Frosinone
05.01.2026 - 10:00
Ci siamo. È il giorno della resa dei conti. La maggioranza è di fatto in frantumi e l’incontro in programma oggi alla Camera tra i vertici nazionali e locali di Fratelli d’Italia e Lega rappresenta un passaggio obbligato. Ma non necessariamente risolutivo.
Al tavolo ci saranno i parlamentari di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, coordinatore regionale, che ha voluto la riunione, Massimo Ruspandini, presidente provinciale di FdI, insieme al sindaco Riccardo Mastrangeli, al sottosegretario Claudio Durigon, vicesegretario nazionale della Lega, e al deputato Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale del Carroccio, già primo cittadino per due mandati. Come detto il summit è stato sollecitato proprio da Trancassini dopo la decisione di Mastrangeli di revocare le deleghe agli assessori di FdI Alessia Turriziani e Simona Geralico, atto che ha fatto precipitare una situazione già compromessa ma deciso dal sindaco dopo che Fratelli d’Italia, insieme alla minoranza, ha fatto mancare il numero legale durante l’ultimo Consiglio.
Sul tavolo ci sono tutte le ipotesi, dall’azzeramento della giunta a un rimpasto profondo, fino a scenari di totale discontinuità politica. Ma i margini sono strettissimi. Fratelli d’Italia, il Polo Civico e il presidente del Consiglio Massimiliano Tagliaferri non sembrano disposti a fare passi indietro. Le sedute consiliari consecutive saltate per mancanza del numero legale certificano una realtà politica inoppugnabile: senza questo blocco la maggioranza non esiste più.
Dall’altra parte, la Lega e il sindaco appaiono poco inclini ad accettare soluzioni che comportino l’uscita di uno o più assessori attuali o una redistribuzione degli equilibri a favore degli (ex?) alleati. Una distanza che, allo stato, sembra difficilmente colmabile.
Resta sullo sfondo l’ipotesi più traumatica: le dimissioni e il ritorno alle urne. Un’eventualità evocata dallo stesso Mastrangeli nella lettera indirizzata a Trancassini, ma che Fratelli d’Italia giudica inaccettabile nei termini di un ultimatum politico. Anche perché il fattore tempo è decisivo: sciogliere il Consiglio entro gennaio significherebbe votare in primavera. Oltre, scatterebbe un lungo commissariamento.
A complicare il quadro ci sono le elezioni provinciali dell’8 marzo. Lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale escluderebbe Frosinone dal voto, con conseguenze pesanti sugli equilibri interni al centrodestra e sulle strategie dei singoli partiti.
E poi c’è Forza Italia (vedi articolo in basso). Da tempo ex alleata di Mastrangeli e di fatto all’opposizione.
Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale degli azzurri, è stato diretto: «Non parteciperò al vertice in programma alla Camera. Non sono stato invitato. Ma è normale, visto che Forza Italia al Comune di Frosinone non fa parte della maggioranza».
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