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Frosinone

Maggioranza, l’ora più buia

Silenzio assordante sul versante delle possibili soluzioni alla crisi. Il centrodestra si è smarrito. Domani il vertice dei leader di Fratelli d’Italia e Lega alla Camera: serve uno scatto della politica

Maggioranza, l’ora più buia

Azzeramento di giunta ma anche dimissioni di massa. Ritorno alla maggioranza del 2022 ma pure scenari futuri improntati a non meglio precisate “coalizioni civiche”. C’è di tutto nel dibattito politico attuale al Comune di Frosinone. Dove però nulla è scontato. La crisi della coalizione di governo non potrà risolversi con una pacca sulla spalla o con un generico “volemose bene”. Trovare un “punto di caduta” condiviso non sarà semplice.

Il summit dei big

Domani pomeriggio alla Camera è previsto un incontro sicuramente importante. Per Fratelli d’Italia ci saranno i parlamentari Paolo Trancassini (coordinatore regionale) e Massimo Ruspandini (presidente provinciale). Per la Lega il senatore e sottosegretario di Stato Claudio Durigon (vicesegretario nazionale) e il deputato Nicola Ottaviani (coordinatore provinciale). Ci sarà il sindaco Riccardo Mastrangeli. A chiedere questo passaggio è stato Trancassini, all’indomani della revoca delle deleghe, da parte di Mastrangeli, agli assessori di FdI Alessia Turriziani (servizi sociali) e Simona Geralico (cultura). Aveva detto Trancassini: «Ho immediatamente chiesto un chiarimento alla Lega e mi aspetto che già nel primo giorno utile ci si possa incontrare per chiarire i contorni di quanto accaduto. Abbiamo sempre supportato il sindaco Mastrangeli, siamo una forza leale e lo abbiamo dimostrato anche nelle situazioni più complicate. Quanto accaduto è però inaccettabile, motivo per cui ho chiesto alla Lega un tavolo per adottare, nel più breve tempo possibile, le contromisure del caso». Sicuramente ci saranno delle valutazioni politiche parametrate su una prospettiva regionale. Frosinone è un Comune capoluogo. Ma la domanda: alla fine quali saranno le proposte in grado di essere condivise?

La mappa delle opzioni

Si parla di una possibile richiesta di azzeramento della giunta. Magari anche per provare un “recupero” di Forza Italia (e di una parte del centrodestra originario). Oppure verrà rilanciata l’opzione del rimpasto, parametrato però su richieste diverse. Lo schema della Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia era il seguente: terzo assessorato a Fratelli d’Italia, secondo alla Lista per Frosinone. Per i gruppi di FdI, Polo Civico, il presidente dell’aula Massimiliano Tagliaferri (indipendente) e Carlo Gagliardi (Lista Marzi) occorre prevedere pure una rappresentanza nell’esecutivo al Polo Civico. Oltre che la delega all’urbanistica al consigliere Gagliardi. Peraltro questa soluzione (assessorato al Polo Civico e delega a Gagliardi) era stata la proposta iniziale. Bocciata però dalla “galassia della Lega”. Il nodo vero è: Mastrangeli e Ottaviani sono disposti a prendere in considerazione l’azzeramento o un rimpasto che determinerebbe l’estromissione di uno o due degli attuali assessori? La sensazione è che la risposta sia no. Veniamo all’altro punto di vista: FdI, Polo Civico, Tagliaferri e Gagliardi potrebbero cambiare posizione? Sicuramente no. Le quattro mancanze consecutive del numero legale nelle sedute ordinarie sono state indicative: senza di loro la maggioranza non c’è. Su questo non ci sono dubbi. Infine, un dato di fatto. Per oltre un anno in consiglio comunale l’Amministrazione Mastrangeli si è retta grazie al sostegno di 3 esponenti provenienti dalle opposizioni: Francesca Campagiorni, da tempo ormai in FdI, è stata eletta nel Polo Civico. Claudio Caparrelli sta nel Polo Civico. Andrea Turriziani nel Polo Civico è arrivato adesso, ma comunque nel 2022 stava con il centrosinistra, nella Lista Marini. E pochi mesi dopo fu l’avversario di Massimo Ruspandini (FdI) nel collegio maggioritario di Frosinone-Sora (Camera). Alle politiche. Come esponente del centrosinistra. Mentre Domenico Marzi (due volte sindaco e avversario di Mastrangeli nel 2022) è stato più volte determinante per tenere il numero legale. Insieme a Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli, anche loro della Lista Marzi. Questo per dire che il tema del sostegno di chi ha militato nel centrosinistra è stato da tempo metabolizzato.

Il ricorso alle urne

Ne ha parlato il sindaco Riccardo Mastrangeli nella lettera aperta a Trancassini: «Arrivo quindi al punto, Paolo, con chiarezza e senza minacce. O tu, con la tua autorevolezza, la tua forza e il tuo equilibrio, riallinei il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Frosinone ai percorsi virtuosi che tu stesso hai indicato – lealtà, coerenza, rispetto e responsabilità verso i cittadini – oppure dobbiamo avere il coraggio di dirci che questa esperienza amministrativa non ha più un equilibrio politico. E a quel punto esiste una sola strada seria, limpida e democratica: tornare al voto». Sicuramente Fratelli d’Italia non potrà mai accettare un ultimatum di questo tipo. Ma in queste ore si sta discutendo molto sulla data delle possibili dimissioni, singole (del Sindaco) o di massa (di almeno 17 consiglieri). Il motivo è questo: se la consiliatura si scioglie entro la fine di gennaio, alle urne si va in primavera. Altrimenti ci sarebbe da considerare un anno di commissariamento. Già questo è indicativo. L’esperienza del centrodestra (alla guida del Comune dal 2012) terminerebbe. Con riflessi a cascata ovunque. Al momento le posizioni all’interno della maggioranza non sono soltanto distanti. Ma inconciliabili. Ci sono altri aspetti però che vanno tenuti in considerazione. Intanto le provinciali, fissate l’8 marzo. Lo scioglimento del Consiglio significherebbe che Frosinone non potrebbe partecipare. E questo sarebbe un problema. Intanto per la Lega: Nicola Ottaviani fa affidamento su 8-9 voti ponderati per la conferma di Andrea Amata. Poi bisogna aggiungere che il capogruppo di FdI Franco Carfagna punta all’elezione. Inoltre concorrerebbe anche Pasquale Cirillo (Forza Italia).

Le opposizioni

Norberto Venturi, consigliere del Pd, afferma: «La frattura nella maggioranza tutto era meno che imprevedibile. Da anni questa Amministrazione dimostra di non essere in grado di governare il capoluogo. Pensiamo al traffico, al Brt, alle isole pedonali. Non c’è stata alcuna scossa, nonostante la mole di finanziamenti del Pnrr. Sul piano politico non si può ridurre tutto ad una resa dei conti tra Fratelli d’Italia e Lega, peraltro combattuta a suon di cambi di casacca. L’opposizione ha dimostrato in consiglio comunale di guardare all’interesse della città, lanciando un messaggio forte sul piano amministrativo. Ora si tratta di costruire subito un’alternativa al modello fallimentare del centrodestra. Il punto di partenza c’è: tutti coloro che si sono opposti all’Amministrazione Mastrangeli».

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