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Frosinone

Violenza sessuale in azienda

Dipendente si licenzia e denuncia l’imprenditore per averla toccata e abbracciata al lavoro. Il gup ha accolto la richiesta fatta dalla procura e ha disposto il rinvio a giudizio per il 29 maggio

tribunale frosinone

Il tribunale di Frosinone

Imprenditore rinviato a giudizio per violenza sessuale. A denunciarlo una sua ex dipendente che si era dimessa.

Nei confronti dell’uomo era stato chiesto anche l’arresto, ma, dopo l’interrogatorio preventivo, il gip aveva rigettato la richiesta. Tuttavia, la procura ha insistito perché si celebrasse un processo. Richiesta accolta dal gup Ida Logoluso che ha rinviato a giudizio l’imprenditore, di origini straniere, per l’udienza del 29 maggio davanti al collegio.

I fatti per i quali l’uomo, che è difeso dall’avvocato Nicola Ottaviani, è stato denunciato dalla donna, costituitasi parte civile con l’avvocato Mancini, risalgono al periodo che va da giugno 2023 a dicembre 2024. Tutto ha inizio quando la ragazza decide di lasciare l’azienda, che si trova nell’area industriale del capoluogo. Chiede anche i danni biologici. Denuncia una serie di contatti ravvicinati non voluti con il titolare, abbracci, palpeggiamenti fino a descrivere l’imprenditore che la cingeva al collo e la alzava da terra. Per l’accusa si tratta di atti lascivi da qualificare come violenza sessuale. La donna racconta di aver avuto delle conseguenze psicologiche e anche sul piano affettivo con il fidanzato, con il quale si è poi lasciata.

Raccolti elementi contro l’indagato, il pm avanza una richiesta di misura cautelare ai domiciliari. Come prevede la nuova normativa, prima di decidere il gip fissa l’interrogatorio preventivo dell’indagato. Questi si difende e nega le accuse. Non si capacita del perché la donna abbia presentato denuncia. Fornisce a sua difesa le dichiarazioni rese da altre dipendenti le quali non avrebbero assistito ai comportamenti denunciati né tantomeno si sarebbero accorte di qualcosa di strano. Viene poi allegata anche una piantina degli uffici amministrativi, dove lavorava la denunciate, per dimostrare che si tratta di locali aperti e che chiunque dall’esterno avrebbe potuto assistere alla violenza sessuale denunciata. In più l’imprenditore descrive un clima di serenità e di comunità all’interno dell’impresa con la partecipazione degli impiegati a cene aziendali e a feste tutti insieme. E così il gip respinge la richiesta di arresti domiciliari.

Tuttavia, anche per vagliare con attenzione le dichiarazioni rese dalla ragazza che conferma le accuse, il pm ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’imprenditore. Prima udienza il 29 maggio.

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