenti, vanno nel senso di rileggere le ultime 48 ore di vita di Dini. La famiglia rimette all’autorità giudiziaria di effettuare un diverso apprezzamento degli elementi finora raccolti per valutare chi aveva un concreto interesse al suicidio dell’avvocato, sui suoi ultimi contatti e soprattutto sul fatto che il suicidio è avvenuto due giorni prima che lo stesso si incontrasse con un investigatore che si occupava della vicenda delle truffa assicurative. L’inchiesta, infatti, ruota in gran parte su quel mondo. È emerso che il professionista era a conoscenza di un’inchiesta che lo coinvolgeva e che, anche dopo la sua morte, è andata avanti.
Al punto che, proprio all’indomani dell’udienza per discutere dell’opposizione all’archiviazione, davanti al gup di Frosinone è fissata l’udienza preliminare a carico dei restanti imputati coinvolti in quel filone d’indagine. In questo caso sono interessate undici persone, di cui sette per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere allo scopo «di commettere più delitti di falsità materiale ed ideologica, e di frode ai danni delle compagnie assicurative, finalizzati alla percezione di indennizzi» per quindici sinistri finiti all’attenzione della polizia stradale di Frosinone.
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