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Frosinone

Ci eravamo tanto odiati. No, abbiamo scherzato

L’elemento prevalente è la fretta: di chiudere una crisi. Con un riassetto parametrato su due poltrone

riccardo mastrangeli

Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli FOTO MASSIMO SCACCIA

Abbiamo scherzato. Dopo che per mesi ci eravamo tanto odiati. Delle due l’una: o c’è stata una sorta di allucinazione collettiva (e ci siamo sbagliati tutti), oppure alla fine la minore distanza tra due punti rimane... una linea retta. L’ipotesi di accordo alla quale si sta lavorando verte esclusivamente sugli assessorati. Due per l’esattezza. Non c’è traccia di programma, di visione, di futuro, di risposte che la città attende.

Come è pensabile varare una sorta di patto di fine consiliatura senza un documento nel quale si faccia riferimento, per esempio, al Brt? Finora oggetto misterioso. Che fine hanno fatto le “battaglie” per una diversa viabilità dello Scalo? Che succederà relativamente alle piste ciclabili e ciclopedonali? Come si rimedierà ad un traffico cittadino insopportabile e ad una cronica mancanza di parcheggi? Quali saranno le risposte a residenti e commercianti “stremati” da tre anni di continui cambi di sensi unici e di direzioni di marcia? Cosa si intende fare per il rilancio del centro storico, che necessariamente deve passare anche da decisioni sul futuro del Multipiano?

Poi c’è un aspetto politico: senza il “recupero” di Forza Italia il centrodestra a Frosinone è al capolinea. Nessuno dice nulla. L’elemento prevalente è la fretta: di chiudere una crisi. Con un riassetto parametrato su due poltrone. Tutto qui? Un’ultima cosa: nessuno si pone il problema di costruire un accordo in grado di reggere il 9 marzo? Sì, perché dopo le provinciali i confini di una simile intesa sono destinati a franare.

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