La giornata
03.04.2024 - 13:00
Il cinema-teatro Manzoni di Cassino dove è prevista domani l'assemblea generale
Rimettere al centro le politiche economiche e sociali del governo e delle imprese, il valore del lavoro a partire dal rinnovo dei contratti nazionali e da una legge sulla rappresentanza, la centralità della salute e la sicurezza delle persone, la qualità di un’occupazione stabile e non precaria, una seria riforma sulle pensioni, il rilancio degli investimenti pubblici e privati per riconvertire e innovare il sistema produttivo e puntare alla piena e buona occupazione, con salari adeguati al costo della vita. Sono gli obiettivi dell’assemblea Generale della Camera del Lavoro Frosinone-Latina assieme a tutte le federazioni di categoria, alle delegate e ai delegati, prevista per domani, a partire dalle 9.30, al cinema-teatro Manzoni di Cassino in piazza Diamare con la partecipazione del segretario generale della Cgil Maurizio Landini (a introdurre i lavori, Giuseppe Massafra, segretario generale Frosinone-Latina).
Una tappa importante, in vista dello sciopero nazionale dell’11 aprile, in una città simbolo, quella cassinate, dove risiede uno stabilimento metalmeccanico tra i più importanti del gruppo Stellantis, in forte crisi occupazionale e produttiva. Solo di qualche giorno fa lo speakeraggio e volantinaggio da parte dei delegati Fiom contro la dichiarazione di 870 esuberi da parte della dirigenza interna per un sito che, nei decenni ha fatto la fortuna di un intero territorio e che ora, al contrario, ha generato una crisi economica e sociale senza precedenti. Mantenere accesi i riflettori sulla situazione cassinate sarà uno degli obiettivi dell’incontro in terra martire, soprattutto dopo la comunicazione da parte del ministero del rinvio del tavolo e la mancata riprogrammazione della nuova data. «Più il rilancio dello stabilimento si sposta avanti nel tempo, più le politiche industriali non saranno efficaci», tuona il segretario Frosinone-Latina della Fiom-Cigl, Donato Gatti. «I due nuovi modelli elettrici non bastano e non basteranno, siamo preoccupati non solo per Stellantis ma per tutto l’indotto. La presenza di Landini è l’inizio di una campagna per sensibilizzare il territorio, per accendere i riflettori su tutta l’emergenza: insieme potremmo farcela».
È soprattutto la realtà della componentistica ad allarmare di più il mondo sindacale. Tante, troppe le realtà che stanno sparendo nel silenzio più assordante, per quelle che resistono l’apnea sta diventando devastante. Ne hanno parlato anche Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Pino Gesmundo, segretario nazionale della Cgil al termine dell’incontro di ieri al Mimit sulla fabbrica di Melfi. «Le aziende della componentistica e della logistica stanno già pagando l’effetto del calo dei volumi produttivi, l’internalizzazione di diverse attività in Stellantis e l’esclusione dalla possibilità di partecipare alle gare per nuove commesse. Senza risorse pubbliche e private non c’è la possibilità di gestire la transizione ecologica, il punto però è porre dei vincoli e arrivare a un’intesa che serva a dare risposte concrete. L’intera discussione su l’automotive iniziata al Mimit lo scorso 6 dicembre, deve prevedere un impegno vincolante da parte di Stellantis. Abbiamo chiesto unitariamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, un tavolo a Palazzo Chigi, perché abbiamo bisogno di un tavolo nazionale, non di tavoli regionali, al fine di arrivare a una trattativa vera e quindi a un accordo. Intanto nei prossimi incontri, a partire da quello su Mirafiori e su Atessa, auspichiamo che Stellantis cominci a dare le risposte che su Melfi non ha dato. Il 12 aprile ci sarà uno sciopero unitario con manifestazione a Torino di tutto il settore automotive, uno sciopero che parla a tutta la città e al Paese».
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione